Oms, ‘evoluzione virus resta imprevedibile, migliorare sorveglianza’

(Adnkronos) – Il coronavirus Sars-CoV-2 “conserva la capacità di evolversi in nuove varianti con caratteristiche imprevedibili”. Lo ha sottolineato il Comitato di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità, esprimendosi sulla necessità di mantenere per Covid-19 lo status di emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale (Pheic).  

“Il Comitato – si legge nella dichiarazione finale – ha riconosciuto che, sebbene i sottotipi di Omicron attualmente in circolazione a livello globale siano altamente trasmissibili, si è verificato un disaccoppiamento tra infezione e malattia grave, rispetto alle precedenti varianti preoccupanti”. Ma il virus resta imprevedibile nella sua evoluzione. E il Comitato ha espresso la “necessità di migliorare la sorveglianza e la segnalazione dei ricoveri, delle terapie intensive e dei decessi per comprendere meglio l’attuale impatto sui sistemi sanitari e caratterizzare adeguatamente le caratteristiche cliniche di Covid-19 e la condizione post-Covid”.  

Come muoversi in questa fase che sembra essere di transizione? Seguendo 7 raccomandazioni temporanee, emesse dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sulla base di quanto emerso dalla riunione del Comitato di esperti. Destinatari: gli Stati membri dell’agenzia che vengono invitati dal Dg innanzitutto a mantenere lo slancio sulla vaccinazione Covid per raggiungere il 100% di copertura dei gruppi ad alta priorità, seguendo la guida delle raccomandazioni in evoluzione del gruppo di esperti Sage sull’uso dei richiami. Gli Stati dovrebbero inoltre pianificare l’integrazione di questa vaccinazione nei programmi che pianificano le immunizzazioni lungo tutto il corso della vita.  

Il secondo punto è migliorare la segnalazione dei dati di sorveglianza Sars-CoV-2 all’Oms per rilevare, valutare e monitorare le varianti emergenti, identificare cambiamenti significativi nell’epidemiologia di Covid e comprendere il carico di malattia in tutte le regioni. A questo proposito, si legge nel testo, si raccomanda agli Stati di utilizzare un approccio integrato alla sorveglianza delle malattie infettive respiratorie che sfrutti il sistema globale di sorveglianza e risposta all’influenza. Sempre nell’ottica di uscire da una situazione emergenziale instaurando una routine che permetta comunque di mantenere alta l’attenzione sul virus, l’invito è ad aumentare l’accesso e garantire la disponibilità a lungo termine delle contromisure mediche: vaccini, diagnostica, terapie Covid. E prepararsi affinché queste siano autorizzate al di fuori delle procedure dell’Elenco per gli usi di emergenza e all’interno dei normali quadri normativi nazionali.  

Altra indicazione è quella di mantenere una forte capacità di risposta nazionale e prepararsi per eventi futuri, in modo da evitare il verificarsi di un ciclo di panico-negazione. Gli Stati – si spiega – dovrebbero considerare come rafforzare la prontezza della loro risposta alle epidemie, anche con finanziamenti. E, ulteriore punto, continuare a lavorare con le comunità e i loro leader per affrontare l’infodemia e implementare efficacemente misure di salute pubblica e sociali basate sul rischio, affrontando la disinformazione, rafforzando la comprensione del pubblico e dei media e continuando a monitorare la risposta individuale e pubblica alle misure proposte e ai vaccini. Infine, si chiede di continuare ad adeguare eventuali restanti misure relative ai viaggi internazionali sulla base della valutazione del rischio e a non richiedere la prova della vaccinazione anti-Covid come prerequisito per i viaggi internazionali; e di continuare a sostenere la ricerca per vaccini migliori che riducano la trasmissione e abbiano un’ampia applicabilità, nonché la ricerca per comprendere l’intero spettro della malattia, compresa l’incidenza e l’impatto del post Covid, e per sviluppare adatti percorsi di assistenza integrata. 

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