PEGOGNAGA – Dialogo. Non più contrapposizione tra istituzioni sanitarie e utenti. La svolta innovativa si è concretizzata l’altra sera a Pegognaga, grazie alla sensibilità femminile accentuante quella professionale di Anna Gerola dirigente Asst di Mantova. L’evento, realizzatosi nell’incontro pubblico organizzato da Attilio Pignata, fondatore di “Cronache Sanitarie”, ha coinvolto Anna Bonini, altra sensibilità femminile già sindaco di Suzzara, ora presidente dell’Associazione Odv “Ing. Opilio Zuccati” con nuovo indirizzo operativo, e il primo cittadino di Pegognaga Matteo Zilocchi. 
In sala civica Gerola ha dialogato direttamente coi medici di famiglia Laura Faglioni, Alessandra Gennari, Andrea Varoli e con il pubblico in sala, spazzando via le incomprensioni aggravanti le difficoltà per l’utenza nell’approcciare le istituzioni sanitarie. Le criticità delle quali, ha sottolineato Gerola, si sono inverate con l’esplodere di Covid-19. Ampliate inoltre dal vuoto assistenziale sul territorio, appesantito a sua volta nel Pegognaghese dal contemporaneo pensionamento di alcuni medici di base, con conseguente disorientamento per le fasce più deboli della popolazione.
In buona parte poi risolto per diretto interessamento del sindaco con le istituzioni sanitarie. All’epoca a livello regionale e nazionale era emersa un’impreparazione progettuale con riflessi negativi sugli stessi operatori sanitari. «Ora abbiamo avviato la riforma sanitaria sul territorio – ha detto Gerola – portando servizi in prossimità». Grazie al Pnnr l’estesa provincia di Mantova fruisce oggi di 9 Case di Comunità, Viadana, Bozzolo, Asola, Suzzara, Quistello, Castiglione, Mantova, Sermide, e 5 Ospedali di Comunità, Viadana, Bozzolo, Asola, Borgo Mantovano (Pieve C.), Mantova. Gerola «Le strutture coprono l’intero territorio.
I servizi offerti dalla Casa di Comunità di Suzzara già presenti sono: punto unico d’accesso, scelte e revoche, protesica, invalidi, consultorio familiare, vaccinazioni, Sert. I nuovi servizi: 3 pediatri, centrale operativa territoriale cronici, dimissioni, infermieri di famiglia, psicologo cure primarie, punto prelievi, specialistica ambulatoriale. Novità assoluta sono gli infermieri di famiglia che intervengono per patologie a bassa intensità.
Di prossima realizzazione anche la telemedicina, soprattutto per non lasciare soli i soggetti fragili e i pazienti cronici, trend in aumento, permettendo ai medici di base il teleconsulto in connessione diretta con gli specialisti. Gerola «La medicina di prossimità evita l’intasamento dei pronti soccorso e riduce i tempi d’attesa a dimensioni ragionevoli». Soddisfatto il pubblico in sala ma in attesa di verificare l’efficienza della medicina di prossimità.
Riccardo Lonardi















