Ucraina ha bisogno di armi e munizioni, lo sforzo Ue per Kiev

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L’Ucraina ha bisogno di armi e munizioni nella guerra contro la Russia. L’Unione Europea, nel quadro internazionale dominato dal conflitto tra Kiev e Mosca, prevede di arrivare ad avere una capacità produttiva annua pari a 1,7 milioni di munizioni da artiglieria entro “la fine del 2024”, per salire a “2 milioni” di pezzi l’anno nel 2025 e di superare i 2 milioni tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, come hanno spiegato alti funzionari Ue. 

Entro la fine di marzo, hanno aggiunto, l’Ue avrà consegnato all’Ucraina 550mila proiettili, contro il milione promesso mesi fa, ma a questi vanno aggiunti i proiettili consegnati a Kiev bilateralmente dagli Stati membri, i cui dati sono coperti da segreto ma sono “sostanziali”, e quelli acquistati dall’Ucraina dagli Stati membri, per i quali l’Ue non dispone di dati aggregati.  

La Commissione Europea in particolare ha stanziato i 500 milioni di euro previsti dalla legge a sostegno della produzione di munizioni (Asap). La Commissione ha selezionato 31 progetti per aiutare l’industria europea ad aumentare la produzione e la disponibilità di munizioni. I progetti selezionati coprono cinque aree: esplosivi, polvere, proiettili, missili e certificazione di test e ricondizionamento. Asap si concentrerà su polvere ed esplosivi, che sono delle strozzature per la produzione di proiettili di munizioni, e destinerà a questi comparti circa tre quarti del programma. 

Il programma sosterrà progetti che aumentano la capacità di produzione annua di oltre 10mila tonnellate di polvere e di oltre 4.300 tonnellate di esplosivi. La Commissione ha inoltre avviato il programma di lavoro per lo strumento per il rafforzamento dell’industria europea della difesa attraverso gli appalti comuni (Edirpa) e il quarto programma di lavoro annuale del Fondo europeo per la difesa (Fes). 

Lo sforzo europeo “non è abbastanza”, hanno aggiunto i funzionari, “e per questo proponiamo altre misure per l’industria Ue, perché sia in grado di soddisfare la domanda”. Controlli sulle esportazioni di munizioni erano stati proposti dalla Commissione, ma gli Stati membri li avevano respinti (il problema non è tanto la capacità produttiva, quanto il fatto che una parte sostanziale della produzione europea viene esportata verso Paesi diversi dall’Ucraina).  

Anche se il fatto che le industrie Ue siano in grado di esportare è un segno della loro “competitività”, la Commissione continua a pensare che, nel caso di una crisi come quella in Ucraina, dovrebbe essere possibile ridirezionare gli ordinativi, dando la priorità a Kiev nelle consegne.  

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha parlato nelle ultime ore con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, per ringraziarlo per i suoi “sforzi personali” volti a garantire il sostegno dell’Alleanza al Paese dell’Europa orientale. In un post sul social X, Kuleba ha spiegato di aver sottolineato, nel corso del colloquio telefonico, “l’importanza di raddoppiare gli sforzi internazionali per aumentare e accelerare le forniture di armi e munizioni all’Ucraina”. 

“Abbiamo coordinato le posizioni in vista della riunione del Consiglio Nato-Ucraina di aprile. L’Ucraina accoglie con favore gli sforzi volti ad aumentare il ruolo della Nato nel fornire all’Ucraina tutto ciò di cui ha bisogno per respingere l’aggressione russa”, ha aggiunto. 

 

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