Veneto, Rizzuto (Fondazione Cariparo): “Nel territorio in dialogo per azione coerente e ampia”

(Adnkronos) – “È una grande responsabilità e un grande onore lavorare per il proprio territorio, lavorare per la complessità di un territorio che deve mettere insieme aspetti diversi: l’innovazione, la cultura, l’arte, ma anche la fragilità e la coesione sociale. Significa avere la capacità di mettere in campo un’azione coerente e ampia. Questo è stimolante ed è quello che intendo fare avvalendomi, da una parte, delle competenze e dell’impegno di tutta la Fondazione, che ho l’onore di presiedere, di tutti gli organi e dello staff amministrativo e, dall’altra, di incontrare e lavorare insieme a tutte le realtà del territorio: le istituzioni, che sono il primo interlocutore, ma anche le associazioni e il mondo economico e della ricerca”. Così Rosario Rizzuto illustra all’Adnkronos gli obiettivi del suo mandato da presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (Cariparo) per il 2026-2032. Professore ordinario, direttore del dipartimento di Scienze biomediche dell’Università di Padova e presidente del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna, Rizzuto succede a Gilberto Muraro in una realtà con un patrimonio netto di 2,2 miliardi di euro e che ha deliberato erogazioni per 83,6 milioni di euro (dati 2024). 

“La Fondazione ha sempre sostenuto il volontariato – continua Rizzuto – il nostro è un territorio particolarmente ricco di associazioni che si impegnano e che ovviamente hanno bisogno di un sostegno: si tratta di continuare un’azione di ascolto, raccolta, selezione e di impegno continuo. Ci sono poi attività dedicate al sostegno della salute, ma anche alle fragilità nella scuola, all’inserimento dei ragazzi che hanno maggiori difficoltà. Su questo” l’ente “ha avuto veramente una capacità di ascolto e sostegno che è potuta avvenire perché è un territorio che già esprime questo impegno. La Fondazione – osserva – può avere un ruolo non solo di sostegno, ma anche di ideazione e sviluppo di progettualità da portare avanti insieme agli altri attori perché – avverte – niente avviene per azione solamente di una Fondazione bancaria, per questo è necessario impegnarsi con un’azione di sistema”. 

Sicuramente un tema centrale riguarda “l’attrattività dei giovani.Questo è un obiettivo strategico del territorio – afferma il presidente della Fondazione – Siamo in un territorio che ha capacità formative importanti, avendo” a Padova, “una delle grandi università del Paese, che forma giovani, che attrae giovani, che ha una quota di studenti internazionali tra le più alte delle università italiane. Alla fine del percorso formativo però noi non tratteniamo tutti i laureati e non ne attraiamo di nuovi: questo è un investimento non sfruttato del territorio economico. Riuscire a trattenere i nostri giovani, ma anche essere un luogo attrattivo, è un fattore di crescita importante, è un fattore anche di sviluppo e di prospettive del territorio”. 

 

A tale proposito , bisogna partire “da un’analisi accurata di che cosa si può fare e in tempi brevi – chiarisce Rizzuto – Certamente il salario è un elemento – anche su questo bisogna discutere con le istituzioni, con i datori di lavoro – na non è il solo a determinare l’attrattività di un territorio. Contano anche le possibilità abitative, riuscire a fornire rapidamente un inserimento, pensiamo anche all’assistenza sanitaria per chi arriva dall’estero, al fatto che le nostre città siano sempre più vivaci, attive, con l’arte, con lo sfruttamento delle ricchezze territoriali, della natura. Dobbiamo metterci ad ascoltare un giovane che vuole costruire il proprio futuro: che cosa cerca? Credo che questo sia il pensiero che dobbiamo sviluppare – riflette – confrontandoci anche su cosa rende attrattivi altri territori in Italia e all’estero”. Non si tratta di una “missione impossibile”. Attingendo alla sua esperienza di rettore dell’Ateneo patavino, Rizzuto ricorda che “siamo riusciti a creare un’attrattività che non c’era assolutamente verso gli studenti internazionali. Era l’1% quando mi sono insediato, adesso è al 13%. Noi possiamo pensare e operare: le cose non succedono da sole, bisogna avere una strategia corretta, metterla in atto, poi le cose succedono”. 

La Fondazione, oltre a sostenere il tessuto sociale, si pone anche come interlocutore istituzionale per sostenere lo sviluppo economico e della ricerca. “Pensiamo alla co-progettazione e al sostegno a iniziative virtuose che però devono essere collettive, di tutti – illustra Rizzuto – Su questo dobbiamo, con gli enti territoriali, fare una strategia comune”. Anche su una questione come la denatalità, per esempio, “la Fondazione può certamente sostenere le politiche virtuose, ma dall’altra contribuisce all’analisi e contribuisce allo sviluppo di politiche condivise.  

Siamo un esempio virtuoso nel Paese, anche sul versante della ricerca, favorita dalla presenza sul territorio di una università prestigiosa. I finanziamenti erogati in questi contesti – evidenzia – danno quella spinta, quella capacità e anche quella motivazione per attrarne altri: penso ai bandi di eccellenza, al sostegno ai dottorati di ricerca”. Da soli, i fondi erogati dalla Fondazione Cariparo, “non potrebbero sostenere una ricerca forte e competitiva a livello internazionale, ma sono un facilitatore, quell’incentivo, quella spinta per poter poi competere e avere finanziamenti europei o dalle charity nazionali. Tutto questo ha ricadute sulla capacità di innovazione del mondo economico. È una filiera continua che porta dalla ricerca alla forza economica del territorio. La forza e l’efficacia della Fondazione – conclude – è anche nel non fare iniziative spot, ma nel dare un contributo con una vision, un’idea: investiamo in una ricerca che rafforza un Paese e rafforza un territorio”.