Pd, Casaleggio: “Su primarie online compromesso al ribasso”

(Adnkronos) – Davide Casaleggio, fondatore della piattaforma Rousseau e promotore della democrazia diretta, in un’intervista rilasciata all’Adnkronos interviene nel dibattito sulle primarie del Pd, che saranno aperte al voto online ma solo per casi specifici. I dem hanno raggiunto un accordo sulle regole: elettori ai gazebo, ma chi abita lontano o è impossibilitato potrà ricorrere al web. Come giudica questa soluzione? “E’ come dire che puoi comprare online un biglietto del treno solo se abiti lontano da una biglietteria. Parliamo di un compromesso al ribasso che permette di dire che ci sarà un voto online senza in realtà farlo”, osserva il figlio di Gianroberto Casaleggio, cofondatore del M5S insieme a Beppe Grillo.  

“Se è autentico il desiderio di coinvolgere i cittadini allora si prendano decisioni che mettano al centro le loro esigenze e non gli interessi di un dirigente o di un altro. Il futuro della partecipazione è dare la libertà a tutti di scegliere in autonomia il metodo con cui il singolo vuole esprimersi. L’antagonismo tra voto digitale e fisico – osserva – è un concetto anacronistico di chi continua a guardare nello specchietto retrovisore della storia”. Tra Stefano Bonaccini ed Elly Schlein chi sceglierebbe? “Più che la mia personale scelta tra una persona o un’altra, ritengo sia più importante concentrarsi sul metodo che permette quella scelta a una comunità. Va detto però che un aspetto positivo c’è. Almeno questa volta si è superato il concetto di finta democrazia con il mono candidato come è successo per Letta nel Pd la scorsa volta o per il MoVimento 5 Stelle con Conte”, punge Casaleggio.  

Perché la politica è ancora scettica sul ricorso al voto online? Cosa spaventa i decisori politici, secondo lei? “La digitalizzazione dei processi che abbiamo visto in tutti i settori dell’economia ha cambiato radicalmente i modelli di business e le strutture di potere. Oggi abbiamo conti in banca accessibili dal cellulare e possiamo acquistare i biglietti per un concerto o per un volo direttamente online, ma se si usasse la visione dell’innovazione che si sta adottando in politica dovremmo uscire di casa prendendo una carrozza con i cavalli. I decisori politici – prosegue il fondatore di Rousseau – oltre ad essere fuori dal tempo, sono spaventati da un aspetto molto semplice: se introduci il voto digitale in una comunità e questo diventa un mezzo utilizzabile quotidianamente, grazie ai costi bassi e alla facilità di accesso, allora le persone inizieranno a chiederlo non solo per votare il segretario, ma anche per scrivere il programma elettorale o per decidere su questioni strategiche. E questo terrorizza chi vuole accentrare potere nelle proprie mani”. 

(di Antonio Atte) 

(Adnkronos)