SUZZARA – È stato presentato oggi, nella sede di Azienda Socialis, il programma di “Open Housing – Costruiamo autonomie”, due giornate — il 5 e 6 giugno 2026 tra Suzzara e Gonzaga — dedicate ai nuovi modelli di abitare inclusivo e all’inaugurazione degli appartamenti realizzati grazie ai fondi Pnrr. Presenti Rosanna Maramotti di Asp Socialis coordinatrice area non autosufficienza, Manuela Righi vicepresidente coop. Simpatria, Marco Bimbati della coop. Il Ponte, Davide Folloni e Giulia Tonini della coop. Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia.
Il progetto, promosso da Azienda Socialis insieme a Cooperativa Il Ponte, Cooperativa Simpatria e Cooperativa Papa Giovanni XXIII, ha l’obiettivo di favorire percorsi di autonomia abitativa, lavorativa e sociale per persone con disabilità. Grazie a un finanziamento complessivo di 715.000 euro, sono stati realizzati appartamenti in co‑housing dotati di sistemi di domotica, attivati percorsi formativi e tirocini, e sostenute le attività educative e di valutazione multidimensionale. Il progetto ha coinvolto 12 persone con disabilità residenti nei sei Comuni dell’ambito suzzarese.
L’iniziativa sarà anche un momento di confronto sulle politiche della vita indipendente e sulle prospettive future dell’abitare inclusivo, oltre che l’occasione per condividere i risultati raggiunti grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Programma
Galleria del Premio Suzzara – venerdì 5 giugno – ore 14.00 – Welcome coffee; ore 14.30–16 – Convegno “Open Housing – Costruiamo autonomie”
Inaugurazioni – ore 16.30 – Suzzara, via Democrito 13/6 Taglio del nastro degli housing realizzati da Cooperativa Simpatria; ore 17.45 – Gonzaga, via Canaro 3 Inaugurazione degli housing realizzati da Cooperativa Il Ponte
Oltre‑Housing – Tra il 5 e 6 giugno, momenti conviviali aperti alla comunità promossi da Cooperativa Simpatria e Cooperativa Il Ponte.
Le voci dei protagonisti
Rosanna Maramotti, coordinatrice area non autosufficienza di Azienda Socialis, sottolinea il valore del percorso: «Abbiamo individuato dodici persone con l’obiettivo di offrire proposte diverse da quelle tradizionali, puntando su autonomia, inclusione e formazione innovativa. È un investimento importante, i cui frutti inizieremo a vedere nei prossimi anni. Molti partecipanti vivono già negli appartamenti: ora la sfida sarà dare continuità e stabilità a queste esperienze. Il messaggio centrale è che le persone con disabilità devono poter vivere con le stesse opportunità di chiunque altro, all’interno della comunità».
Manuela Righi, vicepresidente di Cooperativa Simpatria, evidenzia il ruolo della tecnologia: «Il PNRR ci ha chiesto di lavorare sulla domotica e su sistemi che rendano le persone più autonome. È stata un’occasione per approfondire il rapporto tra cura e innovazione, sperimentando modelli sostenibili in cui la tecnologia si integra con la relazione. Abbiamo immaginato questi appartamenti come spazi aperti: luoghi di autonomia, ma anche case che dialogano con la comunità».
Davide Folloni, direttore di Cooperativa Papa Giovanni XXIII, richiama l’importanza del lavoro di rete: «Il nostro impegno non è rispondere a un singolo bisogno, ma costruire percorsi condivisi che aiutino le persone a mettere radici nella comunità. Lavorare contemporaneamente su abitare, lavoro e relazioni significa creare condizioni reali di autonomia e inclusione, valorizzando competenze che possono diventare opportunità professionali, rispondendo anche alle esigenze delle aziende».
Marco Bimbati, coordinatore di Cooperativa Il Ponte, guarda all’impatto collettivo: «Il valore del progetto riguarda tutta la comunità. Promuovere autonomia significa ridurre il bisogno di assistenza continuativa, alleggerendo il carico su famiglie, servizi e istituzioni. È un investimento sociale che genera benefici diffusi: più indipendenza per le persone e un territorio più capace di sostenere inclusione, partecipazione e qualità della vita».
















