Manovra 2023, Salvini: “Chi paga il caffè con la carta è un rompipalle”

(Adnkronos) – “Se uno vuole pagare due euro il caffè con la carta di credito è solo un rompipalle”. Così il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini parlando con i cronisti in una pausa del processo Open Arms a Palermo che lo vedo imputato per sequestro di persona. Salvini ha risposto alle domande dei cronisti a 360 gradi, in particolare su temi legati alla manovra 2023. 

“”Io sono orgoglioso di questa manovra. Letta dice che è un inno all’evasione fiscale? Mamma mia… Io la vedo in maniera diversa da lui. Questa è una buona manovra in tempi difficili che aiuterà tanta gente, soprattutto quelli che hanno bisogno, gli stipendi sotto i 20 mila euro annui e le pensioni minime guadagneranno più di altri. Sui 60 euro per i pagamenti elettronici io sono un liberale, ognuno deve essere libero di pagare come vuole. Se uno vuole pagare due euro il caffè con la carta di credito è solo un rompipalle. Io cerco di pagare solo in contanti, perché a me piace andare a prelevare al bancomat”, ha detto. 

“Senza fare nomi e cognomi, che le grandi piattaforme alla Amazon siano esente Iva sulle transazioni, a differenza dei commercianti, è una follia. Gli uffici tecnici hanno detto che non è possibile pensare a questo tipo di tassazione. Mi sembra che in manovra abbiamo messo quella sull’online ma limitata”, ha aggiunto. “Ci abbiamo provato – ha aggiunto – ne abbiamo parlato con Meloni, con Giorgetti, con Urso, pero’ ci sono le norme europee. Questi sono furbi, ma ci riproveremo”. 

Capitolo Pnrr: “Conclusione delle opere entro il 2026? Ho un dossier. Visto l’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’energia è ambizioso pensare di chiudere tutti i cantieri e rendicontarli in tempo. Nessuno due anni fa pensava che le materie prime crescessero così tanto. Abbiamo messo 3 miliardi in manovra per l’aggiornamento prezzi nelle infrastrutture”. Poi alla domanda se il governo chiederà una revisione all’Ue, dice: “Ci sta lavorando Fitto. Non abbiamo stimato la variazione, io ho solo il mio osservatorio. Credo sia una necessità di tutti i Paesi europei, quelli che hanno richiesto i fondi. Non ce la fai con questi costi”. 

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