Elezioni Roma, Rachele Mussolini: “Campagna sporcata, a voto finito non più spettro fascismo”

Dopo i ballottaggi alle elezioni comunali a Roma, “giusto ammettere la sconfitta ma non parlare di debacle, quella è riservata al M5S. Certamente ci saranno delle analisi da fare, il candidato avrebbe dovuto esser tirato fuori tre mesi prima, perché potesse farsi conoscere, ma se le cose sono andate così qualcosa non ha funzionato come doveva”. Lo dice all’Adnkronos Rachele Mussolini, commentando la netta sconfitta del candidato sindaco del centrodestra Enrico Michetti. “Ora, al netto delle autocritiche, bisognerà farsi trovare pronti – continua -, tra un anno e mezzo ci saranno le regionali e alla luce del fatto che è stato scelto tardi il candidato sindaco, sono certa che entro fine anno usciranno nomi di alto profilo per le prossime sfide”. 

“Poi c’è il clima instaurato in queste ultime due settimane che non ha aiutato – sottolinea Mussolini – avevamo fatto una bellissima campagna elettorale, gestita con flair play, senza mai insulti o toni alti, ma è stato sporcato dai fatti accaduti che hanno innescato una sorta di strategia della tensione. Quella manifestazione con soggetti daspati, scortati nella sede della Cgil, è uno dei segnali dell’inadeguatezza del Ministro Lamorgese. Per un manipolo di persone, quattro cretini che nemmeno dovevano e potevano stare lì
e che siamo i primi a condannare, per una settimana non si è parlato altro che di pericolo fascista. Poi magari si sarebbe perso lo stesso, ma non con questa percentuale. Abbiamo vissuto un clima surreale – prosegue – che ci ha distolto dall’obiettivo che volevamo perseguire, parlare di Roma, e invece abbiamo dovuto parlare di altro”.  

“Mi dispiace, e lo dico io che porto questo cognome, bisogna guardare avanti, condannare tutti gli estremismi di destra e di sinistra. Ora le elezioni sono state vinte, sono tutti tranquilli e non esiste più lo spettro del fascismo – dice Mussolini – che tornerà in auge alla nuova tornata elettorale. Che poi, hanno tirato in ballo FdI che ha un codice deontologico chiarissimo, per il quale chi aderisce deve essere contro ogni autoritarismo, dove sono banditi razzismo e xenofobia. Per quanto mi riguarda tornerò a fare il mio lavoro come umile consigliere comunale e continuerò a parlare dei problemi della città, oggi in condizioni drammatiche. Auguro un buon lavoro al neo sindaco e quando entreremo in consiglio comunale continuerò a fare una opposizione dura e costruttiva”.  

Per quanto riguarda la sconfitta a Latina, l’idea di reintitolare il parco ‘Falcone e Borsellino’ ad Arnaldo Mussolini “è stato un farsi male da soli, gratis. Non so quanto abbia influito nell’esito del voto, ma certo non ha aiutato e io mai, dico mai, mi sarei sognata di uscirmene con una proposta del genere”, spiega ancora all’Adnkronos Rachele Mussolini commentando la sconfitta a Latina del candidato del centrodestra Vincenzo Zaccheo. 

Un’operazione in pura perdita, “visto che ha portato persino alle dimissioni di Durigon, e che non si doveva neanche lontanamente ipotizzare, anche solo per un motivo, a prescindere dal nome di Arnaldo: di fronte ad un parco intitolato a due martiri, a due eroi come Falcone e Borsellino, semplicemente il nome di quel parco deve restare così. Per sempre”. 

(di Silvia Mancinelli) 

(Adnkronos)