Ritardi ponte Acquanegra-Calvatone: Torchio chiede alla Provincia di velocizzare e intervenire sui ristori

MANTOVA – Un’interrogazione del consigliere Giuseppe Torchio e del gruppo consiliare Mantova Provincia Unita ha riportato l’attenzione, nell’ultima seduta del Consiglio provinciale, sui gravi ritardi nell’iter di messa in sicurezza del ponte Acquanegra sul Chiese–Calvatone.
“Non vogliamo criticare l’operato della Provincia, che è sempre stata attenta alla questione – ha spiegato Torchio – ma riteniamo necessario fare il punto su una situazione ormai ferma da un anno e quattro mesi, durante i quali nel territorio hanno chiuso numerose attività. Si parla di linee guida che però non sono ancora diventate operative, dei ponti Bayley, dell’approvazione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici e della loro mancata pubblicazione. Per questo chiediamo alla Provincia di attivarsi a Roma per velocizzare la situazione e di valutare, nell’attesa che qualcosa si sblocchi, la possibilità di anticipare ristori alle attività commerciali in difficoltà, come ha deciso di fare la Provincia di Cremona”.
Alla richiesta ha risposto il consigliere delegato alla progettazione e manutenzione delle infrastrutture, Enrico Volpi. “Non mancheremo di attivarci affinché si arrivi alla pubblicazione delle linee guida che consentiranno di procedere con l’intervento – ha dichiarato – ma per quanto riguarda i ristori gli enti deputati a erogarli sono regionali o statali ed è più facile che vengano concessi in caso di emergenze dovute a calamità naturali”.
“Al momento – ha aggiunto Volpi – la Provincia di Cremona ha dichiarato di aver avviato un iter in questo senso, ma non ha ancora deliberato né quantificato alcun intervento”.
Se da parte di Volpi è stata lasciata aperta anche la possibilità di una verifica interna ai bilanci di Palazzo di Bagno per capire se l’ipotesi di seguire l’esempio di Cremona possa essere sostenibile, il consigliere Torchio si è detto non soddisfatto della risposta e ha invitato i vertici provinciali a recarsi di persona nelle zone colpite per rendersi conto direttamente della situazione vissuta dai cittadini e dalle attività commerciali.

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