Il fronte degli sconti sui carburanti potrebbe allargarsi ancora. Dopo Eni, Ip e Q8, anche Tamoil sarebbe vicina all’adesione al calmiere, attraverso interlocuzioni tra Palazzo Chigi e il governo libico. Una prospettiva che potrebbe estendere i benefici per gli automobilisti, ma che resta legata all’esito delle trattative: la partecipazione della compagnia non va ancora considerata operativa. Intanto, le iniziative già annunciate hanno contribuito alla discesa dei prezzi, alimentando però le proteste dei distributori indipendenti. Al centro della contestazione c’è il divario tra le condizioni praticate dalle grandi compagnie alla pompa e i costi sostenuti dagli operatori che acquistano carburante all’ingrosso.
Eni, Ip e Q8: tetti con modalità diverse
Eni ha fissato dal 28 settembre un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, per una durata iniziale di trenta giorni, eventualmente prorogabile fino a fine anno. Ip ha adottato gli stessi valori, con un’applicazione progressiva sulla propria rete. Da oggi, primo ottobre, parte anche il calmiere di Q8, previsto per trenta giorni. La compagnia ha scelto però una formula modulare, che tiene conto delle diverse condizioni degli impianti e della sostenibilità economica di gestori e partner. Non è stato quindi indicato un unico tetto nazionale equivalente a quello di Eni: gli sconti possono variare tra i distributori.
Le pompe bianche denunciano margini sotto pressione
Secondo Fegica, Eni, Ip e Q8 rappresentano complessivamente circa il 55% del mercato italiano. La loro presenza lungo la filiera permette di intervenire sui prezzi finali con possibilità diverse rispetto alle cosiddette “pompe bianche”, i distributori senza il marchio delle grandi compagnie. L’associazione denuncia che l’aumento delle vendite nelle reti coinvolte negli sconti riduce la disponibilità di prodotto all’ingrosso. Gli indipendenti si trovano così ad acquistare carburante a condizioni che rendono difficile competere, con margini sempre più ridotti. Una criticità che i rappresentanti dei gestori attribuiscono a un calmiere affidato alle decisioni dei singoli operatori.
La richiesta di regole pubbliche e il caso della pesca
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha richiamato produttori e operatori della filiera al senso di responsabilità. Nel frattempo, i dati del Mimit riferiti al 30 settembre hanno registrato medie nazionali al self service di 2,111 euro per la benzina e 2,316 per il gasolio, ancora superiori ai tetti applicati da Eni. Fegica e Faib-Confesercenti hanno presentato in Senato una proposta per introdurre un tetto regolato dallo Stato, chiedendo criteri comuni capaci di tutelare i consumatori e garantire condizioni eque agli operatori. Resta inoltre escluso dagli sconti alla pompa il circuito di approvvigionamento dedicato a settori come pesca, agricoltura e autotrasporto. A Porto Empedocle i pescatori hanno annunciato per oggi lo stop alle uscite in mare: il costo del gasolio, denunciano, rende insostenibile continuare a lavorare


















