Claudia Cardinale: “Io, la Tunisia, il cinema, l’amore e nessun rimpianto”

(Adnkronos) – ”Io credo nel ‘mektoub’, il fato in arabo, d’altronde non potrei non crederci con quella che è stata la mia vita”. Claudia Cardinale, all’anagrafe Claude Joséphine Rose Cardina, diva intramontabile de ‘Il Gattopardo’ e oggi 85enne, in una intervista rilasciata in esclusiva all’Adnkronos, ripercorre tutte le tappe della sua lunga e intensa vita, a partire dall’infanzia in Tunisia, un Paese a cui è rimasta molto legata. 

”La considero la mia terra. In quegli anni la Tunisia era avanti anche nei confronti dell’Europa. C’era molto progresso. Era un periodo di grande scambio tra culture, tra religioni diverse”. Per arrivare ai ricordi ”tremendi” della Seconda Guerra Mondiale: ”Ero molto piccola ma ho dei ricordi della guerra… mi ricordo di un soldato che quando vide la nostra famiglia si mise a piangere perché gli mancava la sua. Sentire avvicinarsi la guerra è come sentire tremare la terra. Le onde di dolore, di strazio sono delle scosse”. 

Poi l’attrice parla dei suoi esordi nel mondo del cinema svelando che ”da bambina” voleva fare la maestra: ”Non avevo un’idea precisa e il cinema in qualche modo non l’ho scelto io, è lui che ha scelto me. Anche se sicuramente presto si è fatto scegliere”. E’ vero che quando il regista Jacques Baratier la notò e la volle ne ‘I giorni dell’amore’ con Omar Sharif, lei non accettò con grande entusiasmo? Perché? ”Ero giovane. In quegli anni essere attrice non era molto ben visto. E poi un po’ avevo paura”, rivela. 

La grande svolta per la Cardinale arrivò nel 1957, quando durante la settimana del cinema italiano a Tunisi vinse il concorso della ‘più bella italiana in Tunisia’. Il premio fu un viaggio alla mostra del cinema di Venezia dove non passò inosservata e fu notata da tanti registi e produttori cinematografici: ”E‘ stato pazzesco – dice con entusiasmo la Cardinale – Io e mia sorella Blanche non eravamo neanche iscritte al concorso. Nostra madre aiutava alla fiera. Era veramente una cosa piccola piccola ma quel premio di un viaggio a Venezia durante la mostra mi ha cambiato la vita”. 

Dopo quella prima apparizione a Venezia le arrivarono diverse proposte di lavoro ma lei disse che non si sentiva all’altezza. Frequentò anche il Centro sperimentale di cinematografia di Roma (sua maestra di dizione fu Tina Lattanzi), ma, come raccontò lei stessa diverse volte, fu un’esperienza breve e insoddisfacente quindi scelse di tornare in Tunisia. Ma è vero che lei non si sentiva in grado di recitare? ”Tornai in Tunisia perché mi sentivo sola a Roma, mi mancava la mia famiglia – confessa – Ero giovane e questo modo del cinema che girava intorno mi intimoriva. Infatti quando poi invece la decisione fu presa, venne anche la mia famiglia e allora cambiò tutto”. 

Il suo primo film italiano fu girato nel 1958 con Mario Monicelli, ‘I soliti ignoti’, una pietra miliare nel cinema italiano. Che ricordo ha di Monicelli? ”Un ricordo splendido – sottolinea – Io ero una piccola goccia nel suo film ma lui sapeva dare attenzione e rispetto a tutti. Quando chiusi la porta in faccia a Renato Salvatori, lo feci davvero e gli feci male! Ancora non conoscevo i trucchi del cinema. Monicelli mi sgridò: ‘Claudia nel cinema si fa finta”’. Poi arrivò ‘Un maledetto imbroglio’ di Pietro Germi, come fu lavorare con lui? ”Molto intenso anche perché il mio ruolo era più importante”.  

Il 1963 fu un anno cruciale, perché fu scelta da Luchino Visconti al fianco di Alain Delon ne ‘Il Gattopardo’ (questo anno tra l’altro ricorrono i 60 anni dall’uscita di quella pellicola ha segnato la storia del cinema italiano) e allo stesso tempo partecipo’ a ‘8½’ di Federico Fellini. Cosa imparò da ciascuno di loro? ”Stavo a contatto con due geni di natura diversa, per non dire opposta – spiega l’attrice – É stata un’esperienza unica, un vero tour de force per un’attrice, entrare e uscire da due mondi creativi cosi diversi e ricchi”. 

Lo sa che c’è in uscita su Netflix una serie remake de ‘Il gattopardo’ con Benedetta Porcaroli nel ruolo che fu suo? ”Non l’ho ancora vista. Forse la vedrò – ammette la Cardinale – Comunque sono contenta perché vuol dire che ‘Il Gattopardo’ interessa ancora. Ma per me sono due cose diverse – sottolinea – ‘Il Gattopardo’ è irripetibile perché tutto in quel film è stato magia”.  

Che rapporto ha avuto con Alain Delon? ”Ci sentiamo sempre. Sul set del ‘Il Gattopardo’ – prosegue l’attrice – mi ricordo che sia le donne che gli uomini facevano la corsa per vedere Delon per quanto era bello”. E con Gina Lollobrigida? ”Con Gina ci siamo frequentate ma non abbiamo mai condiviso un set – prosegue – per fortuna qualche anno fa a Los Angeles ci siamo riviste. Era una donna sorprendente, di una vivacità unica”. Si dice che lei ebbe qualche attrito con Monica Vitti ma è vero? ”Poco importa e non me lo ricordo neanche tanto bene. Forse tra noi non ci fu un feeling particolarmente buono ma comunque per lei ho sempre un grande rispetto”.  

Invece con Brigitte Bardot? ”Ero cosi felice di girare con lei – racconta ancora la Cardinale – La ammiravo tanto. Ci siamo divertite sul set delle ‘Petroleuses’. E da qualche tempo che non ci sentiamo ma so che ci portiamo l’una nel cuore dell’altra”.  

Come fu con lei Sergio Leone? ”Mi ricordo i pranzi a casa sua con Pasquale – racconta – Sul set di ‘C’era una volta il west’ mi ricordo soprattutto quel giorno in cui mi portò da Morricone per farmi sentire le prime note del tema di Jil”.  

Lei aveva tanti amici ad Hollywood: con chi lego’ di più? ”Con Rock Hudson – risponde – Ci volevamo molto bene”. Le piace il cinema italiano di oggi? ”Dalla Francia dove vivo non riesco a seguire tutto. Ho molta stima del lavoro di Alice Rohrwacher – dice -. Non solo perché è una donna ma perché fa un cinema al tempo stesso nuovo e atemporale. Sa essere al presente pur nutrendosi delle lezioni del passato”.  

La Cardinale parla anche dei suoi amori, di quando in uno dei periodi più difficili della sua vita rimase incinta (del figlio Patrick, ndr.) dopo un abuso, conobbe lo sceneggiatore e produttore cinematografico Franco Cristaldi, che sposò nel 1966: ”Franco era un uomo di grande cultura e di grande intelligenza. Il nostro rapporto era un rapporto affettivo ma il centro era il lavoro – racconta – Lui lavorava tanto e anch’io. Ci siamo costruiti l’uno con l’altro. Lui mi ha dato tutto, mi ha accompagnato, indirizzato e io in cambio gli ho dato tutta la mia volontà”. 

Lei ha presentato suo figlio Patrick per anni come suo fratello, poi rivelò tutto durante una intervista a Enzo Biagi, fu liberatorio? ”Ovviamente lo fu. Lo aspettavo da anni quel momento”, dice commossa l’attrice. Lei ha sempre detto che il suo unico vero amore però fu Pasquale Squitieri da cui ha avuto una figlia, Claudia: come lo incontrò? ”Fu durante le riprese del film ‘I Guappi’ – ricorda la Cardinale – Per me fu dirompente, una sorta di rivelazione e penso che lo fu anche per lui. Pasquale era un uomo intenso in tutto. Non conosceva mezze misure. Questo aveva i suoi pro e i suoi contro. Ho amato essere al suo fianco. Lavorare con lui mi ha sempre spinto a dare il meglio di me stessa”. 

Oggi la Cardinale vive in Francia con i suoi due figli Patrick e Claudia ma durante il periodo della pandemia si vociferò che fosse stata chiusa in una casa di riposo. Possiamo smentire queste vocii? ”Si, una storia pazzesca – dice – Leggere quelle affermazioni è stato delirante. Una balla. È tutto l’opposto. Vivo con i miei figli: altro che casa di riposo! C’è sempre una cena, una festa”. Come è la sua vita oggi? Le manca stare sotto i riflettori? ”E’ la vita di una donna di 85 anni – risponde l’attrice – Tutto è più lento. Ho le mie abitudini, i miei giri. Mi occupo della casa, faccio alcune spese, ho delle visite, mi riposo. A novembre scorso abbiamo girato un cortometraggio qui, ‘Un Cardinale Donna’ di Manuel Maria Perrone. Ogni tanto il cinema torna da me”. 

Cardinale è anche un’attivista, negli ultimi anni infatti si è battuta molto su temi come la violenza sulle donne, l’ecologia e il femminismo. Nel 2023 è stata istituita la ‘Fondazione Claudia Cardinale’ che ha come scopo primario quello di aiutare i giovani artisti provenienti da tutto il mondo ad emergere e farsi strada nel mondo dello spettacolo: ”Qualche anno fa, abbiamo deciso, con mia figlia Claudia di creare la ‘Fondazione Claudia Cardinale’ per portare avanti alcune di quelle che sono state le mie ‘battaglie”’, spiega ancora l’attrice. 

”Certamente ho una attenzione particolare nei confronti delle donne, sono ambasciatrice Unesco per la difesa dei diritti delle Donne e anche per la tutela dell’ambiente che difendo insieme a ‘Green Cross Italia’. La Fondazione ha lo scopo di agevolare e portare un nuovo modo di fare arte nel rispetto delle differenze e della natura”, continua la Cardinale.  

Ha dei rimpianti? ”Non rien de rien, je ne regrettes rien… la canto spesso questa canzone di Piaf. Come potrei averne? La vita non è mai tutta rosa e fiori ma fa parte del gioco. Sono stata molto fortunata, sono grata alla vita’”, conclude. 

(di Alisa Toaff) 

 

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