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	<title>sgombero &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Verona, esplosione durante sgombero: morti tre carabinieri, 25 feriti. Fermati i responsabili. Il lutto del Paese</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/verona-esplosione-durante-sgombero-morti-tre-carabinieri-13-feriti-fermati-due-fratelli/</link>
				<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 06:20:07 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p class="art-text"><span id="U112313132617DbD">Tre carabinieri sono morti nell&#8217;esplosione avvenuta oggi durante uno sgombero in una casa rurale del comune di Castel d&#8217;Azzano </span>(Verona) nel corso delle prime ore del mattino. L&#8217;esplosione ha provocato il crollo della struttura. Lo sgombero era stato programmato da giorni dopo vari tentativi negli ultimi anni mai andati a buon fine, anzi con precedenti minacce di farsi saltare in aria. Così sono stati fatti arrivare sul posto carabinieri dei Reparti speciali e agenti dell&#8217;Uopi, specializzati in azione antiterrorismo. La casa era però già satura di gas e l&#8217;esplosione è stata innescata all&#8217;apertura della porta d&#8217;ingresso, che ha investito le forze dell&#8217;ordine e i vigili del fuoco che stavano facendo irruzione. L&#8217;intero casolare, di due piani, è crollato travolgendo i militari e gli agenti. Sul posto erano presenti anche i vigili del fuoco che sono intervenuti immediatamente, ma per i tre carabinieri non c&#8217;è stato nulla da fare. Nella casa colonica sono state rinvenute bombole di gas e quel che resta di molotov. I vigili del fuoco hanno recuperato cinque bombole che erano state collocate in più stanze della casa. I 25 feriti sono stati trasportati dal Suem 118 agli ospedali del territorio della provincia di Verona.Il bilancio è dell&#8217;Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Nell&#8217;esplosione sono rimasti feriti almeno 13 carabinieri, tre poliziotti e un vigile del fuoco, tutti ricoverati nei vari ospedali della provincia scaligera, per ustioni e ferite ma non in pericolo di vita. Al polo di Borgo Trento, secondo quanto ha riferito il direttore del pronto soccorso Ciro Paolillo, sono giunti nove pazienti, dei quali tre ricoverati in terapia intensiva al Centro ustionati e altri sei che sono stati medicati per ustioni al volto, al collo e per contusioni varie, poi dimessi in mattinata con prognosi tra i 21 e i 30 giorni. Nell&#8217;altro ospedale di Borgo Roma otto pazienti sono giunti in pronto soccorso tra lesioni minori, contusioni varie e in mattinata anche loro sono stati dimessi. Dei tre pazienti in terapia intensiva due sono intubati e seguiti dai medici di Chirurgia plastica e della rianimazione; per loro la prognosi è ancora riservata.</p>
<div class="videoWrapper1"><strong>FERMATI I TRE FRATELLI CHE OCCUPAVANO LO STABILE: ECCO CHI SONO</strong></div>
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<p id="" class="art-text">Un uomo e una donna, fratello e sorella, che occupavano il casolare dove si è verificata l&#8217;esplosione, sono stati fermati nell&#8217;immediatezza: si tratta di Dino Ramponi, 63 anni e Maria Luisa Ramponi, 59 anni. Nella casa con loro abitava anche un terzo fratello, in un primo momento irreperibile e poi catturato. Sono tutti italiani: si tratta di Franco Ramponi, 65enne, allontanatosi dopo l’esplosione, che è stato rintracciato dai militari del Nucleo Investigativo in una campagna di sua proprietà ed è stato fermato, senza opporre resistenza.</p>
<p><strong>UN OCCUPANTE DEL CASOLARE SI COSPARSE DI BENZINA NEL 2004 PER EVITARE LO SGOMBERO</strong></p>
<p>A quanto si apprende, uno dei tre occupanti del casolare nel veronese, dove oggi si è verificata l&#8217;esplosione in cui sono morti tre carabinieri, già nel 2024, in occasione del precedente sgombero, si era cosparso di benzina per evitare le operazioni delle Forze dell’Ordine.</p>
<p><strong>LA PROCURA PROCEDE PER OMICIDIO PREMEDETIATO, SI VALUTA IL REATO DI STRAGE</strong></p>
<p>La Procura di Verona guidata da Raffaele Tito procederà per omicidio volontario premeditato, &#8211; mentre “ci sono alcuni aspetti da valutare” per contestare la strage &#8211; nei confronti dei tre fratelli, tra cui una donna, sospettati di aver innescato l’esplosione in cui hanno perso la vita tre carabinieri e diverse persone sono rimaste ferite.</p>
<p><strong>CHI ERANO I TRE CARABINIERI MORTI </strong></p>
<p>I carabinieri morti erano il Luogotenente Carica Speciale <strong>Marco Piffari</strong>, 56 anni, Comandante della Sos del 4° battaglione Veneto; il Brigadiere Capo Qualifica Speciale <strong>Valerio Daprà</strong>, anche lui 56enne, e il Carabiniere Scelto <strong>Davide Bernardello</strong>, 36enne. Gli ultimi due prestavano servizio a Padova, mentre l&#8217;altro a Mestre. Lo riferisce il <strong>sindacato Sim Carabinieri </strong>che &#8220;esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa dei tre colleghi dell&#8217;Arma dei Carabinieri</p>
<p><strong>PIANTEDOSI: “BILANCIO TRAGICO”</strong></p>
<p id="" class="art-text">&#8220;È un bilancio molto doloroso, drammatico e tragico. Era un&#8217;operazione congiunta di polizia e, nel corso di quest&#8217;operazione, nel momento dell&#8217;accesso forzoso fatto all&#8217;interno di questo appartamento, i testimoni raccontano che <span id="U112313132617aVE">è stato subito percepibile l&#8217;odore del gas e qualche istante dopo c&#8217;è stata la deflagrazione</span>&#8220;, ha detto il ministro dell&#8217;Interno Matteo Piantedosi alla trasmissione &#8216;Uno mattina news&#8217;, con immagini esclusive del Tg1 sull&#8217;esplosione avvenuta a Castel d&#8217;Azzano. Un episodio come questo, ha aggiunto il ministro, &#8220;segna la difficoltà di questo lavoro, la complessità, la potenziale pericolosità che dietro ogni operazione di questo tipo si nasconde: perché talvolta si fanno delle operazioni che celano poi queste insidie. È probabile che qualcuno all&#8217;interno abbia attivato una bombola del gas, e si è creato il presupposto per la deflagrazione&#8221;.</p>
<p><strong>IL COMANDANTE GENERALE DELL&#8217;ARMA LUONGO: &#8220;HANNO SACRIFICATO LA VITA PER LA NOSTRA MISSIONE&#8221;</strong></p>
<p id="" class="art-text">&#8216;Purtroppo come ben sapete è successa una tragedia: abbiamo perso tre colleghi che durante un&#8217;attività di servizio, nell&#8217;adempimento del loro dovere, hanno sacrificato la vita per fare in modo che la nostra missione istituzionale venga portata a termine&#8221;. Così il <strong>comandante generale dell&#8217;Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo,</strong> che questa mattina nella sede del comando generale ha riunito tutto il personale per ricordare i tre carabinieri morti nel crollo del casolare durante uno sgombero. &#8221;Ho voluto condividere con voi questo momento di forte dolore e vi assicuro anche di forte emozione &#8211; ha aggiunto &#8211; Adesso ci stringiamo insieme a tutta la famiglia dell&#8217;Arma intorno ai familiari di questi nostri colleghi. E&#8217; nostro dovere sostenerli, è nostro dovere continuare a fare in modo che il loro sacrificio non sia vano. Ecco perché chiedo di formulare un momento di raccoglimento per i nostri colleghi. A loro dobbiamo tanto, a loro dobbiamo il modo con cui assolviamo alla nostra missione. Grazie a tutti voi per essere qui con me a condividere questo dolore&#8221;.</p>
<div class="cento">
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<p>&#8220;Siamo vicini, con commozione e rispetto, alle famiglie dei militari deceduti, ai colleghi feriti &#8211; ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione &#8211; e a tutti coloro che in queste ore stanno operando tra le macerie con il consueto coraggio e spirito di servizio. È un giorno di lutto e dolore profondo per tutta l&#8217;Arma e per chi, come noi, ne rappresenta ogni singolo appartenente&#8221;  riferisce il <strong>sindacato Sim Carabinieri </strong>che &#8220;esprime il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa dei tre colleghi dell&#8217;Arma dei Carabinieri.<br />
&#8220;Di fronte a una simile tragedia, non è il momento delle polemiche né delle strumentalizzazioni, ma del silenzio, del rispetto e della vicinanza concreta. Nel ricordo rimangono tre Carabinieri valorosi, solari e sempre disponibili. Stimati e amati dai colleghi dove prestavano servizio e dalle comunità, hanno onorato l&#8217;uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all&#8217;estremo sacrificio&#8221;, si spiega in una nota.  &#8220;Il dolore per la perdita dei nostri tre colleghi – dichiara <strong>Antonio Serpi</strong>, Segretario Generale SIM Carabinieri &#8211; è profondo e colpisce tutta la famiglia dell&#8217;Arma. A nome del SIM Carabinieri esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie e un augurio di pronta guarigione ai colleghi feriti. In momenti come questo, il nostro dovere come Sindacato è essere presenti, offrendo sostegno reale e tutela concreta. Il SIM Carabinieri si mette a completa disposizione dei familiari e dei colleghi coinvolti, offrendo ogni supporto attraverso le proprie strutture territoriali e i Dipartimenti competenti. Oggi l&#8217;Italia perde tre servitori dello Stato. Il loro sacrificio non sarà dimenticato&#8221;.</p>
<p><strong>FUNERALI DI STATO </strong></p>
<p>La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto al Consiglio dei ministri di rispettare un minuto di silenzio in memoria e in onore dei tre carabinieri deceduti nell&#8217;esplosione di oggi a Castel D&#8217;Azzano. Inoltre, per le tre vittime sono stati deliberati i funerali di Stato e sarà dichiarato il lutto nazionale nelle giornate di oggi e nel giorno delle esequie. &#8220;Ci saranno funerali di Stato, tornerò per i funerali di Stato e a visitare i feriti&#8221;. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, all&#8217;uscita dall&#8217;ospedale di Borgo Trento a Verona dove ha visitato alcuni dei feriti nell&#8217;esplosione di Castel d&#8217;Azzano.</p>
<p>VEDI ANCHE: <a href="https://mantovauno.it/cronaca/esplosione-nel-veronese-mattarella-sconcerto-e-profondo-dolore/"><br />
&#8211; Esplosione nel Veronese, Mattarella “Sconcerto e profondo dolore”<br />
&#8211; </a><a href="https://mantovauno.it/cronaca/esplosione-nel-veronese-meloni-profondo-dolore/">Esplosione nel Veronese, Meloni “Profondo dolore”</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rave di Valdaro, denunciati gli organizzatori. Fogli di via per i partecipanti</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/rave-di-valdaro-denunciati-gli-organizzatori-fogli-di-via-per-i-partecipanti/</link>
				<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 08:09:49 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Scattano le denunce per gli organizzatori del rave party abusivo dello scorso weekend a Valdaro (quattro o cinque persone, tra le quali ci sarebbe un mantovano) per occupazione abusiva del capannone dismesso tra via Migliavacca e via Antonini. In corso gli approfondimenti della Digos. Il personale della Questura è al lavoro per identificare [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Scattano le denunce per gli organizzatori del <a href="https://mantovauno.it/cronaca/rave-party-abusivo-con-duecento-giovani-a-valdaro-intervengono-le-forze-dellordine/">rave party abusivo dello scorso weekend a Valdaro</a> (quattro o cinque persone, tra le quali ci sarebbe un mantovano) per occupazione abusiva del capannone dismesso tra via Migliavacca e via Antonini. In corso gli approfondimenti della Digos.</p>
<p>Il personale della Questura è al lavoro per identificare i circa 200 giovani partecipanti (la stragrande maggioranza ventenni provenienti da tutto il nord Italia e da Germania, Francia e Austria), tra coloro che sono stati trovati nel capannone durante il blitz delle forze dell&#8217;ordine e quelli che stazionavano nei dintorni. Al vaglio anche le targhe di camper e auto parcheggiate nella zona. Nelle prossime ore il Questore <strong>Annarita Santantonio</strong>, firmerà laddove ricorreranno gli estremi, dei fogli di via, mano a mano che verranno accertate le identità, valutando ogni singola posizione.</p>
<p>Una festa abusiva che avrebbe dovuto coinvolgere circa 2.000 persone, ma che è stata bloccata proprio grazie al lavoro in sinergia della Questura e delle altre forze dell&#8217;ordine, che hanno garantito uno sgombero ordinato e senza uso della forza. L&#8217;allarme era partito alle 23 di venerdì, quando i carabinieri di Bozzolo hanno intercettato in stazione una quarantina di ragazzi che cercavano il pullman per arrivare a Mantova per recarsi ad una festa.</p>
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		<title>Viadana, bomba sul Po rara e intoccabile per 6 giorni: alto rischio d&#8217;esplosione. Sarà disinnescata lunedì</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/viadana-bomba-sul-po-rara-e-intoccabile-per-6-giorni-alto-rischio-desplosione-sara-disinnescata-lunedi/</link>
				<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:11:25 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>VIADANA &#8211; E&#8217; una bomba americana della Seconda guerra mondiale di oltre 500 libbre con un meccanismo di attivazione particolare. <strong>Un ordigno raro reputato ben più pericoloso in caso di esplosione rispetto ai tanti lanciati dai bombardieri dell&#8217;esercito Alleato sul fiume Po, molti dei quali sono rimasti inesplosi.</strong> Nasce da qui l&#8217;esigenza dello <strong>sgombero immediato</strong> che la scorsa notte <a href="https://mantovauno.it/cronaca/bomba-a-viadana-residenti-disperati-fuori-casa-a-ridosso-del-natale/">ha portato 350 cittadini viadanesi del quartiere San Martino ad essere svegliati tra le 3 e le 4 del mattino dai carabinieri con l&#8217;ordine di lasciare immediatamente le proprie case.</a></p>
<p>Dopo le riunioni di emergenza tenutesi ieri sera, questa mattina il Prefetto di Mantova, dott. <strong>Roberto Bolognesi,</strong> ha presieduto presso il Comune di Viadana una riunione tecnico operativa concernente <a href="https://mantovauno.it/cronaca/bomba-della-seconda-guerra-mondiale-ritrovata-in-golena-a-viadana-evacuati-350-residenti/">appunto il rinvenimento, in zona arginale di competenza del limitrofo comune di Brescello (RE) ma vicino all&#8217;abitato di Viadana,</a> della bomba risalente alla Seconda Guerra mondiale in buono stato di conservazione e ancora dotato di spoletta.</p>
<p>Alla riunione hanno preso parte i vertici delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, il Comandante del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza,  nonché i rappresentanti della Regione, della Provincia, di A.I.Po e della Prefettura di Reggio Emilia, territorialmente competente per le successive operazioni di bonifica dell’ordigno. D<strong>agli approfondimenti svolti è risultato che permane la necessità, su indicazione del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, di mantenere, in via precauzionale, una distanza di sicurezza dall’ordigno – che per le sue caratteristiche risulta attualmente intoccabile e irremovibile &#8211;  pari a 826 metri sul piano orizzontale e 627 metri sul piano verticale.</strong></p>
<p><strong>Tale perimetro di sicurezza dovrà essere mantenuto  per le prossime 144 ore,</strong> decorrenti dalle ore 10.00 di ieri 17 dicembre, <strong>prima che si possano avviare le operazioni di inertizzazione del manufatto,</strong> che saranno definite nell’ambito di apposite riunioni che si terranno presso la Prefettura di Reggio Emilia. Pertanto, <strong>rimangono vigenti le disposizioni emesse, già nella serata di ieri, dal Sindaco di Viadana, Nicola Cavatorta, relative all’evacuazione delle persone dalle abitazioni.</strong></p>
<p>E&#8217; stata anche <strong>confermata la temporanea chiusura di tutte le attività produttive ricadenti nella medesima area nonché l’interdizione delle strade provinciali e comunali interessate con conseguente deviazione del traffico veicolare su percorsi stradali alternativi,</strong> di cui è stata data informazione all’AREU 118, per quanto di competenza. Le Forze di Polizia hanno predisposto un servizio di vigilanza del territorio a garanzia dell’ottemperanza delle prescrizioni di evacuazione dell’area e a<strong> prevenzione di eventuali episodi di sciacallaggio.</strong></p>
<p>La Prefettura di Reggio Emilia ha comunicato che, parallelamente, ha richiesto l’emissione di un divieto di sorvolo dell’area (NOTAM) e all’AIPO di predisporre il divieto di navigazione del Po nel bacino di competenza del comune di Brescello. In conclusione della riunione, il Prefetto ha sottolineato come tutto quanto predisposto attenga a <strong>profili di massima cautela, doverosa in relazione a quanto appreso dalle Autorità militari circa le caratteristiche dell’ordigno e il suo stato di conservazione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Suzzara, caseggiato trasformato in rifugio per senza tetto: presto lo sgombero</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/suzzara-caseggiato-trasformato-in-rifugio-per-senza-tetto-presto-lo-sgombero/</link>
				<pubDate>Tue, 10 Dec 2024 12:26:04 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>SUZZARA &#8211; Un caseggiato, un tempo adibito a magazzino e spogliatoio, situato nell&#8217;area verde di via Verga a Suzzara, nei pressi dei condomini costruiti negli anni &#8217;70, è stato trasformato in dormitorio per senza tetto. La porta in lamiera che chiude la struttura è stata forzata e piegata. All&#8217;interno è stato allestito una sorta di [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>SUZZARA &#8211; Un caseggiato, un tempo adibito a magazzino e spogliatoio, situato nell&#8217;area verde di via Verga a Suzzara, nei pressi dei condomini costruiti negli anni &#8217;70, è stato trasformato in dormitorio per senza tetto.<br />
La porta in lamiera che chiude la struttura è stata forzata e piegata. All&#8217;interno è stato allestito una sorta di rifugio per riparasi dal freddo. Ricevuta la segnalazione dai residenti del posto, il sindaco Alessandro Guastalli ha subito allertato la Polizia Locale che a breve procederà allo sgombero del ripostiglio oltre a riparare la porta d&#8217;ingresso. La settimana scorsa, gli agenti di Polizia locale, in accordo col proprietario, hanno provveduto invece a liberare una stanza dell&#8217;ex Hotel Garden di via Ippolito Nievo, che dal 2015, era stato utilizzato per ospitare immigrati. Nei quattro anni successivi erano stati accolti 600 profughi. Nel marzo del 2019, dopo il decreto Salvini, serrande chiuse per sempre.</p>
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		<title>Era diventato bivacco per i clandestini: sgomberato l&#8217;ex Punto 035 di Ostiglia</title>
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				<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 12:56:48 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>OSTIGLIA &#8211; Negli ultimi tempi era diventato un bivacco per senzatetto e clandestini, ora c&#8217;è stato lo sgombero dell&#8217;ex Punto 035 di Ostiglia, anche in relazione ai fatti di cronaca avvenuti nelle scorse settimane poco lontano. Nel locale erano 5 gli uomini, tutti di origini nordafricane, già noti alle forze dell&#8217;ordine, che avevano eletto la [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>OSTIGLIA &#8211; Negli ultimi tempi era diventato un bivacco per senzatetto e clandestini, ora c&#8217;è stato lo sgombero dell&#8217;ex Punto 035 di Ostiglia, anche in relazione ai fatti di cronaca avvenuti nelle scorse settimane poco lontano. Nel locale erano 5 gli uomini, tutti di origini nordafricane, già noti alle forze dell&#8217;ordine, che avevano eletto la struttura a loro punto d&#8217;appoggio. A effettuare lo sgombero i carabinieri (che stanno svolgendo le dovute indagini, sulle quali c&#8217;è lo stretto riserbo) e la polizia locale ostigliese. In zona, un paio di settimane fa, era avvenuta una rissa che aveva visto coinvolti un 46enne e un 31enne. Sempre nella stessa nottata, un 35enne era stato trovato gravemente ferito a pochi passi dalla caserma dei carabinieri.</p>
<p>Ora l&#8217;ex punto 035 verrà rimesso in sicurezza e l&#8217;amministrazione comunale ha intenzione di affidarlo, in prospettiva, ad un&#8217;associazione giovanile perché torni ad essere utilizzato e frequentato dalla cittadinanza.</p>
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		<title>Sgomberata con la forza a Montanara una villa confiscata alla mafia</title>
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				<pubDate>Fri, 25 Nov 2022 14:35:16 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; Sgombero forzoso stamani a Montanara di una villa confiscata alla mafia. L&#8217;immobile, in gestione all&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), è ubicato in un&#8217;area residenziale ed appartiene a un imprenditore condannato nel processo Pesci sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Mantovano. Lo sgombero ha [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; Sgombero forzoso stamani a Montanara di una villa confiscata alla mafia. L&#8217;immobile, in gestione all&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), è ubicato in un&#8217;area residenziale ed appartiene a un imprenditore condannato nel processo Pesci sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nel Mantovano.</p>
<p>Lo sgombero ha richiesto l&#8217;azione di coordinamento della Prefettura e l’intervento delle Forze di Polizia, a fronte del rifiuto degli occupanti &#8211; senza ormai alcun titolo a permanere &#8211; all&#8217;abbandono spontaneo dell’immobile. Si tratta di un nucleo familiare molto conosciuto in paese con tre figli, di cui due minori. Nei confronti degli occupanti, il Tribunale di Brescia ha disposto la confisca del bene, confermata in tutti i gradi di giudizio. Sarà il comune ad occuparsi di eventuali bisogni alloggiativi temporanei.</p>
<p>Il Prefetto di Mantova Gerlando Iorio, dopo attento approfondimento in sede di Comitato Provinciale per l&#8217;Ordine e la Sicurezza Pubblica e nell’ambito di un&#8217;apposita riunione di coordinamento con il Questore, i vertici provinciali delle Forze di Polizia, i rappresentanti dell’ANBSC e del Comune di Curtatone, onde evitare eventuali gravi pregiudizi a persone in potenziale condizione di vulnerabilità, ha disposto l’impiego della forza pubblica per l’intervento di recupero definivo dell&#8217;immobile.</p>
<p>La sinergia inter-istituzionale, che ha coinvolto anche il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e l&#8217;Agenzia territoriale di emergenza-urgenza, ha consentito di condurre a compimento le attività in piena sicurezza, senza alcuna criticità.</p>
<p>Il Prefetto di Mantova, nel ringraziare il Questore per l&#8217;attenta pianificazione operativa condotta in sede di tavolo tecnico, le Forze di Polizia, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, l&#8217;Amministrazione comunale di Curtatone e tutti gli altri attori coinvolti nell&#8217;operazione per il supporto fornito all’ ANBSC, ha espresso piena soddisfazione per il ripristino delle condizioni di legalità che consentiranno di adibire l&#8217;immobile, esperite le ultime formalità della procedura di destinazione, a fini di utilità sociale, così come stabilito dall&#8217;ordinamento.</p>
<p>In questa prospettiva sono in corso interlocuzioni con il Sindaco del comune di Curtatone per la predisposizione condivisa di progettualità di rilevanza sociale da perseguire con la necessaria rapidità per non vanificare, tra l’altro, gli sforzi compiuti per recuperare e sottrarre l’immobile alla criminalità organizzata.</p>
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