Giallo a Londra, trovato morto Nicholas Brandram: il banchiere era sospettato di essere il “Putney pusher”, la storia

(Adnkronos) – È giallo a Londra dove martedì 15 settembre è stato trovato morto nel suo appartamento Nicholas Brandram, 44 anni, indagato nell’ambito del caso del cosiddetto “Putney pusher” (letteralmente lo “colui che ha spinto a Putney”): l’uomo era infatti sospettato di aver spinto una donna di 33 anni sulla carreggiata mentre arrivava un bus mentre quest’ultima faceva jogging sul Putney Bridge, nella City, nel 2017. Un’aggressione immotivata, che fu ripresa dalle telecamere di sorveglianza, le cui immagini fecero il giro del mondo. Al momento la polizia ha dichiarato che il decesso è considerato “inatteso, ma non ritenuto sospetto”.  

Brandram era stato arrestato nel giugno di quest’anno con l’accusa di tentate lesioni personali gravi. La scorsa settimana, la Metropolitan Police aveva confermato che l’uomo era stato rilasciato, pur rimanendo sotto indagine. 

Un portavoce delle forze dell’ordine ha dichiarato che gli agenti sono intervenuti presso l’abitazione a Chiswick insieme al personale sanitario “dopo che un uomo è stato trovato privo di sensi”. Brandram, che in passato aveva prestato servizio come capitano degli Scots Guards in Afghanistan, lavorava nel settore del private banking per HSBC. È anche un membro di una famiglia reale europea: discendente diretto della regina Vittoria, aveva come bisnonno il re Costantino I di Grecia e come nonna la principessa Katherine di Grecia, mentre il duca di Edimburgo, il principe Filippo, marito della Regina Elisabetta II, fu il padrino di suo padre. 

Poco dopo l’incidente del 2017, l’agente inquirente, il sergente Mat Knowles, dichiarò: “È stato solo grazie ai pronti riflessi dell’autista dell’autobus che la donna non è stata investita dal veicolo”. Come riporta la Bbc, gli investigatori individuarono oltre 50 persone di interesse per le indagini. La Metropolitan Police aveva inizialmente chiuso il caso nel 2018, dopo che tre uomini erano stati arrestati e successivamente rilasciati senza alcuna incriminazione. Poi, a giugno scorso la svolta.