Intesa storica per il gestore unico dell’acqua: Tea e Sisam firmano la lettera di intenti

MANTOVA – Dopo lunghi anni di confronti e rinvii che avevano fatto anche temere la possibilità di un servizio idrico integrato con un gestore non mantovano, Sisam e Tea hanno firmato la lettera d’intenti condizionata finalizzata al raggiungimento della gestione unica del servizio nell’Ambito Territoriale Ottimale di Mantova.
Il documento è stato presentato oggi alla stampa dal presidente della Provincia Carlo Bottani, da Fabio Zacchi, presidente del CdA dell’Azienda Speciale Ufficio d’Ambito della Provincia di Mantova (Ato), da Chiara Zanella e Massimiliano Ghizzi, presidenti rispettivamente di Sisam e Tea.
Sisam e Tea detengono l’una il 100% del capitale sociale di Sicam e l’altra il 91,55% di quello di AqA, le società operative concessionarie del servizio idrico integrato.
“Si tratta di un passo in avanti significativo prodromico all’aggregazione dei due operatori mantovani finalizzato al conseguimento della Gestione Unica a livello di Ambito, il cui percorso è iniziato molti anni fa registrando diversi incontri e tentativi.
Negli ultimi mesi Sisam e Tea hanno finalizzato e redatto un progetto che prevede alcune delicate operazioni societarie, rispettose delle reciproche esigenze e delle linee guida approvate da Provincia di Mantova e ATO, e che sono propedeutiche a realizzare quanto prima l’aggregazione. Le due parti si sono impegnate a concludere queste fasi entro il 31 dicembre 2025″ – ha spiegato il presidente di Ato, Zacchi – attualmente restano solo alcuni comuni non raggiunti dall’acquedotto, ma negli ultimi 10-15 anni si sono fatti notevoli passi avanti sul territorio. Anche le dispersioni e le perdite nel Mantovano sono più contenute che nel resto del territorio nazionale: parliamo del 20-25% contro il 42% di media nazionale. Con il bando del Pnrr vinto dedicato all’efficientamento idrico puntiamo a raggiungere il 15%”.

LE TAPPE PER RAGGIUNGERE ACCORDO GESTORE UNICO
Attualmente ci sono tre gestori, Aqa, Sisam-Sicam che gestisce 17 comuni soprattutto nell’Alto Mantovano, e Aimag (azienda di Mirandola) che ha la concessione per 7 comuni nel basso mantovano al confine con il modenese.

Tea e Sisam hanno firmato la lettera di intenti per raggiungere l’accordo, Aimag andrà avanti fino alla scadenza della concessione, nel novembre 2025, che è stata prolungata fino al 31-12-2025 per poi uscire dal sistema idrico provinciale dal 1 gennaio 2026 da quel momento i 7 comuni di Aimag dovrebbero passare sotto Aqa.

Intanto Aqa e Sisam stanno realizzando alcuni cambiamenti interni: Aqa sta diventando 100% pubblica e lo sarà definitivamente dal 1 novembre 2025.
Sisam sta perfezionando una fusione interna tra le sue tre società Sisam, Sisam Servizi e Sicam per diventare un’unica società e cioè Sicam che dovrebbe orientativamente essere perfezionata a novembre 2025. Oltre a questo ha il vincolo del bando del Pnrr che termina il 30 giugno 2026 per questo motivo si è deciso di prolungare la concessione fino a quella data con possibilità, in caso di accordo vincolante, di prolungarla ulteriormente per agevolare il passaggio.

Per questo motivo molto probabilmente verrà prolungata la gestione dei 17 Comuni in capo a Sisam ( avrebbe dovuto scadere a novembre).
Si punta ad avere un pre accordo vincolante entro il 31-12-2025.

“Era un obiettivo che ci portavamo dietro da tanti anni – commenta il presidente di Ato, Fabio Zacchi – forse allora i tempi non erano maturi, ma ora ci siamo, tutto il territorio, i sindaci, la politica è convenuta sull’obiettivo di trovare un accordo nell’interesse di tutti. E’ importante perchè alla scadenza delle concessioni arriveremo con la volontà di mantenere il sistema idrico integrato in mani mantovane (se non si raggiungesse l’accordo la Provincia dovrà indire una gara per individuare un gestore) nell’interesse di tutti i cittadini, delle imprese, del nostro territorio”.
Il settore idrico in futuro dovrà affrontare sfide e raggiungere obiettivi che richiedono nuova efficienza e una forte sinergia tra i gestori da qui l’importanza dell’accordo.
“Questo accordo – spiega la presidente di Sisam, Chiara Zanella – è strategico, necessario e assolutamente ineludibile perchè il Servizio Idrico Integrato deve affrontare grandi sfide attuali e in futuro che possono essere vinte solo attraverso sinergie e un’aggregazione di forze sia operative che di capacità economico finanziarie quindi di fatto è un passo importantissimo per la provincia di Mantova”.
“Sisam – prosegue Zanella – ha in corso un’operazione che non la vedrà in prima persona partecipare all’accordo al quale si arriverà dopo una serie di ulteriori confronti e verifiche perchè di fatto chi sottoscriverà l’accordo definitivo sarà Sicam. E’ infatti attualmente in corso un’operazione di fusione interna inversa, per ciò tutto il patrimonio del gruppo Sisam sarà conferito alla beneficiaria Sicam”.

Ad accordo siglato sarà AqA (Tea) l’ente gestore “Al termine del mio mandato posso dire di essere arrivato ad uno dei più importanti obiettivi mai raggiunti – ha sottolineato il presidente di Tea, Massimiliano Ghizzi – Tea giunge a questo accordo con grandissimo entusiasmo, era dal 2016 che ci si stava lavorando, e ora grazie alla collaborazione tra tutte le parti coinvolte e alla volontà del territorio mantovano possiamo finalmente arrivare ad avere una gestione unica ed efficiente. Ieri in Regione Lombardia abbiamo incontrato i gestori delle province vicine, Brescia e Cremona, e questo sarà l’ulteriore passaggio – prosegue Ghizzi – dopo il gestore unico provinciale bisognerà infatti stringere sinergie e collaborazioni fuori provincia per migliorare ed efficientare il servizio. Aqa  – conclude Ghizzi – nei prossimi anni avrà la responsabilità, l’onore e l’onere di sviluppare importanti reti che mancano ancora in alcuni comuni, sviluppare nuove tecnologie e migliorare i servizi per i cittadini”.
Una gestione unitaria del Sistema Idrico Integrato assicura, infatti, numerosi vantaggi in termini di sviluppo integrato e sinergico, un piano economico-finanziario sostenibile per affrontare gli investimenti ingenti dei territori, una tutela ambientale della risorsa idrica, il miglioramento del servizio al cittadino con l’obiettivo di avere su tutto il bacino gli stessi standard qualitativi (economie di scala e coordinamento tecnico-organizzativo riducono ad esempio i costi per le utenze).