Settecento milioni di euro di valore, una crescita del 20,9% e 121 milioni in più in un anno: Mantova è uno dei simboli dello sviluppo della Dop economy lombarda, con il maggiore incremento assoluto tra le province italiane ai vertici della graduatoria. Insieme a Brescia, che supera il miliardo di euro, il territorio mantovano concentra circa il 59% del valore delle produzioni Dop e Igp della Lombardia.
Numeri che danno la misura della posta in gioco e che fanno da cornice alle due giornate del 15 e 16 ottobre, quando Mantova diventerà la capitale europea delle Dop e Igp. Al centro del programma ci sarà l’Assemblea generale di Arepo, l’Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine, ospitata da Regione Lombardia.
In questa occasione sarà presentata e sottoscritta la Dichiarazione di Mantova, il documento con cui le Regioni indicheranno alla Commissione europea le priorità da inserire nel Piano d’Azione sulle Indicazioni Geografiche previsto per il 2027.
Il peso delle produzioni certificate emerge anche dai dati regionali: nel 2024 la Dop economy lombarda ha raggiunto 2,9 miliardi di euro, con un aumento del 13,1% in un anno, rappresentando circa il 16% del sistema agroalimentare regionale e il 14% del valore nazionale delle Indicazioni Geografiche. La Lombardia conta 8.188 operatori e 75 prodotti Dop, Igp e Stg.
A livello nazionale, secondo il Rapporto Ismea-Qualivita, nel 2024 la Dop economy ha raggiunto 20,7 miliardi di euro, in crescita del 3,5%, mentre l’export ha superato per la prima volta i 12,3 miliardi, con un incremento dell’8,2%. Un sistema che conta 328 Consorzi di tutela, 184.000 operatori e oltre 864.000 occupati nei comparti cibo, vino e bevande alcoliche.
La Dichiarazione di Mantova e le sei priorità per l’Europa
L’obiettivo della Dichiarazione è fare di Dop e Igp i protagonisti di una vera politica economica e territoriale europea: rafforzare la posizione dei produttori nelle filiere, sostenere l’export, contrastare frodi e imitazioni, favorire innovazione e ricambio generazionale e moltiplicare il valore generato sui territori.
“Le Indicazioni Geografiche – ha sottolineato oggi l’assessore regionale Alessandro Beduschi nel presentare l’ìniziativa– rappresentano un patrimonio economico prima ancora che produttivo. Generano valore che resta legato ai territori, sostengono migliaia di imprese e contribuiscono a mantenere vive intere comunità rurali”.
“Con la Dichiarazione di Mantova – ha aggiunto – vogliamo portare in Europa una proposta concreta. Intendiamo così proteggere le nostre eccellenze, ma soprattutto creare le condizioni perché possano crescere, competere e produrre sempre più valore per chi le realizza e per i territori nei quali nascono”.
Il documento parte da un’indicazione precisa: ottenere una Dop o una Igp deve essere l’inizio di una strategia di sviluppo. Da questa impostazione discendono sei priorità: sostenere le Indicazioni Geografiche durante tutto il loro ciclo di vita; trasformare la protezione giuridica in valore economico per i produttori; aumentare la presenza di Dop e Igp nella vita quotidiana; preparare le filiere alle sfide dell’innovazione, delle competenze, del ricambio generazionale e del cambiamento climatico; riconoscere alle Regioni un ruolo diretto nella governance; costruire politiche fondate su dati e obiettivi misurabili. Centrale resta il legame con il territorio. Un’Indicazione Geografica tiene insieme imprese, lavoro, paesaggio, conoscenze, cultura e identità locale, generando un valore che, proprio perché legato all’origine, non può essere delocalizzato.
Dop e Igp, un ponte tra gusto, turismo e cultura
Da qui l’attenzione al rapporto con turismo e cultura: la Dichiarazione propone un collegamento più stretto tra Dop e Igp, itinerari enogastronomici, siti Unesco e patrimonio culturale, prevedendo anche una Giornata europea delle Indicazioni Geografiche e un’Expo itinerante delle Indicazioni Geografiche. Un indirizzo che intercetta la crescita del “turismo Dop”. Nel 2025 in Italia sono state censite 667 attività e 292 eventi, questi ultimi aumentati del 26% in un anno. La Lombardia conta 61 attività, otto in più rispetto al 2024, collegate a 62 prodotti Dop e Igp e promosse attraverso 32 Consorzi di tutela riconosciuti.
A Palazzo Ducale il confronto sul futuro di Dop e Igp
La Dichiarazione sarà al centro della sessione sul futuro delle Indicazioni Geografiche nell’Unione europea, in programma il 15 ottobre nella Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale, nell’ambito della seconda Assemblea generale annuale di Arepo.
Al confronto, oltre a Beduschi parteciperanno Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste; Diego Canga Fano, direttore generale aggiunto della Dg Agricoltura della Commissione europea; Paolo De Castro, presidente di Nomisma; Riccardo Deserti, presidente di Origin, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, e direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano; Carlo Fidanza, membro del Parlamento europeo.
A condurre la sessione sarà Laurent Gomez, segretario generale di Arepo.
La sessione si concluderà con la firma della Dichiarazione di Mantova da parte dell’assessore Beduschi e la consegna ufficiale del Manifesto ai rappresentanti istituzionali presenti.
Due giorni tra filiere, cooperazione e salute
L’Assemblea sarà il momento centrale di un calendario dedicato al futuro delle produzioni certificate, alla competitività delle filiere e al rapporto tra qualità alimentare e salute. Il 15 ottobre alle 15, il Teatro Bibiena ospiterà il convegno “Quale futuro per la cooperazione lattiero-casearia lombarda?”, con la partecipazione, tra gli altri, di Beduschi e del ministro Lollobrigida.
Il 16 ottobre alle 14, alla Casa del Mantegna, si terrà invece il convegno “Formaggi Dop e salute: un dibattito scientifico”, promosso da Aral, Associazione Regionale Allevatori della Lombardia, e Arepo. Ricercatori ed esperti approfondiranno il rapporto tra sicurezza alimentare, qualità delle produzioni casearie certificate, proprietà nutrizionali e salute dei consumatori.
















