Green pass, prof universitari creano “Coscienze critiche”: “No a imposizione”

Nasce “Coscienze critiche” la prima associazione formalmente registrata che intende convogliare il dissenso dei professori universitari contro il Green pass. “E’ un contenitore che accoglie il dissenso al politicamente corretto, che tenterà di dare una lettura ed una definizione dei problemi autenticamente scientifica e umanistica perché fondata sul dubbio e la ricerca”. A dare l’annuncio all’Adnkronos è Lorenzo Maria Pacini, professore di filosofia politica ad Unidolomiti di Belluno, tra i portavoce degli oltre 1000 docenti universitari firmatari del dissenso alla certificazione verde e dei numerosi altri simpatizzanti del gruppo, che afferma: “l’Associazione è stata costituita una decina di giorni fa. Potrebbe diventare il contenitore che ci raggruppa, anche se non tutti i professori hanno ancora aderito. Sarà un laboratorio di pensiero critico, una sorta di portale, con una caratteristica: la multidisciplinarietà, che contraddistingue l’approccio che seguiremo”. 

Per quanto riguarda la partecipazione dei mille docenti e degli altri simpatizzanti allo sciopero generale “è stata lasciata alla discrezione personale. Così come facciamo con la vaccinazione tant’è che la buona maggioranza di noi è vaccinata – risponde –
La nostra contrarietà è alla imposizione del Green pass, ritenuto uno strumento ideologico a carattere ed uso politico; e all’imposizione dell’obbligo vaccinale. Dissenso che vie
ne espresso in più modi: attraverso l’attività accademica o la stampa. Noi – spiega – siamo ideologicamente chiari su un punto, ma liberi sulle modalità di battaglia. La stragrande maggioranza dei professori non fa rumore, ma fa. Porta avanti nel proprio piccolo la battaglia, con la disobbedienza civile senza un fronte politico unitario o la costituzione di un ente politico. Noi – conclude – siamo professori universitari e facciamo gli accademici”.  

(di Roberta Lanzara)  

 

(Adnkronos)