SERMIDE E FELONICA – Una lunga serie di episodi ha creato tensione in paese nella notte e nella mattinata del 26 agosto, culminando con l’arresto di un 29enne marocchino, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine. L’uomo, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, avrebbe messo in allarme tre diversi bar della zona e infine aggredito i militari intervenuti.
Il primo episodio si è verificato nel cuore della notte: il giovane ha tentato più volte di entrare in un bar chiuso, riuscendo infine ad accedere all’interno. Il proprietario, che vive al piano superiore, ha sentito dei rumori e ha chiamato il 112. Sul posto è arrivata una pattuglia della Stazione di Poggio Rusco, impegnata nei servizi coordinati dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Roberto Bolognesi. All’arrivo dei militari, il soggetto si era già allontanato, ma è stato rintracciato poco dopo nelle vie vicine. Dal controllo è emerso che nulla era stato rubato.
Tre ore più tardi, intorno alle 5, è arrivata una nuova segnalazione: un altro bar di Sermide ha denunciato il danneggiamento di tavolini e sedie all’esterno del locale. Anche in questo caso sono intervenuti i Carabinieri di Poggio Rusco e il Nucleo Operativo e Radiomobile di Gonzaga, senza però riuscire a trovare l’autore del gesto.
La mattinata è stata teatro dell’ultimo episodio: il 29enne si è presentato in un terzo bar, creando confusione e costringendo il titolare a chiedere nuovamente l’intervento dei Carabinieri. Questa volta sul posto è arrivata una pattuglia della Stazione di Borgo Mantovano. Alla vista dei militari, l’uomo ha reagito con violenza, aggredendoli con spinte e calci. Dopo una colluttazione, è stato immobilizzato e portato in caserma.
I due Carabinieri coinvolti hanno riportato lesioni e sono stati medicati, con una prognosi di cinque giorni ciascuno.
Il 29enne è stato arrestato con l’accusa – in ipotesi accusatoria – di resistenza, lesioni, minacce e oltraggio a pubblico ufficiale. È stato trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza per direttissima.


















