«Manifestare è un diritto sacrosanto, ma devastare no. Chi provoca un danno alla collettività deve risponderne economicamente in prima persona. Portiamo anche nei Consigli comunali del nostro territorio il principio di buon senso del “chi rompe paga”, a tutela del decoro urbano, delle casse dei Comuni e della sicurezza di tutti i cittadini».
Il deputato Andrea Dara e il consigliere regionale della Lega Alessandra Cappellari, annunciano l’avvio della campagna promossa dalla Lega Lombarda per la presentazione di una mozione specifica in tutti i Consigli comunali della Lombardia dove sia presente un esponente del partito.
L’iniziativa nasce per dare attuazione a livello locale al recente decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190. Il provvedimento governativo introduce una netta responsabilizzazione delle famiglie, prevendendo sanzioni a carico dei genitori di minorenni responsabili di danneggiamenti di gruppo e dando facoltà al Prefetto di ordinare il risarcimento dei danni arrecati al patrimonio degli enti locali.
«Il Governo e la Lega hanno dato una risposta forte e immediata con una norma che garantisce strumenti concreti ai Comuni e alle Forze dell’Ordine – sottolinea Dara –. Troppo spesso il fenomeno delle baby gang e del vandalismo di gruppo ha colpito i nostri centri urbani lasciando amministrazioni e cittadini a coprire le spese dei danni. Con questo decreto si introduce un principio di giustizia fondamentale: la responsabilità individuale ed educativa. Chi devasta deve risarcire, senza che i costi della maleducazione e dell’inciviltà ricadano più sui contribuenti».
«Troppo spesso nei paesi e nelle città della nostra provincia ci troviamo a fare i conti con arredi urbani devastati, giostrine rotte o muri imbrattati – prosegue Alessandra Cappellari –. Attraverso questa mozione ribadiamo da un lato il nostro pieno sostegno alle Forze dell’Ordine e dall’altro chiediamo ai Comuni di utilizzare fino in fondo i nuovi poteri messi a disposizione dall’esecutivo per rivalersi direttamente su chi danneggia il patrimonio pubblico».
«Responsabilizzare i giovani e le loro famiglie è una scelta di educazione civica e di rispetto nei confronti del bene comune – concludono Dara e Cappellari –. Rendere effettivo il principio del “chi rompe paga” nei nostri Comuni significa difendere il lavoro di chi amministra, tutelare i soldi pubblici ed eliminare quel senso di impunità che per troppo tempo ha danneggiato la convivenza civile».















