MILANO – Dure critiche da parte del consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carra nei confronti del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, intervenuto a Palazzo Pirelli per una conferenza stampa.
A margine dei lavori d’Aula – dedicati proprio al dibattito sulle infrastrutture strategiche ferme in Lombardia – Carra ha puntato il dito contro le priorità del dicastero e la mancanza di risposte concrete per i territori, a partire da Mantova.
«Salvini, la prossima volta, invece di venire lui a Palazzo Pirelli, faccia arrivare i soldi per le opere strategiche di cui i lombardi hanno bisogno», dichiara con fermezza il consigliere regionale dem.
«È davvero irrispettoso, da parte sua, venire in Regione a parlare d’altro mentre qui siamo chiusi da quattro giorni in Aula a parlare delle infrastrutture strategiche ferme, molte delle quali oggetto di sue promesse non mantenute».
Carra elenca poi le principali criticità aperte nel Mantovano e in Lombardia: «Salvini trovi i soldi per finanziare il secondo lotto del raddoppio ferroviario Piadena-Codogno, visto che ad oggi non c’è un euro; pensi a finanziare il potenziamento e il raddoppio della ferrovia Mantova-Verona; pensi a superare il disastro che ha combinato con la gara per il rinnovo della concessione dell’A22 con le conseguenti opere compensative sui nostri territori; pensi a finanziare la sostituzione di due ponti situati nel Veneto che impediscono alle imbarcazioni di 5ª categoria di navigare il Fissero Tartaro da Valdaro al mar Adriatico».
L’affondo si sposta poi sulle risorse statali e sulla crisi del trasporto pubblico: «Salvini ha come unica priorità il Ponte sullo Stretto di Messina che sottrae una quantità infinita di risorse finanziarie. Altre devono essere le priorità del ministro! Qualcuno ha calcolato che nei primi sette mesi del 2026 i treni, in Italia, hanno accumulato sedici anni e nove mesi di ritardi complessivi. E siamo nel corso di una crisi del trasporto pubblico senza precedenti, per gli aumenti del costo del carburante – che mettono in forte crisi anche quello privato, peraltro – e per le promesse non mantenute del governo».
Infine, l’esponente del PD conclude: «In questo quadro, venire a Palazzo Pirelli a parlare di moschee è davvero irrispettoso della Lombardia e del suo Consiglio regionale, che è pur sempre la terza camera elettiva nazionale. Ripeto, qui si attendono le opere, non le comparsate del ministro».
















