MILANO – Misure urgenti per garantire un prezzo equo del latte e interventi strutturali capaci di riequilibrare i rapporti di forza nella filiera e garantire maggiore trasparenza nella formazione e nei controlli dei prezzi. La crisi del comparto lattiero-caseario lombardo approda in Consiglio regionale con l’approvazione di quattro mozioni: tre di maggioranza, presentate da Giovanni Malanchini (Lega), Ivan Rota (Forza Italia) Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) e una di minoranza, proposta da Marco Carra (PD).
Il documento presentato da Giovanni Malanchini impegna Regione Lombardia a promuovere presso il Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste l’apertura di un tavolo nazionale che coinvolga tutta la filiera “E’ urgente intervenire subito per ristabilire condizioni di equità nel comparto lattiero-caseario e tutelare il reddito degli allevatori lombardi, che oggi lavorano spesso in perdita – sottolinea Giovanni Malanchini –. Servono trasparenza nei prezzi, revisione dei margini, accordi di filiera regionali che valorizzino il latte lombardo e un impegno concreto delle istituzioni, a partire dall’Europa, per evitare che questa crisi diventi strutturale e comprometta un settore strategico per il nostro territorio”.
La mozione con primo firmatario Ivan Rota sottolinea come la crisi non riguardi solo il reddito degli allevatori, ma coinvolga l’intero sistema produttivo, “Di fronte a una evidente distorsione del mercato serve un cambio di passo – evidenzia Barbara Mazzali (Forza Italia) che ha presentato la Mozione in Aula -. È necessario intervenire con decisione sulle regole di formazione del prezzo per ristabilire condizioni eque lungo tutta la filiera e garantire un reddito dignitoso agli allevatori. La Lombardia non può permettersi di perdere un patrimonio produttivo e occupazionale così strategico”
Il documento predentato da Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) chiede il rafforzamento dei controlli sui prodotti in ingresso per garantire standard qualitativi e sanitari, “così da garantire che alla produzione sia riconosciuto il giusto valore di mercato” – ha precisato Marcello Ventura – “L’approvazione di oggi impegna la Regione a monitorare il rispetto degli accordi sul prezzo alla stalla e a intensificare la vigilanza sui prodotti che arrivano dall’estero. Questo provvedimento risponde alle richieste del territorio, puntando su controlli rigorosi e su un’equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera, puntando su qualità, trasparenza e sostenibilità”.
L’Aula ha approvato anche la mozione presentata da Marco Carra (PD) con cui si chiedeva l’istituzione a livello europeo di una Organizzazione Comune di Mercato (OCM) per stabilizzare il mercato del latte con l’obiettivo di costruire un sistema più equilibrato, competitivo e sostenibile per il futuro del comparto lattiero-caseario lombardo. “Di fronte alla crisi del comparto lattiero-caseario è necessaria una unità forte del Consiglio regionale – ha sottolineato Marco Carra -. Dobbiamo lavorare insieme per uscire da soluzioni di emergenza e dare una prospettiva alla crisi del settore: la richiesta di una OCM, come già accaduto in altri settori, è la risposta a questa necessità”.
I DATI
Il comparto lattiero-caseario lombardo è uno dei settori chiave dell’economia agroalimentare. La regione, che da sola rappresenta oltre il 40% della produzione nazionale di latte, si trova oggi a fronteggiare una fase di forte instabilità, segnata dal crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori e da una crescente pressione competitiva.
All’ultima convocazione del Tavolo del latte le associazioni della filiera lattiero-casearia nazionale hanno rinnovato l’intesa sul prezzo del latte alla stalla per i mesi di aprile, maggio e giugno 2026, concordando un prezzo di 47 centesimi di euro, inferiore ai 54-52 centesimi di euro previsti nel trimestre precedente.
Ancora più marcato il calo del latte spot (il latte crudo sfuso, venduto a un prezzo che segue le regole della domanda e dell’offerta giorno per giorno), precipitato sotto i 21 centesimi al litro a marzo, oltre il 50% in meno rispetto all’anno precedente.
A pesare sul settore sono diversi fattori: la sovrapproduzione europea, il calo della domanda interna e l’aumento delle importazioni di latte estero a basso costo. Condizioni che, insieme alla volatilità del mercato spot, stanno mettendo in difficoltà un numero crescente di imprese, molte delle quali operano ormai in perdita.
“Ho dato indicazione di esprimere parere favorevole a tutte le mozioni presentate oggi in aula sul tema del latte perché, su una filiera così strategica per la Lombardia, il Consiglio regionale doveva saper dare un segnale chiaro di unità e di solidarietà al mondo allevatoriale. È una scelta di responsabilità istituzionale, anche se non possono passare sotto silenzio alcune forzature anche grossolane”. Lo dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, dopo l’approvazione in Aula delle mozioni sul comparto lattiero-caseario.
“Continueremo a monitorare con attenzione l’accordo raggiunto al tavolo ministeriale – conclude Beduschi – ma è altrettanto chiaro che non esistono strumenti amministrativi per imporre per legge un prezzo del latte. Per questo serve lavorare sulla trasparenza, sulla forza contrattuale della filiera e sul coinvolgimento di tutti gli attori. Ed è esattamente la direzione che la Lombardia ha già intrapreso, con serietà e concretezza”.


















