MANTOVA – Dopo otto stagioni si separano le strade del Mantova Rugby e di Stefano Giop. Il tecnico, arrivato in biancorosso nel 2018, inizierà una nuova avventura con gli Highlanders Formigine Rugby, entrando a far parte dello staff tecnico delle Valkyrie, la formazione femminile della società emiliana.
Giop ha ricoperto numerosi incarichi all’interno del club. Ha iniziato come allenatore della Seniores, diventando poi direttore tecnico, tecnico delle giovanili, assistant coach e, nell’ultima stagione, team manager.
“Il Mantova Rugby rappresenta un passaggio importante della mia vita, sia sportiva sia personale” – dichiara Stefano – “Otto anni all’interno di un club sono tanti e l’emozione è forte. Le prime stagioni restano tra i momenti vissuti con maggiore orgoglio. Un periodo nel quale la squadra aveva intrapreso un percorso di crescita importante, confrontandosi con formazioni strutturate e costruite per competere a un livello superiore. Nei primi due anni si vedeva chiaramente che il gruppo stava crescendo e che avremmo potuto raggiungere qualcosa di importante. Nel terzo anno sentivamo di avere una squadra pronta, ma il Covid ha interrotto il percorso. Nelle stagioni precedenti avevamo incontrato realtà fortissime come Valsugana e Rovigo, che non ci permisero di conquistare il salto in Serie B, ma furono comunque anni di lavoro molto significativi”.
Tante le soddisfazioni raccolte dal coach in tutti questi anni di lavoro con i biancorossi, ma tra quelle più grandi è aver assistito e guidato molti ragazzi dalle giovanili fino a farli diventare il presente del club. “Dopo il Covid abbiamo dovuto ricostruire e il bacino di Mantova non è paragonabile a quello di città come Verona o Brescia, ma poco alla volta i risultati di quel lavoro sono emersi e stanno continuando a emergere. Un percorso sviluppato anche attraverso il rugby Seven, con la costruzione di un gruppo giovane e coeso, capace di continuare a vivere il campo e il club anche durante il periodo estivo. Sono ragazzi validi, con principi sani e qualità importanti. Manca ancora un po’ di esperienza, ma con coach Enrico Corso potranno continuare a crescere e togliersi soddisfazioni. Sapere che molti di loro sono dispiaciuti per la mia partenza, ma allo stesso tempo mi hanno augurato il meglio, significa che qualcosa di positivo è rimasto”.
In merito alla sua idea di gioco Stefano continua: “Ho provato a trasmettere un rugby basato sul gioco e sul divertimento. Non un gioco statico, ma dinamico, capace di valorizzare le caratteristiche dei ragazzi. I principi fondamentali, però, sono sempre stati il rispetto e il lavoro: rispetto per le persone, per la società, per i compagni, per gli allenatori e per chi opera dentro e fuori dal campo. Senza voglia di lavorare non si arriva da nessuna parte”.
Tante le figure con le quali Giop si è confrontato e ha creato legami negli anni, dal minirugby alla prima squadra. “Ho avuto un ottimo rapporto con tutti gli allenatori con i quali ho collaborato. Abbiamo lavorato bene e le categorie giovanili sono cresciute anche numericamente – rimarca Stefano. Spero di lasciare un’immagine positiva e un pensiero di rugby che possa continuare a vivere all’interno della società. A mancare saranno soprattutto le persone incontrate durante la quotidianità e il legame con il Parco del Mincio. Mi mancheranno i rapporti costruiti con i ragazzi, gli allenatori, lo staff e la dirigenza”.
Parlando del Migliaretto Stefano si esprime così: “Mi mancherà il Migliaretto: nella mia esperienza ho conosciuto tanti luoghi di rugby e posso dire che Mantova possiede una casa fantastica, una delle strutture più belle che abbia incontrato”.
Fondamentale il legame con le massime cariche del club biancorosso, ovvero il presidente Fabio Aldini, il vicepresidente Giovanni Lorenzi, il direttore sportivo Filippo Santoro e Antonio Tellini. “Sono persone delle quali posso soltanto parlare bene. Quanto concordato è sempre stato rispettato e il club mi è stato vicino anche nei momenti difficili” – aggiunge il coach. “Non considero questa separazione un addio: sarà un arrivederci, con la possibilità di tornare a vedere una partita e ritrovarsi davanti a una birra. Un ringraziamento anche a Massimo Grespi, figura che ha operato lontano dai riflettori ma che ha sempre dato un grande contributo al club”.
“Stefano è sempre stato una persona estremamente corretta nei confronti dei ragazzi, degli allenatori e della società” – dichiara il direttore Sportivo Filippo Santoro – “Dispiace perdere una figura di valore, ma dopo otto anni è anche comprensibile sentire il bisogno di cercare nuovi stimoli. Ha dato tutto ciò che aveva da offrire e ha trasmesso ai ragazzi il proprio bagaglio umano e tecnico. L’eredità più concreta resta il gruppo di giocatori che oggi compete stabilmente con la prima squadra. Molti dei ragazzi presenti nella Seniores sono stati allenati da Stefano. Uno degli obiettivi del club era proprio accompagnare i giovani fino alla prima squadra, permettere loro di competere e creare entusiasmo intorno al loro percorso. Il suo contributo alla crescita di questo gruppo è stato importante”.
Santoro ha infine elogiato la capacità del coach di esaltare le qualità dei giocatori, adattando il proprio lavoro alle loro caratteristiche. “Stefano possiede grande empatia, sa ascoltare e confrontarsi senza mai mancare di rispetto. Non è un allenatore che cerca di inserire i giocatori dentro schemi rigidi, ma lavora per permettere a ciascuno di esprimere il proprio talento. È un principio che dovrà continuare a essere presente nella nostra società – evidenzia Santoro – soprattutto nel lavoro con i giovani. Una sensibilità che potrà rivelarsi preziosa anche nella nuova esperienza nel rugby femminile.”
“Conosco le caratteristiche di quel movimento e credo che Stefano sia la persona giusta per affrontare questo progetto. Lavorare con una squadra femminile adulta richiede competenza, capacità di ripartire dai concetti fondamentali e attenzione verso percorsi sportivi differenti. Sono qualità che Stefano possiede.”
Il Vicepresidente Giovanni Lorenzi ha invece rimarcato come il rapporto con il coach fosse nato prima dell’esperienza con il Mantova Rugby. “Otto anni fa lavorammo per portarlo a Mantova, con l’obiettivo di inserire una figura capace di guidare la prima squadra, contribuire alla crescita dell’area tecnica e offrire alla società un punto di vista differente”. Per una società come la nostra – continua Lorenzi – sono fondamentali le persone capaci di lavorare in categorie diverse e di mettere a disposizione il proprio bagaglio. Stefano ha operato con la prima squadra e con le giovanili, per poi ricoprire anche i ruoli di assistant coach e team manager. Ha sempre contribuito con la propria conoscenza del gioco e con la capacità di mantenere rapporti positivi tra giocatori, allenatori e dirigenti.”
Ancora una volta viene rimarcato il lavoro svolto con i ragazzi del settore giovanile. “Stefano ha dato opportunità a tanti ragazzi e lascia il club nel modo migliore, con diversi giocatori allenati nel settore giovanile diventati oggi parte della prima squadra. Ha inoltre contribuito alla costruzione del gruppo di rugby Seven, formato da ragazzi che credono fortemente nel Mantova Rugby e continuano a mettersi a disposizione della società. Stefano – sottolinea il vicepresidente – è una persona schiva, che ha fatto tante cose senza sentire il bisogno di raccontarle o pubblicizzarle. Il suo contributo non può essere misurato soltanto attraverso vittorie e risultati, ma attraverso la crescita dei ragazzi e tutto ciò che è riuscito a lasciare nel tempo.
“Comprendo la sua necessità di trovare nuovi stimoli – conclude Lorenzi – Mi auguro che questa esperienza gli permetta di ritrovare entusiasmo e vivere nuove soddisfazioni. Gli auguriamo ogni successo per la nuova avventura”.
In chiusura Giop rivolge un ultimo augurio al Mantova Rugby: “Auguro alla società di raggiungere al più presto quella Serie B sfiorata negli ultimi anni. Il percorso intrapreso è quello giusto. Continuando a lavorare e aggiungendo una spinta ulteriore, i risultati arriveranno”.


















