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	<title>nadia santini &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Addio a Nadia Santini, signora delle tre stelle Michelin: portò Mantova nel mondo</title>
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				<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 12:46:21 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>CANNETO SULL&#8217;OGLIO &#8211; Cordoglio in tutta la comunità mantovana per la scomparsa  <strong>all&#8217;età di 72 anni Nadia Santini, anima dello storico ristorante Dal Pescatore di Runate di Canneto sull&#8217;Oglio, prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin e protagonista di una straordinaria storia di successo che ha portato la cucina mantovana ai vertici della gastronomia internazionale.</strong><br />
Una notizia che suscita profondo cordoglio non soltanto nel Mantovano, ma anche tra quanti, in Italia e all&#8217;estero, hanno conosciuto e apprezzato il suo talento, la sua sensibilità e il suo modo di intendere la ristorazione, fatto di<strong> qualità, accoglienza e rispetto della tradizione.<br />
</strong>A dare l&#8217;annuncio della scomparsa della chef, che combatteva da molti anni contro la malattia, è stata la famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social, parole che raccontano soprattutto la donna, la moglie e la madre, prima ancora della grande chef.<br />
«<strong>Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo</strong>. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla sensibilità, all&#8217;empatia e all&#8217;amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all&#8217;etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, grazie Mamma».</p>
<h4><strong>Dall&#8217;incontro con Antonio alla nascita di un&#8217;eccellenza mondiale</strong></h4>
<p>Nata nel Vicentino nel 1954, <strong>Nadia Cavaliere, questo il suo cognome da nubile, aveva conosciuto Antonio Santini durante gli anni degli studi universitari in Scienze Politiche</strong>. Un incontro destinato a cambiare la vita di entrambi. <strong>Nel 1974 il matrimonio e l&#8217;ingresso di Nadia nell&#8217;attività di famiglia, il ristorante di Runate che affondava le proprie radici nel 1925</strong>, quando Antonio Santini e la moglie Teresa Mazzi avevano aperto una piccola osteria chiamata <strong>Vino e Pesce.<br />
</strong><img class="size-medium wp-image-723580 alignleft" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/10/Ristorante-Dal-Pwscatore-Canneto-sullOglio-300x159.png" alt="" width="300" height="159" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/10/Ristorante-Dal-Pwscatore-Canneto-sullOglio-300x159.png 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/10/Ristorante-Dal-Pwscatore-Canneto-sullOglio-768x408.png 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/10/Ristorante-Dal-Pwscatore-Canneto-sullOglio-696x369.png 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/10/Ristorante-Dal-Pwscatore-Canneto-sullOglio-791x420.png 791w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/10/Ristorante-Dal-Pwscatore-Canneto-sullOglio.png 991w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nadia non aveva frequentato scuole di cucina. La sua formazione era avvenuta direttamente ai fornelli, accanto alla suocera Bruna e alla nonna Teresa, custodi delle ricette e delle tradizioni gastronomiche di famiglia. Da loro aveva imparato i segreti delle preparazioni mantovane, sviluppando progressivamente<strong> uno stile personale capace di coniugare i sapori della memoria con una ricerca continua della qualità.<br />
</strong>Fondamentale fu anche il viaggio di nozze in Francia con Antonio, durante il quale i due giovani sposi entrarono in contatto con la grande<strong> ristorazione francese.</strong> Un&#8217;esperienza che contribuì a delineare il futuro del <strong>Dal Pescatore, trasformato negli anni da osteria di campagna in una delle destinazioni gastronomiche più apprezzate al mondo.</strong></p>
<h4><strong>Le tre stelle Michelin e il titolo di migliore chef donna del mondo</strong></h4>
<p>La consacrazione arrivò attraverso un percorso costruito con pazienza e dedizione. Nel 1982 il Dal Pescatore conquistò la prima stella Michelin, alla quale seguì la seconda, fino al traguardo del <strong>1996, quando arrivò la terza stella e Nadia Santini divenne la prima donna italiana a ottenere il massimo riconoscimento della prestigiosa guida gastronomica</strong>. <img class=" wp-image-725781 alignright" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore-300x234.jpg" alt="" width="285" height="222" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore-300x234.jpg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore-768x598.jpg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore-1024x797.jpg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore-696x542.jpg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore-1068x832.jpg 1068w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore-539x420.jpg 539w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/riconoscimenti-dal-pescatore.jpg 1536w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /><strong>Da allora il ristorante ha mantenuto ininterrottamente le tre stelle, diventando il tristellato più longevo d&#8217;Italia</strong> e un punto di riferimento per generazioni di cuochi e appassionati.<br />
Nel 2013 arrivò un altro riconoscimento di assoluto prestigio: Nadia venne proclamata <strong>migliore chef donna del mondo nell&#8217;ambito dei World&#8217;s 50 Best Restaurants</strong>, un premio che ne confermò la statura internazionale. Eppure, nonostante i successi, aveva continuato a <strong>considerare il Dal Pescatore prima di tutto una casa, nella quale il lavoro e la vita familiare si intrecciavano quotidianamente.</strong></p>
<h4><strong>Una cucina capace di raccontare il territorio mantovano</strong></h4>
<p><strong>La grandezza di Nadia Santini è stata anche quella di avere saputo valorizzare la tradizione gastronomica mantovana</strong>, portandola sulle tavole più prestigiose senza snaturarne l&#8217;identità. <strong>La pasta fresca, i tortelli di zucca, gli agnolini in brodo, i risotti e le preparazioni a base di pesce d&#8217;acqua dolce</strong> sono diventati, grazie al suo lavoro, espressione di una cucina raffinata ma profondamente legata alle proprie origini.<br />
<img class=" wp-image-460759 alignright" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-300x207.jpg" alt="" width="272" height="188" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-300x207.jpg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-768x531.jpg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-1024x708.jpg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-100x70.jpg 100w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-218x150.jpg 218w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-696x481.jpg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-1068x738.jpg 1068w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca-608x420.jpg 608w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/09/I-Tortelli-di-zucca.jpg 1168w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" />Una filosofia nella quale il gusto veniva prima dell&#8217;apparenza e <strong>ogni piatto doveva raccontare qualcosa, evocare un ricordo, trasmettere un&#8217;emozione.<br />
</strong>Il suo talento aveva conquistato anche grandi nomi della cucina internazionale, tra cui <strong>Gordon Ramsay,</strong> rimasto particolarmente colpito dalla qualità delle sue paste ripiene. Nel corso degli anni il ristorante è diventato <strong>meta di personalità dello spettacolo, della cultura e della gastronomia, mantenendo però il carattere familiare che lo ha sempre contraddistinto.</strong></p>
<h4><strong>La famiglia, il cuore del Dal Pescatore</strong></h4>
<p><strong>Accanto a Nadia, in questo lungo percorso, c&#8217;è sempre stato il marito Antonio,</strong> figura fondamentale nell&#8217;accoglienza e nella gestione del ristorante. Una collaborazione professionale e personale durata oltre mezzo secolo, nella quale ciascuno ha contribuito a costruire l&#8217;identità di un locale diventato famoso in tutto il mondo.<br />
<strong><img class=" wp-image-725780 alignleft" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/11/Famiglia-Santini-2-300x168.png" alt="" width="289" height="162" />Con il passare degli anni sono entrati nell&#8217;attività anche i figli Giovanni e Alberto.</strong> Il primo ha affiancato la madre in cucina, raccogliendone progressivamente l&#8217;eredità gastronomica, mentre il secondo si è dedicato alla sala e al mondo del vino. A loro si è aggiunta<strong> Valentina,</strong> moglie di Giovanni, contribuendo a mantenere viva quella dimensione familiare che ha sempre rappresentato uno dei punti di forza del ristorante.<br />
Una continuità che si è tradotta anche in nuove iniziative, come <strong>Cascina Runate, l&#8217;azienda agricola nata per rafforzare ulteriormente il rapporto tra la cucina del Dal Pescatore e la terra dalla quale provengono i suoi ingredienti.</strong></p>
<h4><strong>Il recente riconoscimento del Gambero Rosso</strong></h4>
<p>Soltanto pochi giorni fa, il 26 ottobre, il nome del Dal Pescatore era tornato alla ribalta nazionale grazie a un prestigioso riconoscimento del Gambero Rosso. In occasione della presentazione della guida <strong>Ristoranti d&#8217;Italia 2027</strong>, <a href="https://mantovauno.it/cultura-e-spettacolo/dal-pescatore-tra-i-ristoranti-che-hanno-fatto-la-storia-premio-del-gambero-rosso/"><strong>il locale della famiglia Santini era stato premiato tra i tre ristoranti che hanno fatto la storia della cucina italiana</strong>,</a> insieme all&#8217;Enoteca Pinchiorri di Firenze e al Don Alfonso 1890 di Massa Lubrense. Un riconoscimento assegnato a tre insegne presenti nella guida fin dalla sua prima edizione, nel 1990, e capaci di attraversare i decenni mantenendo elevatissimi standard gastronomici e un&#8217;identità riconoscibile. Un ulteriore tributo alla straordinaria vicenda professionale della famiglia Santini, che nel 2025 aveva celebrato il secolo di storia iniziato nel 1925.<br />
Con la scomparsa di Nadia Santini se ne va una protagonista assoluta della cucina italiana, una donna che ha saputo trasformare la passione per i fornelli in un&#8217;eccellenza conosciuta in tutto il mondo. <strong>Rimangono i riconoscimenti, le ricette, il lavoro di una vita e soprattutto l&#8217;eredità umana e professionale affidata alla famiglia e alle nuove generazioni</strong>. Un&#8217;eredità che trova forse la sua espressione più autentica proprio nelle parole scelte dai suoi cari per salutarla:<strong> sensibilità, empatia, amore, rigore morale e semplicità.</strong></p>
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