M5S, nuova grana: eletti pronti a Tribunale per stop voto su neo piattaforma

Il nuovo Movimento 5 Stelle non è ancora nato e già rischia di finire in tribunale. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, un gruppo di attivisti pentastellati – tra i quali alcuni consiglieri regionali e, si vocifera, anche parlamentari – sarebbe pronto a dare mandato al proprio legale per diffidare l’Associazione Movimento 5 Stelle dall’effettuare la votazione sullo statuto del ‘Neo-Movimento’ (redatto dal leader in pectore Giuseppe Conte) sulla nuova piattaforma: portale creato ad hoc – ma non ancora ‘svelato’ dai grillini – dopo il divorzio dall’Associazione Rousseau di Davide Casaleggio.  

Gli attivisti e lo stesso Casaleggio, infatti, sostengono che la votazione debba essere celebrata su Rousseau, stando all’attuale statuto. E secondo le stesse fonti le possibili grane legali che incombono sul nuovo corso del M5S contiano sarebbero tra i temi al centro della diatriba in atto tra Conte e il garante Beppe Grillo. L”Elevato’, raccontano, sarebbe consapevole dei rischi che il Movimento corre con il via libera a una consultazione online su una piattaforma diversa da Rousseau e avrebbe chiesto a Conte di garantirgli uno ‘scudo’ legale – funzione che prima della rottura con Casaleggio spettava a Rousseau: alla no profit milanese, infatti, era affidato il compito di coprire le spese legali del capo politico e del garante dei 5 Stelle. Ambienti vicini ai vertici, però, negano che sia questo l’oggetto del contendere e fanno sapere che la tutela legale sarà inserita nel nuovo statuto. 

Nel frattempo Conte piomba a Palazzo Madama per incontrare i senatori grillini. Il futuro leader M5S vede anche Maria Antonietta Ventura, candidata alla presidenza della Regione Calabria col sostegno del Movimento e del centrosinistra. Intercettato dall’Adnkronos, l’ex inquilino di Palazzo Chigi smentisce dissidi con Grillo: “Non c’è nessuna rottura, non dobbiamo ricucire perché non abbiamo mai rotto. Il dialogo c’è ed è continuo”. A chi gli domanda quando incontrerà il garante del Movimento, “spero di vederlo presto”, replica l’ex premier. Che non risparmia una battuta a chi ha scritto di un partito di Conte, alternativo al Movimento se il rilancio non dovesse andare in porto: “Ve lo do io il partito”, scherza Conte con un sorriso. Ai senatori l’ex presidente del Consiglio assicura che la sintesi verrà trovata, e che il progetto rifondativo non finirà su un binario morto. 

Il giorno del chiarimento con comico potrebbe essere vicino. Il garante M5S è atteso domani nella Capitale per un faccia a faccia con gli eletti, facile dunque, se non scontato, un summit tra i due. Alle 17, nell’Auletta dei Gruppi di Montecitorio, ci sarà un’assemblea dei deputati con la partecipazione di Grillo. In queste ore si lavora per avvicinare le posizioni di Conte e dell”Elevato’, il quale è determinato a tenere il punto sulle modifiche allo statuto: il garante, viene spiegato, intenderebbe conservare le sue prerogative di ‘custode’ dei valori del Movimento e avere l’ultima parola anche per quanto riguarda le nomine nella futura squadra che affiancherà l’ex premier. 

Sullo sfondo resta anche un’altra potenziale grana per Conte&Co legata all’uso dei dati degli iscritti, consegnati da Casaleggio dopo un lungo e sfibrante braccio di ferro, fino al pronunciamento del Garante per la privacy che ha messo fine alla querelle. Lo scorso 5 giugno Rousseau ha provveduto al trasferimento dei dati al M5S, come deciso dai pentastellati. Da quella data – ossia da 18 giorni – gli iscritti non possono accedere al proprio profilo utente per cancellarsi o rinnovare la propria iscrizione. “Quest’ultima”, fanno notare gli esperti contattati dagli attivisti, “è annuale e, se non rinnovata, comporta la perdita del diritto di voto”. 

Stando sempre al parere degli esperti contattati dagli attivisti, l’interruzione prolungata di un servizio fondamentale come l’impossibilità di poter accedere ai propri dati da 18 giorni “è ascrivibile, ai sensi dell’articolo 33 del Gdpr, a quella che viene definita come una violazione dei dati personali” (il cosiddetto Data Breach) come indicato dalle “Linee guida in materia di notifica delle violazioni di dati personali”, dove compare, tra le casistiche di violazione dei dati personali, anche il verificarsi di una interruzione significativa del servizio abituale di un’organizzazione. Il verificarsi di un Data Breach, in considerazione della gravità attribuita a tale casistica, “prevede sanzioni pecuniarie estremamente elevate fino a diversi milioni di euro”, viene spiegato. (di Antonio Atte e Ileana Sciarra) 

(Adnkronos)