West Nile, muore anziana di Castelmassa. Prima vittima in Veneto

Un’anziana della provincia di Rovigo, Adriana Meneghelli, 81 anni di Castelmassa, paese al confine con il Mantovano, è la prima vittima in Veneto quest’anno per il virus West Nile. La donna – scrive oggi il Corriere del veneto – soffriva di patologie pregresse e nei giorni scorsi ha accusato febbre alta e sintomi neurologici, che il 22 agosto ne hanno reso necessario il ricovero all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo, dove le è stata riscontrata la forma neuro invasiva, degenrata in in encefalite. La morte è avvenuta nel giro di 24 ore.

Tra gli ultimi casi positivi in Italia, un sessantaquattrenne residente nel Campidano di Oristano, nono caso umano diagnosticato nel corso dell’anno in questa provincia. “Nelle scorse settimane erano risultati positivi al virus altri tre ultrasettantenni, tre ultrasessantacinquenni, un ultraquarantenne e un ultranovantenne. Di questi otto contagiati, sei sono ancora ricoverati in diversi ospedali, mentre due sono stati dimessi e hanno fatto rientro nelle proprie abitazioni”, ricorda la Asl di Oristano sottolineando che “non esiste un vaccino per la febbre West Nile, né una terapia specifica. Per questo è fondamentale proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi adottando alcune precauzioni. In primo luogo occorre evitare i ristagni d’acqua, dove proliferano le larve di zanzara”.

L’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di Sanità è stato diffuso la settimana scorsa e riportava 351 casi confermati in Italia i casi (erano 275 la settimana precedente), con 22 decessi”. Tra i casi confermati 158 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (6 Piemonte, 8 Lombardia, 10 Veneto, 1 Friuli-Venezia Giulia, 8 Emilia-Romagna, 59 Lazio, 54 Campania, 2 Basilicata, 5 Calabria, 5 Sardegna), 27 casi asintomatici identificazioni in donatori di sangue, 162 casi di febbre, 2 casi asintomatici e 2casi sintomatici. Sono stati notificati 22 decessi (1 Piemonte, 1 Lombardia, 10 Lazio, 9 Campania, 1 Calabria). La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive fin ora segnalate e confermate, è pari al 13,9% (nel 2018 era al 20%, nel 2024 al 14%).