Bilancio di Genere, Murari rilancia: “Strumento chiave per la città”

MANTOVA – Una Sala degli Stemmi gremita ha ospitato l’incontro “Costruire la parità – Verso un Bilancio di Genere”, promosso dal candidato sindaco Andrea Murari. L’evento ha messo a confronto esperti e amministratori per definire un nuovo modello di gestione pubblica che metta al centro l’uguaglianza effettiva e la valorizzazione del potenziale femminile.

Uno strumento per la competitività

In apertura, Andrea Murari ha legato il tema della parità allo sviluppo della città: “Per calarlo nel contesto dell’amministrazione cittadina è necessario favorire con scelte concrete lo sviluppo della persona, valore basilare, e anche liberare lo straordinario potenziale femminile a favore dell’organizzazione politica, economica e sociale. Il Bilancio di Genere in tal senso, è uno strumento concreto su cui far affidamento per favorire una vera parità di genere, condizione necessaria per fare di Mantova città competitiva nell’attrarre nuove famiglie, a fronte dell’inverno demografico che si sta profilando”.

Investire nel “femminile inespresso”

L’ex Ministra Elena Bonetti, collegata da Roma, ha sottolineato la necessità di un cambio di paradigma: “Il cambio di paradigma attivato con il Governo Draghi prevede che non si parli più solo di servizi da garantire alle donne, alla luce dell’asimmetria sul carico circa la cura, ma anche di investimenti contro una criticità, una fragilità che l’Italia sconta, cioè il femminile inespresso nel lavoro, nella leadership, nella guida del Paese. Serve uno strumento che assuma questa strategia nazionale e la traduca in azioni misurabili anche a livello comunale. Attivare un tavolo tra università, imprese e Comune credo sia la strategia migliore che Mantova può mettere in atto”.

Camilla Federici, esperta di politiche di genere, ha ricordato che il gender gap globale è stimato in 123 anni, definendo il Bilancio di Genere non come un semplice report, ma come una metodologia strategica per intercettare e correggere le disparità negli ambienti di lavoro e sul territorio.

Le testimonianze delle città vicine

L’incontro è entrato nel vivo con il racconto di chi ha già intrapreso questo percorso:

  • Brescia: Mariasole Bannò ha spiegato che il Comune ha presentato il primo Bilancio 2023/24 e sta attivando tavoli con gli stakeholder per condividere buone pratiche. “Prevediamo la realizzazione di tavoli con gli stakeholder del territorio per una rilettura ragionata e condivisa e portare avanti le buone pratiche che scaturiranno dal confronto”.
  • Parma: Caterina Bonetti ha illustrato la creazione di un “atlante di genere” della città.“Abbiamo realizzato un atlante di genere della città, una mappatura puntuale delle politiche di genere in città, studiando le criticità per fare sempre meglio e rendere il futuro davvero più inclusivo”.
  • Cremona: Marina Della Giovanna ha evidenziato l’importanza della formazione interna. “A Cremona siamo nelle fasi iniziali del percorso, quelle della raccolta dati e della formazione del personale che deve capire l’importanza di questo strumento che sollecita a cambiare approccio e richiede di acquisire le competenze necessarie a mantenerlo aggiornato nel tempo”.

L’impegno politico

In chiusura, Murari ha confermato l’inserimento dello strumento nel proprio programma elettorale: “Come sempre quando si comincia la paura più grande è quella del cambiamento. Ma qui a Mantova abbiamo capito che è ben più pericoloso l’immobilismo. Immobilismo che in questi ultimi 10 anni con ostinazione non abbiamo mai accettato. La volontà politica di continuare a fare passi avanti sta monte di questo processo che vogliamo proseguire, perché c’è maturità nella nostra città in tema di condivisione e innovazione e su questo investiremo”.