Castiglione, addizionale Irpef nel mirino di Tiana (Avs): “Fascia esente ferma dal 2013”

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Il mancato adeguamento all’inflazione della fascia esente dell’addizionale Irpef comunale finisce al centro della critica politica. A sollevare il tema è Franco Tiana di AVS, che punta il dito contro una scelta dell’amministrazione comunale di Castiglione che a suo dire penalizza soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati.

Tiana parte da un dato: nel 2013 a Castiglione delle Stiviere la soglia di esenzione dall’addizionale Irpef comunale era fissata a 14mila euro e da allora non è mai stata modificata. Un reddito di 13.900 euro, quindi, non era soggetto all’imposta. Tuttavia, osserva l’esponente di AVS, in tredici anni l’inflazione ha inciso in modo rilevante sul potere d’acquisto. Rivalutando quei 14mila euro del 2013, si arriva oggi a circa 17.180 euro. Questo significa che chi mantiene lo stesso potere d’acquisto di allora supera la soglia esente di oltre 3.000 euro e si ritrova a pagare l’addizionale Irpef comunale dello 0,8%.

Secondo Tiana, per garantire equità fiscale il Comune avrebbe dovuto innalzare la fascia esente almeno a 17mila euro. La scelta di mantenerla ferma a 14mila, invece, produce un effetto opposto: un numero crescente di contribuenti finisce per pagare l’imposta. Un’impostazione che, a suo dire, trova conferma anche nei documenti ufficiali. Nel verbale del Consiglio comunale del 24 novembre 2025, relativo alla variazione di bilancio finanziario 2025-2027, si legge infatti che viene adeguato lo stanziamento dell’addizionale Irpef ordinaria registrando un incremento di 65mila euro di gettito.

Un aumento che, secondo i dati degli uffici comunali citati da Tiana, grava in larga parte su lavoratori dipendenti e pensionati, da cui proviene l’86,33% del gettito, mentre solo il 13,67% arriva da altre tipologie di reddito, come impresa, lavoro autonomo, partecipazioni o immobiliari.

La critica si allarga poi al quadro generale: il mancato adeguamento all’inflazione non riguarda solo l’addizionale comunale, ma anche l’Irpef nazionale e quella regionale. Tiana porta l’esempio dello scaglione Irpef nazionale: per mantenere lo stesso potere d’acquisto del 2024, la soglia dell’aliquota al 23% dovrebbe salire da 28mila a 30mila euro. Invece, nel 2026, chi percepisce 30mila euro si vede tassare i 2mila euro eccedenti al 33% anziché al 23%.

«Questi calcoli – osserva Tiana – raramente vengono fatti da pensionati e lavoratori, mentre chi decide le aliquote a livello nazionale, regionale e locale li conosce molto bene». Da qui l’appello finale all’amministrazione castiglionese: iniziare già ora a programmare per il prossimo anno un innalzamento della fascia esente comunale di almeno 3mila euro, come misura concreta di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione.