(Adnkronos) – In un documento firmato dal capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, e inviato al presidente dell’Anm Cesare Parodi si solleva “un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm”. Al ministero della Giustizia è arrivato “un atto di sindacato ispettivo con il quale”, si legge nel documento, il parlamentare interrogante riferisce che il “segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ‘Comitato Giusto dire No’ promosso dall’Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria”.
“Sottopongo alle vostre valutazioni, pertanto, l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di piena trasparenza gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire No’ da parte di privati cittadini”, si legge nella lettera.
“Nel ringraziarla per avermi interpellato, devo purtroppo annotare che non sono nelle condizioni di rispondere in quanto, come lei ben riporta, il Comitato in questione è solo stato promosso dall’Anm, ma è soggetto – anche giuridico – assolutamente autonomo”. E’ quanto si legge in una lettera di risposta che il presidente dell’Anm Cesare Parodi, a quanto si apprende, ha scritto al capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi. “Come socio costituente, però, posso confermarle che al Comitato è possibile fare piccole donazioni, come privati cittadini (l’unica condizione è che non si tratti di persone con incarichi politici, non essendo quello un Comitato di tipo politico, ma di servizio alla cittadinanza sui temi del referendum) – prosegue – Posso confermarglielo come può fare chiunque acceda al sito del Comitato, dove è riportata in modo trasparente ogni cosa, compreso lo Statuto. Per scrivere queste righe io stesso ci sono tornato, e posso consigliarle dunque di informarne anche il parlamentare interrogante, che ha pensato di disturbarla per questione che poteva invero rivedere da solo navigando sul sito”.
“Se però necessitasse di informazioni più puntuali, che io non posseggo, non posso che rimandarla ai rappresentanti del Comitato – conclude – Annoto solo che la sua richiesta di rendere pubblici dati di privati cittadini ritengo sia contrario alle salvaguardia della loro privacy, ma questa rimane una mia valutazione personale che le segnalo per correttezza”.
Si susseguono le reazioni alla richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio. Debora Serracchiani, responsabile nazionale giustizia del Pd, parla di “un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni”. “Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno NO. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”, afferma Serracchiani.
“Altro che liste di proscrizione. Qui siamo davanti a liste di proscrizione contro i magistrati e a un attacco frontale all’equilibrio costituzionale dei poteri”, dichiara Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde, che parla di “clima da intimidazione, non da confronto democratico”. “La destra ha superato ogni limite. Questo referendum non serve a migliorare la giustizia, ma a concentrare più potere nelle mani della politica. Per fermare questa deriva pericolosa bisogna votare No”, conclude Bonelli.















