(Adnkronos) – “Mi pare che in questo momento la strada più plausibile sia quella delle primarie”. Lo dice all’AdnKronos il presidente del Copasir e deputato Pd Lorenzo Guerini, intervistato dal direttore Davide Desario nel corso di AdnTalks, parlando della leadership del centrosinistra.
Elly Schlein candidata premier del Pd? “Deciderà lei cosa fare ci mancherebbe. Però insomma che il segretario del Partito democratico sia il candidato del Partito democratico, mi sembra abbastanza scontato”, afferma Guerini.
“Il perimetro” della coalizione di centrosinistra “deve essere un perimetro molto largo per dare il quadro di un’alleanza equilibrata, capace di confrontarsi con i temi del Paese. Quindi un perimetro che nasce dalla unità delle forze che si sono opposte al governo di centrodestra che va da Avs, passa da Cinque Stelle e Partito democratico e contiene anche il centro, diciamo da Italia Viva e le altre forze che hanno manifestato la volontà di essere in questa partita. Io credo che vada tenuta aperta la porta a tutti, anche a Calenda”.
Capitolo guerra Ucraina-Russia. “Per me l’Ucraina è la linea rossa, il sostegno all’Ucraina è la linea rossa invalicabile – scandisce – Nel senso che noi dobbiamo lavorare per sostenere un Paese aggredito e dobbiamo farlo fornendo tutti gli aiuti possibili, anche quelli di carattere militare, per arrivare a una pace che non sia una resa alle pretese ingiustificate e illegittime di Putin, ma sia una pace che rispetti il diritto alla libertà e alla sovranità dell’Ucraina”.
Sul Safe, chiede Guerini, “cosa vuole fare la maggioranza? Loro stanno governando, loro hanno candidato l’Italia a partecipare alla divisione dei fondi del Safe facendo una richiesta di 14 miliardi. Dopodiché si è aperto un balletto francamente imbarazzante. Non si capisce oggi quale sarà la decisione che il nostro Paese vorrà assumere. La realtà è che c’è un problema politico evidente dentro la maggioranza. Mi auguro che lo risolvano in fretta perché questo balletto non fa bene al nostro Paese e la reprimenda di ieri della Commissione europea credo non sia stata una bella pagina”.
A proposito della card social dei deputati Pd sul ddl minori in cui si attaccava Giorgia Meloni, il deputato Pd osserva: “Io credo che spesso siamo tutti un po’ prigionieri di una comunicazione che sui social esaspera i toni. Dobbiamo essere tutti equilibrati. Devo dire che però anche da parte” di forze della maggioranza “ho visto spesso usare analoghe espressioni. Comunque io non mi occupo di comunicazione social, quindi mi fermerei qui”.
Riguardo alla riforma della legge elettorale, “noi non diciamo no alle preferenze – spiega – Nel senso che alla Camera abbiamo fatto quello che l’opposizione deve fare perché da parte della maggioranza sin dall’inizio non c’è stata la volontà di confrontarsi con l’opposizione: è arrivato un testo, è stato blindato in Commissione. Quindi trovo paradossale chi dice ma voi vi siete chiamati fuori, in realtà ci hanno buttato fuori dall’inizio”.
“Dopodiché – prosegue – c’era un passaggio particolare, che era quello di un voto segreto, su cui si sapeva che la maggioranza avrebbe potuto andare in difficoltà e abbiamo fatto il lavoro che deve fare un’opposizione, mostrando che la maggioranza su quel passaggio era divisa. Adesso vedremo cosa succede al Senato. Io penso che il tema della relazione tra eletti ed elettori possa trovare un maggior rafforzamento, amo di più i collegi però non ci sono le condizioni per lavorare in questa direzione. Vediamo se si troverà un’intesa in maggioranza e vediamo come vorranno confrontarsi con noi. Credo che si arriverà a un pateracchio, penso che riporteranno in votazione un testo che sarà la fotocopia dell’emendamento che è stato bocciato alla Camera”.
















