SAN SILVESTRO (CURTATONE) – Duecentocinquanta firme per chiedere all’Amministrazione comunale di Curtatone di rivedere il progetto di riqualificazione di via Chiesa, con particolare riferimento all’abbattimento degli otto tigli “salvabili” attualmente presenti lungo la strada in favore della piantumazione di carpini.
“La possibilità di mantenere in vita gli otto tigli esiste – si legge in un comunicato redatto dai portavoce della rete dei cittadini, attiva da un paio di mesi a questa parte – come spiegato dall’agronomo presente all’incontro del 25 novembre a San Silvestro. La mobilitazione dei cittadini denota una comunità attenta e pronta a difendere il proprio patrimonio verde, infatti sono state raccolte in tre giorni 250 firme per mantenere gli otto tigli non considerati da abbattere, bensì da monitorare. La loro rimozione impoverirebbe il paesaggio urbano e danneggerebbe la salute dei cittadini, cancellando un patrimonio naturale che ancora può continuare a dare benefici. Le 250 firme raccolte dimostrano che la comunità è unita e determinata. Non si tratta solo di abitanti della frazione ma di tutto il territorio comunale nel quale sta nascendo una rete di cittadini per il controllo, la tutela e la difesa del patrimonio verde in nome della responsabilità collettiva: difendere gli alberi significa difendere la qualità della vita, la memoria dei luoghi e il diritto a un ambiente sano“.
I cittadini lamentano una sostanziale assenza di dialogo con l’Amministrazione comunale: “la risposta è stata negativa: apparente ascolto, dialogo fittizio, esito già stabilito con invocazione del tema “sicurezza” come giustificazione assoluta. Una parola che diventa alibi, usata per zittire la partecipazione e cancellare la possibilità di soluzioni alternative. Ogni giorno siamo minacciati da possibili incidenti stradali e da aria irrespirabile, ma non si capisce come mai si ritenga prioritario trasmettere ai cittadini la paura di essere colpiti da alberi quando sappiamo che non esistono nemmeno statistiche riguardanti un tale remoto evento. Il tema della sicurezza viene rigirato a proprio piacimento come giustificazione preventiva per abbattimenti anche quando gli alberi sono ancora vitali e possono resistere. Da quanto è stato spiegato dall’agronomo competente gli alberi hanno la capacità di auto-curarsi, e per gli otto tigli in questione si potrebbe studiare un intervento che potrebbe aiutarli. Ci sarebbe piaciuto sentire il parere dello stesso agronomo anche riguardo l’abbattimento totale di alberi sani in via Ortigara e in via Einaudi a Levata”.
“I tigli – concludono i firmatari del comunicato stampa – non sono un pericolo, ma una risorsa, purtroppo soggetta ad anni di trascuratezza. Abbiamo un filare di diciassette alberi, nove sono quelli dichiarati ammalati dall’agronomo e non recuperabili, gli otto restanti possono resistere e tenerli in vita sarebbe una risorsa preziosa. La sicurezza non può essere brandita come scudo per giustificare scelte che non tengono conto né della salute degli alberi né della volontà dei cittadini: quando 250 persone firmano una petizione, meritano di essere ascoltate. Ignorare questa voce è un segnale grave, che mina la fiducia tra cittadini e amministrazione. La sicurezza non può diventare sinonimo di silenzio e mancanza di ascolto. Gli alberi sono radici di identità e di futuro. Abbatterli sarebbe un errore gravissimo, inaccettabile, che non possiamo più permetterci”.
















