Roche celebra 125 anni in Italia con ‘3 secoli di futuro’

(Adnkronos) – “Nel momento storico che stiamo vivendo c’è bisogno di mettersi al servizio del sistema con azioni concrete. Oggi più che mai vogliamo dare il nostro contributo per una salute equa, accessibile a tutti, prossima ai pazienti, partecipata e alimentata dalla ricerca. Proprio per questo le celebrazioni dei nostri 125 anni vanno oltre il riconoscimento dei traguardi raggiunti, vogliono essere soprattutto un invito ad agire in sinergia perché le competenze e le risorse di tutti sono necessarie”. Così Maurizio de Cicco, amministratore delegato e presidente di Roche in Italia, intervenendo ieri sera all’evento ‘Roche in Italia, 3 secoli di futuro’, tenutosi al Maxxi-Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, che ha chiuso un anno di iniziative dedicate alla celebrazione dei 125 anni di presenza dell’azienda farmaceutica svizzera nel nostro Paese.  

“Roche – aggiunge de Cicco – continuerà a essere partner del sistema per agevolare il processo che porta l’innovazione a beneficio dei pazienti. Le sfide più importanti restano la sostenibilità, dove dovremo passare da una visione di costo ad una d’investimento per il valore che la sanità porta alla società tutta, la digitalizzazione e la ricerca. In questo 2022 abbiamo chiuso ben 16 procedure con Aifa”, l’Agenzia italiana del farmaco, “con un potenziale impatto su oltre 100mila vite e allo stesso tempo abbiamo avviato 260 studi clinici che hanno coinvolto 17.500 pazienti”. 

Nel segno della sinergia, durante l’evento, Roche ha voluto mettere a confronto diversi punti di vista in una tavola rotonda che ha coinvolto Fernanda Gellona, direttore generale Confindustria dispositivi medici; Enrica Giorgetti, direttore generale Farmindustria; Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale del Terzo settore e vicepresidente Legambiente; Guido Rasi, professore ordinario di Microbiologia Università di Roma Tor Vergata e presidente del Clinical trial center del Policlinico Gemelli di Roma. Presenti anche, oltre a de Cicco, Burçak Çelik, presidente e Ad Roche Diagnostics; Rodrigo Díaz de Vivar Wacher, presidente e Ad Roche Diabetes Care, Mariapia Garavaglia, presidente della Fondazione Roche. 

“Per garantire la sostenibilità futura del sistema sarà fondamentale sostenere un’evoluzione della sanità da un modello puramente incentrato sulla cura a un’innovazione che privilegi la possibilità di predire, intervenire precocemente e personalizzare gli interventi terapeutici”, sottolinea Çelik ricordando che “in Roche la combinazione sotto lo stesso tetto di ricerca e sviluppo di soluzioni farmaceutiche e diagnostiche ci permette di dare un contributo significativo lungo l’intero percorso dell’assistenza ai cittadini, permettendo decisioni cliniche più tempestive e accurate, ottimizzando così il percorso terapeutico del singolo paziente e rispondendo ai bisogni di razionalizzazione della spesa”. 

“Il concetto di sostenibilità è centrale anche nella gestione delle patologie croniche che registrano numeri in costante crescita, come il diabete, una delle tre emergenze sanitarie più urgenti secondo l’Organizzazione mondiale della sanità – commenta Díaz de Vivar Wacher – Il nostro intento è quello di continuare a lavorare in partnership con il sistema sanitario per garantire una presa in carico più prossima al domicilio del paziente e sempre più personalizzata, un’ottimizzazione delle risorse allocate e dei tempi di attesa, un miglioramento della qualità organizzativa e dell’efficienza dell’assistenza diabetologica, creando una sinergia di valore tra tutti gli interlocutori del sistema salute”. 

Quello dei 125 anni – spiega Roche in una nota – è un traguardo storico, raggiunto grazie all’impegno delle generazioni che sono state parte di questa azienda e di un percorso che, iniziato nel 1897, ha attraversato 3 secoli. Una storia che ha inizio alla fine del XIX secolo, quando un giovane commesso di una farmacia milanese, August Steffen, convince il fondatore del Gruppo Fritz Hoffmann-La Roche a concedergli la rappresentanza dei suoi prodotti per il nostro Paese. Viene aperta così la filiale italiana di Roche nel cuore di Milano, la prima ad essere fondata dopo casa madre in Svizzera. L’azienda, che oggi in Italia opera attraverso la leadership sinergica delle tre divisioni – Farmaceutica, Diagnostica e Diabete – e l’azione della Fondazione Roche, impiega oltre mille persone con un’età media di 45 anni: il 17% è under 35. Inoltre la metà della forza lavoro è costituita da donne, di cui il 52% ricopre posizioni di middle e top management. 

“La ricerca di soluzioni innovative per la salute del Paese appartiene al Dna dell’azienda – afferma Garavaglia – e la creazione della Fondazione, che quest’anno spegne 5 candeline, è stato un modo per proporre approcci innovativi in contesti non convenzionali. Guardiamo costantemente al futuro impegnandoci per favorire la ricerca indipendente e il dibattito istituzionale sui temi della salute e i diritti dei cittadini, come persone e non soltanto come pazienti, e agendo inoltre a vantaggio dei bisogni del territorio. Contribuire alla salute del Paese con un lavoro di rete e di co-progettazione tra pubblico e privato, che agevoli la relazione tra pazienti, mondo scientifico e istituzioni e rafforzi il confronto sui temi rilevanti per il Servizio sanitario nazionale, è per la Fondazione una priorità”. 

Alle celebrazioni dei 125 anni di Roche in Italia ha partecipato anche il nuovo direttore della filatelia di Poste Italiane, Giovanni Machetti, che con la cerimonia di annullo del timbro ‘Tre secoli di futuro’ ha sigillato la chiusura di questo anniversario, in occasione del quale il ministero dello Sviluppo economico ha conferito lo scorso ottobre – per la prima volta a una azienda del settore farmaceutico e diagnostico – un francobollo celebrativo, la cui creatività è stata realizzata dal celebre illustratore Emiliano Ponzi, evocativo dell’importanza della ricerca scientifica e dell’innovazione per la salute del Paese. Da questo riconoscimento è nata l’iniziativa ‘Mandaci una cartolina’, con cui Roche vuole dare voce ai pazienti e alle loro famiglie, ai caregiver, ai medici, e a tutti gli attori del sistema, per ascoltare esigenze e richieste per la salute che verrà. L’iniziativa è aperta a tutti e accessibile al sito www.roche125anni.it. 

(Adnkronos)