SUZZARA – La direzione Iveco ha confermato la sospensione delle attività nei giorni 30 gennaio, 2, 4, 5 e 6 febbraio 2026, a causa del calo della domanda produttiva in un mercato che continua a mostrare segnali di rallentamento.
Prima di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria (Cigo), verranno utilizzate tutte le ferie residue e i Permessi annui retribuiti (PAR) maturati negli anni precedenti. Solo una volta esauriti questi istituti scatterà la Cigo per i lavoratori sospesi.
Durante le giornate di chiusura, l’azienda potrà comunque richiamare il personale necessario per esigenze tecniche, organizzative, di sicurezza degli impianti o per eventuali necessità produttive. I dipendenti coinvolti riceveranno una comunicazione individuale.
Nel calendario rientra anche martedì 3 febbraio, giorno della festa patronale di San Biagio. Il rientro generale al lavoro è previsto per lunedì 9 febbraio.
Presidio dei sindacati del settore Automotive
Nella stessa giornata di venerdì 30 gennaio, le sigle Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr hanno organizzato un presidio in occasione del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) alle ore 10.
Sono attese delegazioni da tutta Italia di lavoratori del settore auto e dell’indotto, con la possibilità che l’iniziativa si estenda anche al comparto dei veicoli industriali, compresa Iveco. Marco Massari segretario provinciale della Fiom: “Come Fiom Mantova saremo presenti, al presidio, con una nostra delegazione”
L’obiettivo è quello di denunciare la grave crisi del settore automotive indotto compreso, considerato strategico per il Paese, e sollecitare risposte concrete da Governo, Unione Europea e sistema delle imprese.















