Elezioni comunali a Mantova, Bellintani è il candidato sindaco di “Dire Fare Città”

Emanuele Bellintani

MANTOVA – E’ Emanuele Bellintani il quarto candidato sindaco annunciato per la corsa alle prossime amministrative di Mantova. Dopo la presentazione pubblica di metà gennaio, la lista “Dire Fare Città” lo ha infatti annunciato come proprio candidato. Bellintani ha accettato la sfida, mettendo a disposizione della squadra la sua esperienza sociale, professionale e politica. Sfiderà il candidato di centrosinistra Andrea Murari, quello di centrodestra Raffaele Zancuoghi Luca De Marchi, che sarà a capo di una lista di destra. Quella di Bellintani farà invece riferimento alla galassia della sinistra.

Residente a Mantova, nel quartiere Fiera Catena, Bellintani ha 43 anni e lavora al Centro per l’Impiego. Con un passato nel giornalismo, da sempre porta avanti la sua attività di scrittore unita a una profonda dedizione alla ricerca storica. Il suo impegno sociale e politico nasce nel periodo universitario per poi consolidarsi nelle piazze in occasione delle grandi battaglie civili del Paese: dal referendum per l’acqua pubblica del 2011 a quello per la difesa della Costituzione nel 2016.

Bellintani è tra le figure centrali di eQual fin dalla sua fondazione nel 2012, associazione attiva nel tessuto sociale e politico locale e impegnata nel campo della solidarietà e della cultura; negli ultimi anni ha guidato la sezione ANPI del capoluogo in veste di Presidente.

La figura di Bellintani emerge da anni di attivismo e impegno quotidiano.

Il progetto civico che guiderà – “Dire Fare Città” – nasce infatti fuori dagli schieramenti tradizionali e mira a rappresentare tutti coloro i quali vorrebbero una svolta su temi sociali, dell’ambiente e della partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica.

È lo stesso Bellintani a illustrare il progetto: «Siamo partiti da una domanda semplice: per chi funziona Mantova oggi? E quanti ne sono esclusi?». Da qui nasce Dire Fare Città, come percorso di ascolto nei quartieri, di incontri pubblici alla Casamatta e di lavoro programmatico.
«Vogliamo portare l’attenzione e proporre soluzioni a tutti quei problemi che in questi anni sono stati ignorati o minimizzati – continua Bellintani – dalla vivibilità nei quartieri, alla mobilità, dai servizi pubblici alle sicurezze sociali». La visione complessiva della città sarà dettagliata nel programma che verrà presentato nelle prossime settimane insieme alla lista dei candidati e delle candidate.
«Stiamo raccogliendo entusiasmo intorno al nostro progetto» – spiega Bellintani – «tantissimi mantovani chiedono di essere ascoltati veramente. Vogliono vedere impegno e coerenza nell’affrontare i problemi irrisolti della città».Queste le cinque sfide per Mantova, punti programmatici che Bellintani e il suo gruppo definiscono “sicurezze sociali”:

Casa e lavoro: si va dal recupero degli alloggi sfitti allo stop alla svendita delle case popolari, dal riuso degli spazi abbandonati per un housing sociale e intergenerazionale a forme di garanzia da prestare a chi vuole accedere al libero mercato.  Sul lavoro, la proposta cardine è quella  di un salario minimo negli appalti e nei servizi comunali, accompagnata da un patto con le imprese e i sindacati per creare lavoro di qualità e da nuove opportunità per chi oggi è ai margini del mercato del lavoro.

Ambiente, cioè «investire in salute e futuro»: consumo di suolo zero nel prossimo PGT (scaduto ormai da anni), stop al centro commerciale nell’area ex-Lago Paiolo, costituzione di un grande agri-parco sul Migliaretto con ecomuseo. Nuovo impegno contro le emissioni inquinanti e i miasmi degli stabilimenti.
Servizi pubblici. Dire Fare Città propone due azioni concrete: l’istituzione di un assessorato per la qualità dei servizi pubblici, dalla sanità ai servizi di giustizia, perché «il Comune deve essere a fianco dei cittadini nel pretendere servizi di qualità». Dirimente il superamento della gestione privata della piscina Dugoni per garantire accesso, rinnovata qualità e partecipazione degli utenti.Mobilità. «Una città che si muove male si restringe»: trasporto pubblico ripensato nel disegno delle attuali linee, un servizio anche serale e notturno, una metropolitana leggera di superficie con l’Hinterland sfruttando i binari già esistenti per ridurre il traffico e collegamenti ferroviari adeguati con le città vicine.

Commercio e spazi urbani
. «Una città viva è una città più sicura. Il commercio di vicinato non è nostalgia, ma infrastruttura sociale»: sostegno a chi tiene aperti i negozi, il centro torni ad essere un “centro commerciale naturale” di prodotti “Made in Mantova”, nuove regole su affitti e tasse costruite insieme ai proprietari. Rete di spazi giovanili per la creatività, lo studio e il lavoro.