Tartufi, ok al progetto di legge regionale: tracciabilità, risorse per filiera e benessere animale

MANTOVA – Un limite ordinario di tre chili di funghi al giorno, controlli rafforzati contro le intossicazioni e nuove tutele per il tartufo locale, dal benessere dei cani da cerca alla trasparenza per chi lo acquista. Sono alcune delle misure previste dal progetto di legge «Lombardia terra di funghi e di tartufi», che ha ottenuto il via libera della commissione Agricoltura del Consiglio regionale.

Il provvedimento conferma la gratuità della raccolta dei funghi sul territorio lombardo, riconoscendo però alle Comunità montane e agli enti competenti la possibilità di istituire un canone. Le risorse derivanti dai contributi potranno sostenere la manutenzione dei sentieri, la prevenzione degli incendi, la vigilanza e gli interventi di miglioramento ambientale. Il testo disciplina inoltre modalità e limiti della raccolta, con regole più uniformi a tutela dei boschi e della biodiversità.

Sul fronte della sicurezza viene potenziato il ruolo degli Ispettorati micologici delle Ats nelle attività di controllo, certificazione e prevenzione delle intossicazioni. Previsti anche il sostegno ai corsi per ottenere il titolo di micologo e aggiornamenti periodici sul campo per gli operatori. Completano il quadro un Osservatorio regionale, una Giornata dedicata al settore e interventi per la formazione e la valorizzazione commerciale.

OK AGLI EMENDAMENTI DI BULBARELLI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO TARTUFIGENO MANTOVANO

Una parte delle novità sui tartufi porta la firma della consigliera regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli, che ha presentato emendamenti dedicati alla tutela del patrimonio tartufigeno lombardo e mantovano. «Questo progetto di legge rappresenta un passo fondamentale per il riconoscimento di un’autentica eccellenza del nostro agroalimentare», sottolinea. «Ho presentato proposte emendative che hanno trasposto nel testo le sollecitazioni arrivate direttamente dai territori e dagli esperti, intervenendo su tre direttrici chiave: il benessere animale, la totale trasparenza lungo la filiera e l’attrazione di risorse per il rilancio del settore».

Il primo ambito riguarda il cane da cerca. Per promuovere una raccolta responsabile, sono previsti moduli formativi sull’addestramento etico, mentre la conoscenza dei principi del benessere animale entrerà tra le materie d’esame per il rilascio del tesserino di idoneità alla raccolta dei tartufi.

Il secondo intervento accompagna il prodotto fino al consumatore. Al centro ci sono la valorizzazione del tartufo fresco locale, la tracciabilità della filiera corta e la trasparenza delle informazioni, con l’obiettivo di contrastare pratiche ingannevoli come la somministrazione di tartufi immaturi o alterati dall’impiego di aromi di sintesi. Il testo prevede inoltre che la somministrazione e la promozione del tartufo fresco, nella ristorazione e nella vendita, rispettino esclusivamente i periodi di apertura fissati dal calendario di raccolta, a tutela della stagionalità e dell’autenticità del prodotto.

Il terzo punto sostenuto da Bulbarelli riguarda le risorse: la possibilità di affiancare fondi europei e statali a quelli regionali per finanziare prioritariamente nuove tartufaie coltivate, la piantumazione di alberi micorrizzati, il recupero degli ambienti golenali e boscati e la manutenzione delle tartufaie esistenti. Interventi che interessano anche le aree vocate del Mantovano, legando il sostegno alla filiera alla cura degli ambienti in cui il tartufo cresce.

«Lombardia terra di funghi e tartufi non è solo la celebrazione di una risorsa naturale, ma un piano concreto per tutelare chi lavora con passione, proteggere il consumatore finale e preservare l’ecosistema dei nostri boschi e le zone a vocazione tartufigena», conclude Bulbarelli.

BOCCIATI EMENDAMENTI DI CARRA (PD): “MAGGIORANZA INCOERENTE, HA VOTATO CONTRO ANCHE A BORGOCARBONARA CAPITALE TARTUFO BIANCO”

Non sono passate invece le proposte emendative di Marco Carra, consigliere regionale del Pd, “per calare sui territori risorse concrete”, intervenendo sulla Legge sui tartufi votata oggi in Commissione Agricoltura.

«La destra ha detto no alle mie richieste di destinare 50 mila euro alle associazioni di tartufai, come la nostra Trifulin Mantuan, e 100 mila euro per l’acquisto di attrezzature per chi organizza feste del tartufo, come le Pro Loco di Borgofranco e Carbonara. È poi decaduta, la proposta di destinare ai territori tartufigeni l’80% dei pagamenti del tesserino».

«La destra ha votato contro anche alla proposta di riconoscere Borgocarbonara quale ‘capitale lombarda del tartufo bianco’, nascondendosi dietro rigidità burocratiche e senza tener conto che a Borgofranco si tiene la Festa Nazionale del Tartufo Bianco, non una festa qualsiasi»

«Si tratta di un fatto molto grave – commenta Carra – Ho apprezzato la sottoscrizione della consigliera Cappellari della mia proposta di riconoscere Borgocarbonara capitale lombarda del tartufo, ma anche in questo caso la maggioranza di destra ha votato contro».

«Dopo gli interventi strappalacrime al convegno di venerdì scorso a Bonizzo degli esponenti della destra mantovana, interventi nei quali hanno ipocritamente esaltato il tartufo bianco quale eccellenza del territorio, ancora una volta, alla prova dei fatti, è emersa la loro ipocrisia. Hanno preso in giro l’associazione Trifulin Mantuan, le Pro Loco e i loro volontari».

«Siamo alle solite: ai convegni esaltano le eccellenze territoriali e nelle aule le umiliano con i voti contrari. In ogni caso e a prescindere da questo atteggiamento irresponsabile della destra locale, ripresenterò questi emendamenti quando il testo arriverà in Aula e lo farò sia sul riconoscimento dei fondi che di quello di capitale lombarda del tartufo bianco del Comune di Borgocarbonara in quanto qui si svolge, ribadisco, la Fiera Nazionale del tartufo».