Gb, quando Liz Truss cadde nel trabocchetto di Lavrov

(Adnkronos) – Meno di due settimane prima dell’inizio dell’invasione russa in Ucraina, Liz Truss, allora ministra degli Esteri britannica, ora Premier uscente, si era fatta prendere in giro da Sergei Lavrov. Contro di lei, che si era presentata a Mosca impreparata nei giorni carichi di tensione della staffetta diplomatica occidentale, il ministro russo aveva mosso il sarcasmo delle grandi occasioni. Nel loro colloquio, Truss aveva confuso le regioni ucraine occupate (Donetsk, Luhansk, e la Crimea), con le due regioni russe di Voronezh e Rostov. Il ministro russo le aveva chiesto se Londra sarebbe stata disposta a riconoscere la sovranità di Mosca sulle ultime due regioni. E Truss aveva risposto che mai Londra lo avrebbe fatto. L’ambasciatrice a Mosca, Deborah Bonnert era stata costretta a intervenire, spiegando con gentilezza a Truss che non c’è mai stata alcuna obiezione di Londra all’appartenenza, a tutti gli effetti, di Rostov e Voronazh alla Federazione russa. 

Nella conferenza stampa successiva al colloquio, Lavrov aveva commentato: “E’ stato un dialogo fra un sordo e un muto”. E affermato che il contributo di Londra ai colloqui, sul tema delle garanzie vincolanti sulla sicurezza in Europa chieste da Mosca, “sono solo slogan”.  

“Nei colloqui di oggi non c’è stato nulla di segreto, nessuna fiducia. Solo slogan urlati dagli spalti. Sono onestamente deluso. Le nostre spiegazioni dettagliate sono arrivate su un terreno non preparato. E’ come quando dicono che la Russia sta aspettando che il terreno sia congelato, in modo che i carri armati possano entrare facilmente in ucraina. Sembra che i nostri colleghi britannici oggi siano su un terreno simile, su cui hanno rimbalzato tutti i fatti che abbiamo presentato loro”, aveva aggiunto Lavrov lasciando la stanza per le conferenze stampa della residenza del ministero degli Esteri a Mosca rapidamente, lasciando Truss sola. Come probabilmente è oggi a Downing Street.  

 

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