Attentato Ranucci, difesa Lavitola valuta nuovo interrogatorio davanti a pm

(Adnkronos) – Valter Lavitola potrebbe chiedere di essere risentito. Il suo difensore, l’avvocato Sergio Cola, a quanto si apprende, sta valutando l’opportunità di un nuovo interrogatorio davanti al pm dopo quello di garanzia che si è svolto mercoledì scorso a Rebibbia dinanzi al gip Iele Moricca che ieri ha confermato con un’ordinanza la detenzione in carcere per l’ex editore e imprenditore. Non è bastata infatti la confessione di Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci sostenendo di averlo fatto per fargli innalzare il livello di protezione, a far venire meno il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. Le dichiarazioni rese da Lavitola sono state valutate dal giudice “fumose, assolutamente generiche e prive qualsivoglia indicazione concreta suscettibile di riscontro”. Una richiesta quella dei domiciliari, non accolta dal gip, che aveva avuto anche il parere negativo della procura.  

Intanto la difesa di Lavitola a inizio settimana depositerà la richiesta di ricorso al tribunale del Riesame sia per quanto riguarda le esigenze cautelari sia per l’aggravante del metodo mafioso contestata. L’udienza potrebbe essere fissata tra fine agosto e gli inizi di settembre. 

“Nella lunga audizione davanti al Comitato Etico della Rai Sigfrido Ranucci ha risposto in modo puntuale ed approfondito a tutte le domande rivolte, offrendo elementi fattuali che hanno fugato ogni possibile dubbio in ordine ad infondate e pretestuose ricostruzioni politiche e giornalistiche sul modo in cui in questi anni sono state svolte le inchieste ed è stata guidata la trasmissione”. Lo afferma Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, in una nota affidata all’Adnkronos. Proprio ieri è stata consegnata all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, la relazione del Comitato Etico sul conduttore di ‘Report’ e tra i piani alti della Rai trapela un forte malcontento per il danno reputazionale che la vicenda sta arrecando all’immagine dell’azienda. 

“Come già in precedenti Audit conclusi con conferma della correttezza dell’operato di Report – dice il legale – Ranucci ha sempre difeso il valore dei giornalisti della redazione tutelandone autonomia ed indipendenza, ben consapevole di come il giornalismo di inchiesta esponga costantemente a critiche ed attacchi. Come quello che sta avvenendo adesso dove alla vittima (scomoda) di un grave attentato (che diventa pretesto) viene imputata la responsabilità di un danno all’immagine e ne viene chiesta dalla politica la sostituzione, un paradosso morale con conseguenze gravi per la democrazia”.