SUZZARA – Un pomeriggio all’insegna dell’incontro tra culture, lingue e storie di vita. Lo scorso 18 febbraio il Centro culturale Piazzalunga di Suzzara ha ospitato “Parole, musica e sapori dal mondo”, evento inserito nella rassegna Matondo – Festival di Lingue, persone e culture, che ha visto protagonisti i partecipanti ai nuovi corsi di italiano per adulti stranieri. Donne e uomini provenienti da Paesi di quattro continenti hanno raccontato al numeroso pubblico presente curiosità e aspetti significativi delle proprie terre d’origine. Ogni intervento ha offerto uno sguardo sulla collocazione geografica, sull’organizzazione sociale e sugli usi e costumi dei diversi Paesi, in un clima di forte partecipazione ed empatia.
L’iniziativa è stata curata dalle docenti volontarie del Gruppo Interculturale Suzzarese (GIS) – Gloria, Anne Marie, Manuela, Fiorella, Antonella, Maria, Silvana, Valeria, Anna – che seguono i corsisti nel percorso di apprendimento della lingua italiana. Il loro impegno consente a molte persone straniere di superare l’isolamento legato alle difficoltà linguistiche e alla condizione di immigrati, creando occasioni concrete di inclusione. Il progetto di alfabetizzazione, avviato in ottobre, è stato ideato dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Suzzara e sostenuto dall’Amministrazione comunale, dall’Azienda Socialis, dal Centro culturale Piazzalunga e dalla Caritas di Suzzara. I corsi attivati sono due, uno di livello elementare e uno intermedio-avanzato, e si svolgono bisettimanalmente negli spazi del Piazzalunga fino al mese di giugno.
Le iscrizioni sono in costante aumento e hanno già superato quota 70, con una presenza settimanale che varia tra i 30 e i 40 partecipanti. La maggior parte dei corsisti è composta da giovani donne, seguite in sottogruppi dalle insegnanti volontarie. L’obiettivo dei corsi è offrire uno spazio di accoglienza e apprendimento capace di favorire la comunicazione tra persone di diverse etnie e l’inserimento nel nuovo contesto di vita. Non solo lezioni in aula, ma anche partecipazione alla vita culturale e ricreativa cittadina, per conoscere il territorio, socializzare e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Il primo evento pubblico ha dato voce a storie di coraggio e ha messo in luce le competenze e le risorse umane dei partecipanti, molti dei quali diplomati o laureati nei Paesi d’origine. Un patrimonio che può diventare valore condiviso per l’intera comunità, quando si sceglie di ascoltare e costruire ponti tra culture diverse.


















