Dalle mura vaticane al Teatro Romano, la Banda della Gendarmeria incanta Cassino

(Adnkronos) – Le note dell’Inno Pontificio hanno aperto una serata che Cassino difficilmente dimenticherà. Nella cornice del Teatro Romano, la banda musicale del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano ha dato vita a uno degli appuntamenti più prestigiosi del cartellone estivo Casinum 2026, portando fuori dalle mura vaticane un’intera formazione di settanta elementi. Le esibizioni della banda al di fuori dello Stato della Città del Vaticano sono infatti rare e vengono riservate a occasioni di particolare valore culturale, spirituale e istituzionale. La tappa di Cassino è stata scelta nel quadro delle celebrazioni dedicate a San Benedetto e del percorso di valorizzazione del territorio che guarda anche al 2029, anno del 1500° anniversario della fondazione dell’Abbazia di Montecassino. 

A dirigere la Banda è stato il maestro Stefano Iannilli, mentre la conduzione della serata è stata affidata al giornalista del Tg2 Fabio Chiucconi. Il programma ha attraversato repertori e sensibilità differenti. Dopo l’apertura con l’Inno Pontificio di Charles Gounod, il pubblico ha ascoltato brani di Richard Strauss, Johannes Brahms, Ennio Morricone, Astor Piazzolla, Giuseppe Verdi e Domenico Modugno. La conclusione è stata affidata all’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven e al Canto degli Italiani. 

Un finale costruito per unire idealmente lo Stato della Città del Vaticano, l’Italia e l’Europa attraverso un linguaggio comune, quello della musica. La platea gremita ha accompagnato l’esibizione con una partecipazione crescente, fino agli applausi conclusivi rivolti ai musicisti e al direttore. La Banda della Gendarmeria Vaticana raccoglie l’eredità della storica Banda della Gendarmeria Pontificia, fondata nel 1851 e ricostituita nel 2007 per volontà del Governatorato. Il suo organico complessivo conta circa cento musicisti volontari, diplomati nei conservatori italiani e provenienti da importanti bande civili, militari e istituzionali. A Cassino si è esibito l’ensemble completo previsto per l’evento, composto da settanta elementi. 

 

Alla serata hanno preso parte il sindaco di Cassino Enzo Salera, l’assessore comunale alla Cultura Gabriella Vacca, il Padre Abate di Montecassino Dom Luca Fallica, l’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, delegato dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e il segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano Giuseppe Puglisi-Alibrandi. Pasquale Ciacciarelli, assessore regionale delegato dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, ha ringraziato il Comune di Cassino, le autorità vaticane e l’ideatore del concerto, il coordinatore Gabriele Abbate, sottolineando l’importanza per il territorio di eventi di questo tipo. 

Dom Luca Fallica, Abate di Montecassino, ha sottolineato l’importanza delle due tappe compiute dalla banda nel territorio, prima in onore di Sua Eminenza il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, poi con il concerto al Teatro Romano, definendole il preludio del percorso che porta ai festeggiamenti dei 1500 anni dell’Abbazia. Il sindaco Salera ha definito il concerto la perla della programmazione del Teatro Romano, dichiarando che “si tratta del primo grande evento realizzato dopo la candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029. E’ stato un concerto davvero straordinario. Onorati, come città di Cassino, per aver ospitato la Banda della Gendarmeria”. 

Sono stati proiettati anche i videosaluti della vice presidente del Parlamento Europeo Pina Picierno e del presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone, che hanno ringraziato per l’invito e per l’organizzazione dell’evento. A ideare e coordinare l’intera iniziativa, dalla costruzione dei rapporti istituzionali fino alla realizzazione del concerto, è stato Gabriele Abbate, ideatore e referente organizzativo del progetto. 

 

Abbate ha curato il raccordo tra il Comune di Cassino, l’Abbazia di Montecassino, la Diocesi, il Governatorato e il Corpo della Gendarmeria Vaticana, seguendo il percorso che ha portato prima all’omaggio musicale nell’Abbazia e poi all’esibizione integrale al Teatro Romano. Nel suo intervento, Abbate ha spiegato il significato attribuito al progetto: “Questo concerto nasce da un desiderio profondo: restituire a Cassino uno spazio di incontro, di cultura e di speranza, valorizzando la sua storia e il suo straordinario patrimonio spirituale. Cassino e Montecassino non sono soltanto un luogo della memoria, ma una delle culle della civiltà europea, e il messaggio di San Benedetto continua a parlarci ancora oggi”, insistendo soprattutto sulla necessità di fare rete, ricordando che il risultato raggiunto è nato dall’incontro tra istituzioni, autorità religiose, associazioni e persone che hanno condiviso lo stesso obiettivo. “Ringrazio anche il Presidente della Provincia di Frosinone per il sostegno all’iniziativa e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che ha reso possibile tutto ciò”. 

Un passaggio importante del suo intervento è stato dedicato a Maristella Mariani, il soprano prematuramente scomparso al quale è stato riservato uno dei momenti più sentiti dell’intera serata. Abbate ha parlato prima di Don Alberto Mariani, zio di Maristella, introducendo il significato umano dell’omaggio e ricordando il rapporto personale che lo legava alla cantante, con la quale era cresciuto. È poi rimasto accanto a Don Alberto durante il ricordo e durante l’esecuzione musicale dedicata alla soprano. Don Alberto Mariani ha ripercorso il legame di Maristella con la musica, il territorio, la fede e la spiritualità benedettina. A seguire, il soprano Genni Bramato e il tenore Mauro De Santis hanno interpretato Libiamo ne’ lieti calici, dalla Traviata di Giuseppe Verdi. 

I due artisti erano legati a Maristella, che era stata anche loro testimone di nozze. L’esecuzione ha trasformato il ricordo privato in un momento collettivo, accolto con commozione dal pubblico del Teatro Romano. All’evento è intervenuto anche il vice commissario Mauro Colaiacomo, responsabile della disciplina e dell’impiego della banda. Colaiacomo ha raccontato la formazione pontificia dall’interno, descrivendola non soltanto come un complesso musicale, ma come una famiglia composta da giovani talenti e professionisti di lunga esperienza. Musicisti uniti da una comune idea di servizio e dalla volontà di mettere le proprie competenze a disposizione del Santo Padre, della Chiesa e delle occasioni nelle quali la musica può diventare uno strumento di incontro. 

 

La serata del Teatro Romano ha rappresentato il momento principale di un progetto più ampio, preceduto dalla presenza di una rappresentanza della Banda a Montecassino in occasione della consegna del Premio Pacis Nuntius 2026 al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa. Nell’Abbazia, la formazione aveva offerto un breve omaggio musicale nel Chiostro dei Benefattori. Una prima tappa dal valore simbolico, seguita dal vero appuntamento pubblico al Teatro Romano, dove l’ensemble ha potuto presentarsi nella sua dimensione completa. 

La visita di Pizzaballa e il richiamo alla pace hanno fornito il quadro spirituale delle celebrazioni, ma il fulcro culturale e spettacolare delle due giornate è stato il concerto di Cassino, con la Banda protagonista davanti al pubblico e alle autorità civili e religiose. La riuscita della manifestazione ha premiato un lavoro organizzativo durato mesi e coordinato da Abbate insieme agli interlocutori istituzionali e vaticani, tra i quali Colaiacomo per gli aspetti legati alla presenza e all’impiego della Banda. 

Al termine dell’ultimo brano, gli applausi del Teatro Romano hanno chiuso una serata nella quale Cassino ha ospitato non soltanto una prestigiosa formazione musicale, ma una delle espressioni istituzionali e culturali più riconoscibili dello Stato della Città del Vaticano. Un evento costruito per il territorio e nel territorio, capace di portare a Cassino una presenza raramente concessa fuori dalle mura vaticane e di riunire sullo stesso palcoscenico musica, memoria, istituzioni e comunità. 

(Adnkronos)