(Adnkronos) – Proseguono le indagini sul giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso, e sulla misteriosa morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Al ‘Maugeri’ di Pavia lunedì 29 giugno la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, conferirà gli incarichi per lo svolgimento di un nuovo incidente probatorio a Christian Herzog, direttore del Robert Koch Institut di Berlino, Sylvia Worbs, collaboratrice del laboratorio per le tossine biologiche presso lo stesso istituto tedesco e Luca Morini, tossicologo forense dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Pavia. Coinvolta nell’indagine anche la polizia tedesca del Bka, che ha già avuto alcuni confronti con la Squadra mobile e con il dirigente Marco Graziano. Gli esperti della Germania parteciperanno anche a un nuovo sopralluogo a Pietracatella, alla ricerca di tracce di ricina eventualmente presenti su materiali e cibi, sequestrati o ancora presenti in casa: 70 alimenti, tra preparati, conservati e surgelati.
La scelta di rivolgersi al team tedesco è dovuta anche all’esperienza maturata sulla materia. Il loro ufficio, specializzato in bioterrorismo, si è occupato dei casi più clamorosi in cui la ricina è stata impiegata come arma chimica, primo fra tutti l’attentato sventato a Colonia del giugno 2018, quando fu arrestato un tunisino in contatto con l’Isis. In casa stava preparando una rudimentale ‘bio-bomba’, servendosi di 3.150 semi di ricino da cui aveva sintetizzato 84 milligrammi della letale tossina.


















