Suzzara piange Sandro Bini, storico commerciante e cuore pulsante della solidarietà locale

SUZZARA – Con la scomparsa di Sandro Bini, all’età di 85 anni, Suzzara perde non solo un testimone storico del suo commercio, ma un pezzo autentico della sua identità cittadina. Si è spento sabato scorso all’ospedale “Montecchi”, lasciando un vuoto profondo tra chi lo conosceva come l’ultimo “uomo della piazza”, capace di coniugare il rigore del lavoro con una solarità e un altruismo fuori dal comune.

Dalla bancarella al negozio: una vita per il commercio

La storia di Sandro con il lavoro inizia prestissimo, a soli 14 anni, al fianco del padre Sergio. Erano gli anni a cavallo tra i ’50 e i ’60, l’epoca delle fiere e delle bancarelle di formaggi che animavano le piazze. Da quell’esperienza itinerante nacque prima il chiosco di via Baracca e poi, insieme all’inseparabile moglie Maria Cortese scomparsa nel 2024, un elegante negozio di specialità gastronomiche diventato punto di riferimento per la qualità e l’accoglienza. Dal 1992 al 2000, Bini aveva poi portato la sua professionalità a Sailetto, garantendo alla frazione un servizio essenziale di generi alimentari che era diventato anche un luogo di ritrovo sociale. Per la sua grande esperienza nel campo dei formaggi aveva svolto anche una forma di consulenza per alcuni commercianti del settore.

Maria Cortese

Il cuore in Africa: la missione del volontariato

Raggiunta la pensione, Sandro non si era fermato. Aveva semplicemente trasformato la sua passione per il cibo in uno strumento di bene. Autore di diversi libri di ricette, aveva destinato ogni provento delle vendite, unito a donazioni di enti e privati, a progetti ambiziosi oltreoceano. Insieme all’amico Alfredo Neviani, aveva contribuito alla costruzione di pozzi d’acqua e di una scuola in Africa, trasformando i sapori della sua terra in speranza per chi è più lontano.

Un carattere schietto e solare

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona allegra, solare, dotata di una schiettezza disarmante. Sandro amava dire ciò che pensava, un anticonformista che preferiva la verità alla convenienza, risultando a volte “scomodo” ma sempre rispettato per la sua coerenza. Un uomo che ha vissuto con passione ogni sfida, dalla gestione del bancone alla solidarietà internazionale.

L’ultimo saluto

Le testimonianze di affetto che in queste ore stanno giungendo ai familiari — dal figlio Emilio ai nipoti Matteo e Manila — raccontano di un legame indissolubile con la sua comunità. I funerali si terranno domani, alle ore 10, nella chiesa dell’Immacolata, per poi proseguire verso il Tempio Crematorio di Mantova. Suzzara saluta oggi un uomo che ha saputo nutrire la sua città con i buoni prodotti della terra e il mondo con la generosità del suo cuore.