MANTOVA – Prima riunione questa sera in Cgil per il Comitato mantovano “Società civile per il NO al Referendum Costituzionale sulla riforma della giustizia”, anche nota come Legge Nordio. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni che avevano dato vita al “Comitato Cinque Sì” per i referendum su lavoro e cittadinanza dello scorso giugno, ossia: Cgil, Arci, Anpi, Pd, Rifondazione Comunista, M5S, Sinistra Italiana – Alleanza Verdi Sinistra, La Boje, Mantova per la Pace, Colibrì, Non una di Meno e Università Popolare Il Pane e le Rose.
La prima riunione a livello locale arriva dopo che sabato scorso a Roma il “Comitato per il NO al Referendum Costituzionale sulla Giustizia”, presieduto dal professor Giovanni Bachelet, si è riunito per dare il via alla campagna elettorale che prevede anche la raccolta delle firme digitali”.
“Avevamo fatto due riunioni preparativa in dicembre – spiega il segretario generale della Cgil di Mantova, Michele Orezzi – per le associazioni che avevamo fatto parte del “Comitato Cinque Sì” dello scorso referendum, stasera allarghiamo a livello provinciale per poi andare nelle prossime settimane a costituire i comitati sui territori. L’apertura è a tutti i cittadini che vogliono partecipare”.
Intanto sul sito del Ministero della Giustizia c’è ancora la possibilità di firmare per porre il problema sulla data di consultazione dopo che il Governo nella giornata di ieri l’ha fissata il 22 e 23 marzo “Sono date troppo vicine – conclude Orezzi – per rendere consapevoli tutti di quello che stanno andando a votare perchè il tema è davvero molto tecnico e di non facile comprensione”.
“Oggi si mettono a terra le questioni e inizieremo la costituzione dei comitati sul territorio che sono fondamentali per raggiungere i cittadini – ha spiegato Mirco Dei Cas, presidente Arci Mantova – puntando anche molto sulla raccolta firme. Ad oggi siamo arrivati a 388mila firme, obiettivo nei prossimi 10 giorni di raggiungere le 500mila, e siamo molto fiduciosi su questo perchè vediamo la gente molto motivata”.
COSA DI VOTA
Le norme oggetto di voto riguardano la recente riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025 che modifica l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituendo due Consigli superiori della magistratura distinti (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm, come previsto dalla legge costituzionale approvata a fine 2025.
PERCHE’ NO
-Perchè la “riforma della giustizia”, in realtà non garantirà una maggiore tutela dei diritti affermati dalla Costituzione e non risolverà i problemi più urgenti come i tempi dei processi, le carenze di personale, gli scarsi investimenti tecnologici.
-No perchè è una modifica che indebolisce la magistratura nell’equilibrio con gli altri poteri della democrazia, mortifica il Parlamento e trascina a un giudizio referendario, opaco, divisivo e costoso. Intanto i problemi che affliggono tanti cittadini e tante cittadine nell’accesso alla giustizia restano del tutto inalterati.
-no perchè con l’elezione per sorteggio dei membri dei due nuovi CSM e dell’Alta Corte si rinforzerà il ruolo della politica nelle vicende della magistratura, minandone così l’indipendenza

















