“Salvate l’estate degli studenti, no ai compiti delle vacanze”, l’appello del pediatra

(Adnkronos) – “No ai compiti delle vacanze. Salvate l’estate degli studenti”. E’ l’appello che il pediatra Italo Farnetani lancia alle famiglie. Una ‘crociata’ – quella contro le assegnazioni estive – che il camice bianco conduce ormai da molto tempo. Laddove venissero richiesti, l’invito ai genitori è a sposare una sorta di “disobbedienza civile”: semplicemente, spiega all’Adnkronos Salute, “non far svolgere agli alunni i compiti delle vacanze e motivare la scelta con una loro giustificazione firmata da trasmettere alla scuola”, per spiegare pacatamente le ragioni di libri e quaderni chiusi nella bella stagione. 

“Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, si riaccende il dibattito sui compiti delle vacanze. Da 25 anni continuo a ripetere, con un numero sempre maggiore di sostenitori, che le vacanze sono cruciali per lo sviluppo e la crescita di bambini e ragazzi, perciò rappresentano un diritto. L’estate non è un prolungamento dell’anno scolastico. E – assicura Farnetani – i compiti estivi non solo non migliorano l’apprendimento, ma rischiano di compromettere il benessere psicofisico dei bambini e degli adolescenti” che dovrebbero sfruttare questo periodo come una pausa in cui coltivare maggiormente la vita all’aria aperta, le esperienze in famiglia e la socializzazione con i coetanei. In altre parole, per l’esperto – che è anche il fondatore e coordinatore delle Bandiere verdi, il riconoscimento che viene attribuito ogni anno alle spiagge a misura di famiglie selezionate dai pediatri – “le vacanze sono proprio una necessità psicobiologica”.  

“Le alte temperature, la fisiologica stanchezza accumulata dopo mesi di attività scolastica e la naturale esigenza di recupero rendono l’estate un periodo in cui la mente dei bambini non è predisposta allo studio strutturato – avverte – La concentrazione diminuisce, il rendimento cala, e ciò che dovrebbe essere un momento di crescita si trasforma in un adempimento formale, spesso vissuto con frustrazione. La scuola è un elemento essenziale per bambini e adolescenti, lo dimostrano i disturbi psicologici provocati dalla sua privazione, come avvenne al tempo del Covid”, quando per fermare la corsa del virus in tempi di lockdown le scuole dovettero ricorrere alla didattica a distanza. “Ma la scuola fa bene nelle dosi giuste e al momento giusto, un po’ come le medicine. Studiare è fondamentale – puntualizza dunque l’esperto – ma imparare comporta comunque fatica, perciò si tratta di uno stress da cui gli alunni possono recuperare facendo altro per alcuni mesi”.  

A questo proposito, Farnetani si dice “contrario a un accorciamento delle vacanze estive”, altro tema spesso al centro del dibattito. “Piuttosto, nell’interesse degli alunni le allungherei – raccomanda – Perché, con il cambiamento climatico che fa innalzare le temperature e aggiunge stress da caldo all’inevitabile stress scolastico, si rischia di danneggiare la crescita”. C’è ancora un ulteriore rischio legato all’obbligo dei compiti delle vacanze, aggiunge il pediatra: “Non staccando dalla scuola si rallenta la resilienza. E la combinazione di questo con l’impatto del caldo determina un netto calo di attenzione con caduta dell’apprendimento e acquisizione dell’abitudine a studiare con svogliatezza”. 

I diritti dell’infanzia, osserva Farnetani, “non vanno in vacanza. La Convenzione Onu – ricorda – riconosce ai minori: il diritto al riposo e al tempo libero (art. 31) e il diritto a esprimere la propria opinione (art. 12)”. E anche alla luce di questi diritti, “imporre compiti estivi significa, di fatto, limitare il pieno godimento di un periodo che ha una funzione educativa diversa, ma non meno importante della scuola: quella dell’esperienza diretta, della scoperta, della socialità spontanea, della promozione della maturazione emotiva. Proprio per questo le vacanze estive vanno sempre impostate per consentire il necessario riposo degli alunni, mai per garantire agli insegnanti ferie lunghe”.  

Senza dimenticare che “ogni anno le famiglie italiane spendono circa 250 milioni di euro per l’acquisto dei libri per i compiti delle vacanze – stima l’esperto – Una cifra ingente, che corrisponde al bilancio annuale di una città di 100mila abitanti e non produce benefici, quando potrebbe essere investita in attività ricreative, culturali o sportive molto più utili allo sviluppo dei bambini. Soprattutto in estate, che è un vero e proprio laboratorio naturale di crescita in grado di favorire socialità, pratica sportiva, vita all’aria aperta, curiosità e apprendimento esperienziale, resilienza emotiva. Il mare, in particolare, è un ambiente ideale: sole e movimento favoriscono una crescita armonica, sia fisica che psicologica”. Da qui l’invito a un impegno attivo dei genitori, anche via web: “La mia posizione non è contro la scuola, né contro gli insegnanti – conclude Farnetani – È un invito a ripensare le modalità di apprendimento in modo più rispettoso dei ritmi biologici dei bambini. Per questo, come ogni anno, consiglio ai genitori la ‘disobbedienza civile’. E per rendere la mobilitazione per la ‘causa’ più organizzata ed efficace, suggerisco di costituire un gruppo online col nome ‘Estate libera’ oppure ‘Missione zero compiti'”.  

(Adnkronos)