Giallo mascherine per i leghisti del Pirellone, per Salvini è colpa del filtro

(Adnkronos) – Giallo mascherine per i leghisti del Pirellone. Quando alle 18 di ieri sera Matteo Salvini posta la photo-opportunity della squadra in consiglio regionale “che non perde di vista gli obiettivi su cui lavorare: Lavoro, Sanità e opere pubbliche”, con a fianco il presidente Attilio Fontana e gli altri esponenti del Carroccio, qualcuno si accorge che qualcosa non va. Le mascherine indossate sembrano aderire al viso come se uomini e donne nell’immagine fossero finiti in una galleria del vento: la stoffa aderisce al viso, mostrando in trasparenza profili di bocca e naso, quasi fossero mascherine trasparenti, di cellophane. Qualcuno lo segnala nei post, lanciando la pietra. Molti ironizzano, accusando Salvini di aver photoshoppato l’immagine per far comparire le mascherine, che non erano indossate da Fontana e gli altri.  

“Errata corrige. Qui la foto originale senza il ‘filtro nitidezza’ che ha fatto apparire dei volti sulle mascherine dei presenti. Al lavoro”, replica subito lo stesso Salvini, facendo sapere che
la foto era stata ritoccata per essere più ‘pulita’ con un filtro che ha creato quello strano effetto. Apriti cielo: i post che arrivano dopo sono quasi tutti di scherno. “Vedi cosa vuol dire pagare un grafico un po’ di piu?!”, ironizza Dino. “Il filtro nitidezza. Certo che ci vuole davvero coraggio”, dice Gabriele, tra i convinti che quella foto sia taroccata per nascondere la mancanza di mascherina tra i leghisti. Raffaele rasenta la blasfemia: “Immagino che la sacra sindone abbia il filtro nitidezza”. 

“Se non sai applicare un filtro su una foto come pretendi di applicarlo al governo. È tutta falsità. Tutta ipocrisia”, punta il dito Paolo, buttandola in politica. “Le sentite le unghie sugli specchi?”, si legge ancora. “Ribadisco: Morisi manca come il pane!”, dice un altro. Luciano fa l’esperto: “Lavoro da vent’anni con Photoshop per lavoro e, non esiste che il filtro nitidezza faccia riaffiorare il volto sottostante, nell’immagine precedente è chiara una ‘colorazione’ sopra il viso o una bassa opacità del livello usato”. 

 

 

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