MANTOVA – “È fondamentale che tutti i Comuni si facciano carico del degrado sociale, che non può gravare esclusivamente sul capoluogo”, afferma Davide Boldrini, direttore dell’Associazione Agape e presidente di Casa San Simone, in merito al tragico caso del senzatetto trovato morto sabato mattina davanti al supermercato Conad. Il 66enne, Gaetano, rappresenta una delle tante persone che vivono ai margini della società. “Alcuni sono riluttanti a ricevere aiuto – spiega Boldrini – per paura della convivenza, per dipendenze, o perché non vogliono sottostare a regole”.
“Ci sono 5-6 persone che conosciamo ma che non siamo riusciti a raggiungere”, aggiunge. “Le teniamo sotto controllo, ma non vogliono sapere né di rifugi né di strutture. Dopo il caso di Gaetano, una persona si è spaventata e ci ha chiesto aiuto, ma le situazioni sono molto delicate. A volte, ci vuole più di un anno per convincere qualcuno a chiedere aiuto”.
Boldrini sottolinea che il problema non va ridotto a un tema di “degrado urbano”, ma va visto come una questione di “fragilità”. “Confondere il bisogno di aiuto con il degrado è un errore”, avverte. “Se non cambiamo prospettiva, non risolveremo mai il problema”. Il riferimento è a situazioni come quella di una persona fotografata mentre faceva i propri bisogni sotto i portici di Corso della Libertà, un caso di disagio psichico.
“Se da un lato Mantova offre più servizi e assistenti sociali, molte delle persone che stazionano in città sono residenti in altri comuni prosegue Boldrini – “bisogna rendersi conto che questo è un problema che riguarda tutti. A parte il rifugio notturno della Caritas e la Stazione di Posta in via Ariosto, servono altri servizi”. La riflessione si estende anche oltre il fenomeno della marginalità estrema: “Ci sono tante famiglie monoreddito che sono in equilibrio precario. Basta un imprevisto, un problema di salute, e quel fragile equilibrio crolla”.
Boldrini precisa che non si parla solo di persone italiane in difficoltà: “Lo scorso anno, 250 persone hanno chiesto di potersi fare una doccia a Casa San Simone. Questo significa che sono senza acqua calda e senza una casa”. Il fenomeno però, ha contorni sfuggenti. “Sono tanti anche gli stranieri che vivono in condizioni di disagio, ma probabilmente non lo sappiamo”.
Per questo, lancia un appello alla cittadinanza: “Invito l’opinione pubblica a riflettere su quali servizi manchino e dove dovrebbero essere realizzati. Non possiamo scandalizzarci per ciò che accade e poi non essere pronti ad aprirci a soluzioni concrete. Non possiamo ignorare queste persone, ma dobbiamo aiutarle a uscire dalla strada”.
Proprio per sensibilizzare su questo tema, il 28 e 29 gennaio si terrà, in 14 città metropolitane, l’evento di “Rilevazione delle Persone Senza Dimora”, un’iniziativa promossa da ISTAT e fio.PSD. L’iniziativa prevede una “conta visiva” delle persone senza dimora il 26 gennaio, con l’obiettivo di raccogliere dati sul fenomeno dell’homelessness e pianificare politiche sociali più efficaci.

















