MANTOVA – Chiamare immediatamente il 112 e avvisare la caserma dei Carabinieri più vicina. E’ l’appello che il Comandante provinciale Colonnello Pancrazio Dario Vigliotta, unitamente al Colonnello Giorgio Feola e al Comandante della Compagnia Carabinieri di Mantova Andrea Oxilia, rivolge accoratamente a tutte le persone – principalmente anziani – vittime di truffa o di tentativi di truffa telefonica.
OLTRE CINQUANTA SEGNALAZIONI ALL’ANNO
Un fenomeno purtroppo radicato nel Mantovano, vittima – come moltissimi altri territori italiani – di bande sempre più strutturate, provenienti soprattutto dalla Campania, che si spostano da una provincia all’altra individuando obiettivi sensibili (persone anziane, sole, etc.) per mettere in atto truffe talvolta semplici nella loro dinamica, talvolta ben più elaborate, grazie alle quali portano via ingenti somme di denaro od ori e gioielli. “Nel 2025 – ha spiegato Vigliotta – le segnalazioni giunte fino a noi sono state oltre una cinquantina, quasi tutte andate a segno”. In media, circa una alla settimana. Ma è evidente che i casi siano probabilmente molti di più: spesso chi capisce di trovarsi di fronte a un tentativo di truffa, oppure l’ha subita e prova vergogna, non contatta i Carabinieri.
FONDAMENTALE CHIAMARE SUBITO I CARABINIERI
“E invece – prosegue il Comandante provinciale – chiamare è fondamentale. Anche solo per dubitare di ciò che sta succedendo: mi ha chiamato un carabiniere, è vero? In secondo luogo, perché nella maggior parte dei casi la truffa telefonica viene completata da un complice che arriva a domicilio: questo significa che i delinquenti, quando chiamano, sono già in zona e se veniamo contattati immediatamente possiamo risalire ai loro spostamenti e addirittura coglierli in flagrante”. Nel 2025, proprio grazie alla fragranza di reato, un truffatore è stato arrestato dai Carabinieri nel Mantovano. Sei invece le persone denunciate grazie alle indagini svolte.
TELECAMERE UTILI, MA ANCHE APP CHE MODIFICANO I NUMERI
Se da un lato la tecnologia aiuta gli inquirenti (si pensi alle telecamere, sempre più presenti lungo le strade principali e nei paesi), dall’altro aiuta anche i malviventi: esistono ad esempio applicazioni che permettono di far apparire sul telefono della vittima il numero della locale caserma, o comunque un prefisso della zona in cui abita. Per questo diventa importante chiamare subito il 112, o la caserma stessa – ma non riformulando lo stesso numero da cui si è ricevuta la chiamata – per verificare che la telefonata sia arrivata da “veri” Carabinieri.
LA DINAMICA-TIPO E LE TRUFFE 2.0
Le truffe sono di vario genere e tipo ma, spiega Vigliotta, di solito si configurano con la telefonata di un presunto Carabiniere o avvocato che spiega che un parente ha avuto un grave incidente, o si trova in una situazione critica dal punto di vista giudiziario, ed è necessario pagare immediatamente una cauzione o una riparazione del danno a una persona che entro pochi minuti si presenterà alla porta. “Ma i Carabinieri non chiedono mai soldi”, sottolinea il Comandante provinciale, cui si aggiunge la testimonianza del Colonnello Feola, che spiega: “adesso i malviventi si stanno ingegnando nel telefonare alla vittima e farle effettuare un bonifico bancario, un bonifico istantaneo, per il quale non è più possibile la revoca. Viene simulato che c’è stato un hackeraggio del conto corrente della vittima e ovviamente il finto carabiniere suggerisce di spostare il denaro presso un conto corrente fiduciario dei Carabinieri, fornendo l’Iban e invitando la vittima a effettuare il bonifico istantaneo”. Risultato: nel Mantovano ci sono state truffe anche di 40mila euro.
I TASSISTI COME “SENTINELLE” SUL TERRITORIO
Un aiuto, sottolinea il Maggiore Oxilia, lo possono dare i tassisti, vere e proprie sentinelle del territorio: “nelle nostre indagini – afferma – abbiamo verificato che questi soggetti si spostano, se non con le auto private e proprie, sfruttando il servizio taxi. Pertanto, se i tassisti dovessero mai avere qualche sospetto su persone che magari si fanno portare in determinate località e poi chiedono al taxi di essere prontamente reperibile nell’arco di 10-15 minuti, insomma se si dovessero insospettire su qualche strana attività, anch’essi potrebbero essere di grande aiuto all’Arma e alle forze dell’ordine”.
















