Reddito di cittadinanza, Giorgetti: “Salvaguardato per chi se lo merita”

(Adnkronos) – Il governo di Giorgia Meloni resta fermo sulla sua posizione per quanto riguarda il reddito di cittadinanza dopo la stretta e le nuove regole scattate ad agosto 2023. “Il taglio sul reddito di cittadinanza è andato a finanziare la decontribuzione dei lavoratori a basso reddito, con meno di 30mila euro l’anno. L’abbiamo fatto consapevolmente salvaguardando il reddito di cittadinanza a chi se lo merita mentre quelli che sono abili al lavoro devono accettare di entrare nel mondo del lavoro posto che in tanti settori non si trova mano d’opera. L’Italia ne ha bisogno”, ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti in collegamento alla festa della Lega Romagna a Cervia. 

“Quelle risorse sono state messe su questa decontribuzione che vale dai 50 ai 100 euro mese per i lavoratori dipendenti a basso reddito insieme a una limatura di adeguamento delle pensioni più alte e il ricavato è andato a favore di famiglie numerose in una logica di simmetria”, ha spiegato ancora. “Dobbiamo guardare a chi lavora e a chi si sacrifica perché il lavoro, come dice la Costituzione, è un elemento centrale. Poi è vero che non riusciamo a far incontrare domanda e offerta di lavoro …questa è la grande scommessa che non siamo riusciti a vincere ma su cui siamo impegnati perché è la soluzione del problema”, ha aggiunto.  

“I navigator sono poi stati stabilizzati ma i risultati in termini di numeri sono stati assai mediocri. Io penso che se le agenzie pubbliche non riescono a incrociare domanda e offerta di lavoro si può anche esternalizzare questa funzione. E sicuramente è un settore dove lavorare di più; tra l’altro la competenza dei navigator è Regionale e mentre ci sono alcune efficenti che hanno fatto il percorso previsto, altre no. Forse lì serve il potere sostitutivo e commissariale dello Stato”, ha affermato ancora. 

“Questo governo, attraverso l’incentivo al lavoro e al sostegno ai concittadini più fragili, impiega ogni ora del suo tempo per contrastare e ridurre quel disagio sociale su cui qualcuno soffia cercando di costruire un dissenso”, ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone nel corso del question time alla Camera.  

“Stiamo svolgendo un lavoro serio e complesso per superare” la misura, ha aggiunto il ministro, continuando in replica alle accuse di innescare una bomba sociale con la decisione di riformare: “Sulla scorta di informazioni non abbiamo ricevuto dal ministero dell’Interno, al momento, nessuna indicazioni dalla rete delle prefetture. Nel 2023, sono state 39 le iniziative di cui 3 dal 28 luglio ad oggi che nel complesso non hanno destato particolari turbative. Anche il presidio a Napoli ha visto la partecipazione di 30 persone”. 

“Non ho mai pensato – ha poi aggiunto la ministra rispondendo a Valentina Barzotti del M5S che l’aveva accusata di assenza in Aula – di sottrarmi al confronto in Parlamento per il rispetto istituzionale che contraddistingue il mio operato. Al contrario rispondo anche quando questi muovono da ragioni di parte e propagandistiche”. 

Dei 159mila nuclei fuori dal Reddito di cittadinanza, “112mila sono attivabili sul patto del lavoro e il 35% di questi ultimi risulta iscritto a una delle politiche attive previste. E quindi godrà dal 1 settembre prossimo del beneficio” dei 350 euro al mese previsti dal Supporto per la formazione e lavoro”, spiega ancora Calderone sui numeri al centro delle polemiche. “Questo è un obiettivo che il governo non intende mancare ma trascurato da chi, oggi, agitando gli animi evoca disordini”, sottolinea. 

“Per quanto riguarda i nuclei fragili, i servizi sociali hanno già avviato la fase di valutazione multidimensionale successiva alla presa in carico, avvenuta sin dai primi giorni di luglio, per 88mila soggetti. Questa platea, successivamente ad una fase transitoria in cui continuerà a percepire il Reddito di cittadinanza fino al 31 dicembre prossimo, beneficerà senza alcuna interruzione dell’assegno di inclusione a partire dal 1 gennaio 2024”, assicura la ministra. 

“Faccio un appello al governo: ripensateci, convocate un cdm, fermate questo scempio, differite i tempi. Cercate di gestire questa vicenda con più attenzione e responsabilità. Mandate un nuovo sms a queste persone, chiedete scusa”. Così il presidente del M5S Giuseppe Conte in occasione del question time alla Camera con la ministra Calderone. 

“Alla Camera abbiamo depositato una mozione per impegnare il governo a ripristinare con necessità e urgenza, anche convocando un apposito Consiglio dei ministri, l’erogazione del reddito di cittadinanza per le 169mila famiglie che venerdì scorso hanno ricevuto l’sms di sospensione dall’Inps”, hanno annunciato in una nota dal canto loro i deputati del M5S in commissione Lavoro Valentina Barzotti (capogruppo), Davide Aiello, Dario Carotenuto e Riccardo Tucci. 

“In questi mesi – hanno continuato -, l’esecutivo non ha assunto alcuna iniziativa per garantire che i servizi sociali gestiti dai comuni e i centri per l’impiego fossero in grado di gestire la presa in carico di decine di migliaia di persone. Le famiglie interessate sono state lasciate al loro destino con una comunicazione incerta e confusa: una situazione che sta generando molte iniziative di protesta. Fra gli impegni inseriti nella mozione ci sono anche quelli a istituire un tavolo tecnico con tutti gli attori istituzionali coinvolti, a prevedere nella prossima legge di bilancio il potenziamento dei servizi sociali comunali e, infine, a completare il Piano di potenziamento dei Cpi, in stretta complementarietà con l’attuazione del programma Gol”. “L’esecutivo la smetta di voltarsi dall’altra parte e dia risposte a questi cittadini, prima che sia troppo tardi”, concludono i parlamentari pentastellati. 

 

(Adnkronos)