ROVIGO – Per nove anni Rossini non è stato “solo un gatto”, ma un pezzo vivo di Rovigo. Con il suo pelo rosso, il passo tranquillo e quella naturalezza con cui attraversava piazze, uffici, negozi ed eventi pubblici, era diventato una presenza familiare, quasi un piccolo custode della città. Arrivato cucciolo dalla Bosnia, aveva trovato rifugio notturno nell’ottica Manfrin e, negli ultimi anni, in una casa del centro grazie a un gruppo di persone che si prendeva cura di lui. Di giorno, però, Rossini tornava a essere ciò che tutti conoscevano: il gatto di Rovigo, libero, affettuoso, curioso, capace di strappare un sorriso a residenti e turisti. La sua morte, avvenuta dopo essere stato investito sabato mattina in via Ricchieri, ha scosso l’intera comunità. Non era una mascotte qualunque: era un simbolo, un compagno silenzioso, un frammento di identità cittadina. E oggi Rovigo lo piange come si piange un amico.
«Rossini non era solo una mascotte, era un amico – scrive sui social Marco Bressanin presidente della Pro Loco a nome di tutt il direttivo – Era la speranza di incontrarlo dietro l’angolo, un sorriso strappato, una carezza delicata per lui e per noi. Non c’è persona a Rovigo che non abbia una sua foto sul telefono o un ricordo. Era il primo a credere negli eventi della città, presente ai preparativi e spesso anche sui palchi più ambiti. Frequentava i luoghi di rappresentanza come fossero casa sua, perché lo erano. Era amico delle Forze dell’Ordine e soprattutto dei Vigili del Fuoco, che spesso lo recuperavano nelle sue avventure. Rossini era l’amico di tutti, perché nel suo piccolo cuore ci piace pensare che ci fosse spazio per ognuno di noi. Rossini non rappresenta la nostra città: Rossini è la nostra città, perché nella sua dolcezza ci siamo sempre ritrovati insieme».
La redazione del Tg TV7 che oggi ha dato la notizia della morte del gatto simbolo scrive sulla propria pagina social: «Rossini non c’è più. Nella mattina di sabato 14 febbraio l’amato gatto dal pelo rosso è stato investito. Per cittadini e turisti era diventato un simbolo di Rovigo. Si faceva notare agli eventi pubblici e nelle vie tra il Comune e il Tribunale. Solo domenica scorsa era salito sul gradino più alto del podio della “Rovigo in Love”. È stato investito in via Ricchieri, la via dei palazzi di Prefettura e Provincia, un luogo dove era facile incontrarlo. Sembra che l’automobilista si sia presentato spontaneamente alla Polizia Locale. Rossini dormiva da nove anni all’interno dell’ottica Manfrin e negli ultimi inverni veniva accolto ogni sera da una professionista del centro. Di giorno usciva come amava fare. Era diventato un simbolo grazie alla pagina Facebook dedicata e ai media che ne hanno raccontato la storia. Anche noi lo avevamo incontrato la scorsa estate, mentre riposava su un tavolino vicino al municipio».
Perfino il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin piange Rossini e annuncia una singolare iniziativa:
«Sarà sempre presente nei nostri cuori. Nel giorno dedicato all’Amore, la nostra comunità è stata colpita da una perdita che ci unisce nel dolore: ci ha lasciato la nostra mascotte Rossini – Gatto di Rovigo. Martedì 17 febbraio, in occasione della “Giornata Nazionale del Gatto”, era già prevista una celebrazione speciale: l’artista Alberto Cristini avrebbe donato al Comune una statua in rame dedicata a Rossini e sarebbe stato presentato il libro del rodigino Alessandro Muscarà. Alla luce della grande perdita di oggi, questa giornata assumerà un significato nuovo, più profondo e toccante».














