MANTOVA – Uno spettacolo per realizzare un’aula di informatica presso l’istituto “Ecole des Saints Archanges della Congregazione delle suore “Bene Amukama” a Ngozi in Burundi. 15mila euro la cifra da raccogliere. Quattro le iniziative messe in campo dal progetto “Informatic Lab Burundi” che vede impegnato il Rotary Victorinus Feltrensis,
la prima che ha visto la partecipazione di una 50ina di persone è stata una cena con delitto, la seconda avrà luogo giovedì 12 febbraio 2026 alle ore 21 al teatro comunale Giuseppe Verdi di Buscoldo con lo spettacolo “Mio figlio Giuseppe Impastato”.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina alla Casa del Mantegna dal presidente della Provincia Carlo Bottani, Renzo Tarchini Presidente Rotary Club Victorinus feltrensis, Marco Goldoni, Responsabile progetto “Informatic Lab Burundi” Rotary Club Victorinus feltrensis, Paola Sarzola, regista dello spettacolo e Barbara Bertoldi, responsabile dell’evento “Mio Figlio Giuseppe Impastato”.
“Lo scopo dell’iniziativa – spiega Renzo Tarchini – è quella di aumentare il livello della scuola e portarla ad un livello internazionale, loro già sono anglofoni e francofoni, ma se si può fare qualcosa di più cerchiamo di farlo. La richiesta delle suore contrariamente agli anni precedenti dove chiedevano infrastrutture come pozzi e muri è stata legata alla cultura, per loro non sono libri da portare e comprare, ma tecnologia per potersi collegare con il mondo”.
“Il laboratorio che intendiamo realizzare – spiega Marco Goldoni – sarà attrezzato con 35 computer connessi tramite rete locale e collegati a Internet grazie al sistema satellitare Starlink. Il materiale informatico verrà consegnato alle suore della stessa congregazione presenti a Porto Mantovano che poi provvederanno a portarlo a destinazione. E’ inoltre previsto un supporto tecnico a distanza da parte di rotariani con eventuali interventi in loco per l’installazione e per la messa in funzione delle attrezzature e la formazione dei tecnici locali”.
LO SPETTACOLO
La rappresentazione teatrale sarà una sorta di racconto della figura di “Peppino” Impastato, uomo che ha messo la sua vita al servizio della legalità, attraverso le parole della madre Felicia. La Lettura scenica dello spettacolo è a cura di Paola Sarzola che co-reciterà con
Alessandro Balducci, che vanta quarant’anni di esperienza tra teatro, cinema e tv, oltre che in radio e nel doppiaggio, nel ruolo di Peppino.
Paola Sarzola, attrice amatoriale mantovana e fondatrice di TeatroInCarta sarà Felicia, la coraggiosa madre di Peppino Impastato. Le musiche saranno a cura di Alessandra Carra, Paolo Franciosi, Adriano Sutera e Stefano Tenca.
Uno spettacolo che non può definirsi un concerto o un musical, ma una performance dove le parole trovano la loro naturale prosecuzione nella musica che creerà un’atmosfera suggestiva ed emozionante.
COME ACQUISTARE I BIGLIETTI
I biglietti per assistere alla serata sono disponibili on line sui canali social del club ma potranno essere acquistati direttamente la sera dello spettacolo alla biglietteria del Teatro Verdi di Buscoldo. L’iniziativa è promossa dal Rotary Club Victorinus Feltrensis con il patrocinio della Provincia di Mantova e del Comune di Curtatone.
LA STORIA
Il 1978 fu un anno di profondi contrasti e di grandi speranze: l’Italia eleggeva Sandro Pertini a Presidente della Repubblica, la legge Basaglia segnava un’epoca nuova per la salute mentale, le piazze italiane risuonavano delle voci di studenti e operai che chiedevano giustizia e cambiamento. Il movimento femminista era in prima linea nella lotta per l’emancipazione femminile.
Ma fu l’ombra della violenza a oscurare quell’anno: il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro e l’assassinio dell’attivista Peppino Impastato ucciso dalla mafia, lo stesso giorno in cui venne ritrovato il corpo di Aldo Moro.
La madre di Giuseppe “Peppino” Impastato, Felicia Bartolotta, è stata una figura fondamentale nel mantenere viva la memoria del figlio e ha dedicato gli ultimi anni della sua vita nel proseguire la sua battaglia, durata 22 anni, per togliere l’infamia di “terrorista” a Peppino, ed incriminare il suo assassino: il boss “Gaetano Badalamenti”. La testimonianza diretta di Felicia, appoggiata dagli amici e dal fratello di Peppino, Giovanni, ha contribuito a far conoscere la verità sui fatti, nonostante furono fatte sparire tutte le prove raccolte.
Oltre ad organizzare manifestazioni, cortei e volantinaggio, Peppino ha utilizzato una semplice emittente radiofonica, Radio Aut, per denunciare i soprusi, le minacce e gli affari illeciti della mafia del luogo, trasmettendo notizie che i giornali locali non osavano pubblicare, smascherando gli intrecci tra mafia e politica, e dando voce a chi non ne aveva.
Peppino, è stato un uomo che ha lottato contro la mafia, nonostante provenisse da una famiglia mafiosa, e ne è diventato il simbolo”.
LE PROSSIME INIZIATIVE
Due le prossime iniziative: il primo sarà a maggio con buffet, musica e intrattenimento nella Corte “Le Sacche” di Goldoni e l’ultimo evento sarà in agosto.
















