QUISTELLO – La collezione di Giorgio Breviglieri, nato nel 1931, è una vera e propria casa museo che racchiude 6.200 elementi in tre stanze, da lui chiamate “bunker”. Qui si trovano modellini di aerei, mezzi corazzati, automobili militari, divise, elmetti e altri reperti bellici, accompagnati da fotografie d’epoca e documenti storici.
Breviglieri iniziò a raccogliere oggetti e documenti legati alla Seconda Guerra Mondiale tra il 1963 e il 1964, creando anche una serie di plastici tratti da fotografie dell’epoca.
Giorgio Breviglieri da ragazzo ha lavorato nelle ex Distillerie Casoni per 12 ore al giorno. Tra il 1957 e ’58 ha prestato servizio in un archivio dell’Ispettorato Agrario di Mantova dove ha scoperto le sue doti di “catalogatore” per poi passare all’Associazione Mantovana Allevatori dove ha svolto analisi del latte oltre a compilare i certificati genealogici bovini. Rientrato a Quistello ha lavorato come controllore zootecnico e ogni volta che andava in un’azienda cercava il cumulo dei ferri vecchi, dietro le stalle dove trovava elmetti e residuati bellici. Al mercatino di Modena è riuscito invece a trovare e ad acquistare decine di divise militari.
Alle pareti dei “bunker” sono esposte immagini di eventi storici, come l’inaugurazione del ponte di Quistello del 1923, e fotografie che ritraggono il giovanissimo Giorgio vestito da Balilla, insieme a numerose immagini di “quistellesi in divisa”. All’ingresso della prima stanza, tra centinaia di modellini e elmetti di soldati americani, tedeschi, italiani, francesi e inglesi, spicca un cartello che recita: “La storia non è di destre nè di sinistra, è solo storia”.
Giorgio Breviglieri custodisce con meticolosità anche una collezione di documenti storici: un diario di guerra in cui annota gli eventi che hanno coinvolto Quistello dal 1940 al giugno 1945, pubblicati in un libro stampato nel 1985 con la prefazione del sindaco dell’epoca Robin Link e un imponente faldone dell’Unione Nazionale Protezione Antiaerea, con dati delle azioni militari fino al 23 aprile 1945 poi…solo pagine bianche. In vari cassetti sono conservate medaglie e mostrine.
Il legame personale con la sua passione è evidente nelle parole di Breviglieri: “La mia è una passione infinita, coltivata fin da quando mi sono sposato con mia moglie Anna, che purtroppo mi è venuta a mancare due anni fa. Se sono ancora qui, è perché Dio non ha ancora trovato un elmetto per la mia testa. Non ho mai avuto paura di morire, perché sono in pace con tutti e non ho mai litigato con nessuno.”
Il ricordo di suo padre, il maresciallo maggiore Francesco elettrotelegrafista e osservatore sull’aereo Fiat Cr 25 della 173.ma Squadriglia da ricognizione e scorta convogli sul mar Mediterraneo Orientale e Malta è altrettanto importante per lui: “Ho ricostruito il modellino del Fiat Cr 25 un simbolo del coraggio di mio padre, congedato pochi giorni prima dell’8 settembre 1943.”
Breviglieri non solo conserva la sua collezione con cura, ma la condivide attivamente: ha donato alcuni pezzi al 4° Reggimento Missili di Mantova, ha prestato divise militari al museo “14.45” di Montecchio Maggiore e ha donato il diorama della battaglia di Dragoncello al museo storico delle Aviotruppe di Pisa. La sua collezione, che include 1.100 modellini di aerei e 850 mezzi militari, ospita anche pezzi unici, come il Douglas C-47 “Dakota Skytrain” e il celebre “Mosquito” della RAF “Pippo” di colore blu per confondersi nella notte, che terrorizzava le popolazioni per le sue incursioni notturne.
Un frammento del “Thunderbolt” abbattuto nei pressi di Nogara è esposto in garage.
Oltre alla sua attività collezionistica, Breviglieri si dedica al volontariato presso la Croce Bianca di Quistello, dove presta servizio come telefonista.”Voglio ringraziare i miei figli, Miriam e Davide, per avermi dato la possibilità di continuare la mia collezione”, conclude.
La mostra della collezione di Giorgio Breviglieri rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati di storia militare e arte collezionistica, offrendo una testimonianza vibrante e multisfaccettata del passato.