Medico di Pannella, ‘dopo 100 giorni effetto digiuno grave ma reversibile’

(Adnkronos) – “Non conosco le modalità con le quali Alfredo Cospito sta portando avanti il suo sciopero della fame, ma dopo 100 giorni, se il digiuno è totale, la situazione è già grave e non può durare ancora molto”. Però, a differenza di alcune affermazioni circolate, “la situazione può essere reversibile se si riprende a mangiare, nei limiti dei danni avuti. Non c’è motivo di pensare che non ci sia recupero”. Così all’Adnkronos Salute Claudio Santini, primario di Medicina interna all’Ospedale Grassi di Roma che ha seguito a lungo gli scioperi della fame di Marco Pannella, in merito al caso dell’anarchico che protesta da più di 3 mesi contro il 41 bis a cui è sottoposto. Una misura sulla cui revoca la Cassazione dovrebbe decidere il 7 marzo. Ma se Cospito “non assume nessun alimento – precisa il medico – è impossibile arrivare a quella data, a meno che non prenda una piccola integrazione di zuccheri”.  

“Se ha superato 100 giorni – osserva Santini – evidentemente non può trattarsi di una restrizione dei liquidi, perché non sarebbe possibile. Pannella in alcune situazioni faceva il più delle volte anche lo sciopero della sete. Quando protraeva a lungo lo sciopero prendeva due cappuccini al giorno aggiungendo un po’ di zucchero, un’accortezza che serviva a non andare in chetosi e prolungare nel tempo la protesta. Ma oltre i due cappuccini non prendeva nulla, nemmeno acqua. In alcune occasioni, invece, anche Marco ha fatto solo lo sciopero della fame, assumendo liquidi. Si può infatti stare senza cibo per molto tempo, soprattutto se si prende una piccolissima quantità di zucchero in modo da impedire la chetoacidosi. Si perde peso, massa muscolare, ma si può andare avanti”.  

In generale, invece, “senza assumere nemmeno liquidi si può andare avanti poco – precisa l’esperto – non più di una settimana o 10 giorni, come sappiamo anche dall’esperienza dei naufraghi. Lo sciopero senza i solidi, invece, senza nessuno zucchero, attiva meccanismi di autofagia che vanno a consumare le nostre proteine, i nostri depositi di grasso. Se non introduciamo zuccheri andiamo in chetoacidosi, situazione che può diventare grave: tutte le cellule del corpo ne risentono, dal cuore, al rene, al cervello. Basta però pochissimo zucchero per evitarlo e andare avanti più a lungo nella protesta, perdendo ovviamente peso, con un progressivo indebolimento”.  

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