Farmacia Comunale, “Insieme per Goito” all’attacco: “Spesi 700mila euro, ma non si vedono utili”

La Farmacia Comunale di Goito

GOITO – Si accende il confronto politico sulla gestione della farmacia comunale di Goito. Il gruppo Insieme per Goito attacca l’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Chiaventi, parlando apertamente di un “castello di carte costruito sulla gestione della farmacia destinato a crollare sotto il peso della realtà contabile e delle recenti smentite istituzionali”.

Secondo l’opposizione, nei vari momenti di confronto istituzionale la giunta avrebbe risposto alle critiche tecniche con quella che definiscono “una narrativa di comodo”. In particolare “il sindaco Chiaventi, il vicesindaco Boccola e l’assessore al Bilancio Izzo hanno sostenuto che la farmacia comunale non dovesse essere considerata un’attività economica, ma piuttosto un servizio sociale”.

Una distinzione che, secondo Insieme per Goito, sarebbe stata utilizzata come “uno scudo ideologico per giustificare l’impiego degli oltre 700 mila euro di fondi pubblici versati a vario titolo finora dal Comune. La maggioranza ha più volte ribadito che il beneficio per la cittadinanza debba prevalere su logiche di profitto o di risparmio”.

Durante un confronto in Consiglio comunale – ricorda una nota del Gruppo – l’amministrazione si sarebbe spinta oltre, sostenendo che “gli introiti degli utili avrebbero addirittura finanziato nuove opere sociali”. Una prospettiva che l’opposizione definisce oggi “una chimera difficilmente realizzabile”.

“Se partiamo da un esborso che ha già raggiunto quota 700 mila euro – osserva il Gruppo – è lecito chiedersi quando si vedranno finalmente i frutti di tale investimento”. Secondo Insieme per Goito, recuperare una cifra di questo livello rappresenterebbe “un’impresa titanica”, anche perché una farmacia comunale, per sua natura, è orientata al servizio ai cittadini più che alla massimizzazione dei profitti.

Si sottolinea noltre che, allo stato attuale, “non vi è alcuna certezza che l’esercizio in corso riesca a raggiungere almeno il pareggio di bilancio”.

Nel documento diffuso dal gruppo di opposizione viene richiamata anche la posizione della Corte dei Conti della Lombardia, in particolare la delibera n. 336/2025/PAR, che – secondo la lettura della minoranza – avrebbe chiarito la natura dell’attività. “La farmacia non è un servizio sociale paragonabile all’assistenza domiciliare, ma un’attività economica a tutti gli effetti”, afferma Insieme per Goito, sostenendo che ciò significhi che la struttura debba funzionare “come un’azienda sostenibile e capace di reggersi sui propri conti senza gravare come un sussidio sulle casse comunali”. Secondo l’opposizione, questo chiarimento “trasforma quello che veniva presentato come un investimento etico in un azzardo finanziario che pesa interamente sulle spalle dei contribuenti”.

Le critiche riguardano anche il contesto urbanistico in cui è stata collocata la farmacia. La posizione -spiega sempre la nota – era stata giustificata dal forte flusso di passaggio, ritenuto determinante per sostenere l’attività in un’area dove la sola popolazione residente non sarebbe sufficiente a garantire volumi adeguati.
“Con l’apertura della nuova tangenziale, però, quel flusso di passaggio è destinato a sparire”, sostiene Insieme per Goito, con il rischio di lasciare l’operazione “priva del suo unico pilastro giustificativo”.

Da qui l’interrogativo politico più pesante sollevato dalla minoranza: “Di fronte a un investimento che non garantisce il rientro dei capitali e che ignora i principi di economicità stabiliti dalla Corte, sorge il dubbio che possa configurarsi un’ipotesi di danno erariale per il Comune”.

Il gruppo conclude chiedendo un cambio di approccio nella gestione della struttura: “Non possiamo più consentire che il denaro pubblico continui a coprire una scelta che, al momento, offre un servizio non rispondente alle aspettative economiche e sociali promesse”. Per l’opposizione, infatti, “la farmacia non può essere un pozzo senza fondo, ma deve rispondere di ogni singolo euro speso davanti alla comunità”.